Groenlandia: la sfida della scienza inizia qui
Di nuovo al centro del dibattito internazionale, la Groenlandia è un territorio strategico anche e soprattutto dal punto di vista scientifico. Quali caratteristiche specifiche la rendono così unica? E perché tutto questo ci riguarda? Rachele Lodi, ricercatrice del Cnr, all'Istituto di Scienze Polari, coordinatrice di numerose spedizioni proprio in Groenlandia, ci spiega perché il ghiaccio di questo territorio "pesa" così tanto per il clima del pianeta, per l'innalzamento dei mari, per la ricerca scientifica internazionale e, sempre di più, per le dinamiche geopolitiche che attraversano l'Artico.. Un archivio di dati lungo centinaia di migliaia di anni
Parlare della calotta glaciale groenlandese significa riferirsi a una massa gigantesca di ghiaccio, con un volume stimato di circa 2,9 milioni di chilometri cubici, pari a circa il 6,7% di tutta l'acqua dolce della Terra. Questi numeri si traducono in un archivio naturale di dati climatici accumulati in centinaia di migliaia di anni di infinita importanza per comprendere cosa può accadere da qui ai prossimi anni. Da qui lo studio fondamentale del permafrost e la valutazione di quello che accadrebbe se le parti di territorio rese più accessibili dalla fusione dei ghiacci venissero raggiunte. Il tema inquinanti riemessi nell'atmosfera è uno dei rischi più evidenti ma non solo.
La dottoressa Lodi fa riflettere su quanto dal punto di vista tecnico e scientifico il raggiungimento di parti di Groenlandia finora rese poco accessibili dai ghiacci «non sia così scontato» e di come inserirsi un territorio cosi complesso e per molto tempo ghiacciato «non sia così semplice come si sta dicendo».
Groenlandia, un termometro per il clima
Poi, l'inevitabile questione climatica. L'isola più grande del mondo, così contesa e al centro di mire politiche ed economice, appare un termometro fondamentale che condiziona il presente e il futuro globale. Spiegando le ragioni di questa centralità, la dottoressa Lodi, a breve di nuovo in spedizione verso l'Artico, spiega quanto i ricercatori in questo momento sentano ancor di più la responsabilità nel proteggere la raccolta di dati e garantirne l'accessibilità per tutti..
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