L’omosessualità nei primati rinforza i legami
Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli studi sull'omosessualità nel mondo animale, con una particolare attenzione per i primati non umani. Queste ricerche ci hanno portato a scoprire che i comportamenti omosessuali non sono né un'invenzione umana, né tantomeno una rarità nel mondo animale.
Solo tra i primati ci sono 59 specie diverse nelle quali sono stati osservati, e ora, grazie a uno studio dell'Imperial College di Londra, abbiamo un'idea più precisa del perché questi comportamenti si sviluppino, e quali sia il probabile ruolo dell'omosessualità nelle scimmie. Lo studio è stato pubblicato su Nature Ecology & Evolution.. Un comportamento onnipresente. Il primo passo dello studio è stato identificare quali siano le specie di primati non umani nei quali l'omosessualità è presente: l'analisi ha restituito, come detto, 59 specie diverse, tra cui scimpanzé, gorilla di montagna e macachi. Questo risultato da solo suggerisce due possibili spiegazioni sulla nascita dell'omosessualità: o ha origini antichissime, alle radici dell'albero genealogico evolutivo dei primati, oppure si è evoluta più volte e indipendentemente in diverse specie.. Fattori ambientali. Non ci sono ancora elementi per stabilire quale delle due sia la risposta corretta, ma l'interesse degli autori dello studio si è in realtà concentrato altrove: quali sono gli elementi che fanno "scattare" l'evoluzione dell'omosessualità?
Il confronto tra specie ha dimostrato innanzitutto un dato fondamentale: i comportamenti omosessuali sono più diffusi in quelle specie che vivono in ambienti più secchi, con risorse scarse e maggior rischio di predazione.. Fate l'amore, non fate la guerra. Questo, secondo gli autori, significa che l'omosessualità emerge anche (forse soprattutto) per cause ambientali: questo tipo di relazioni migliorano la coesione e mitigano la competizione, e questo a sua volta aumenta le probabilità di sopravvivenza del gruppo anche in ambienti più ostili. Non ci sono però solo i fattori ambientali dietro l'omosessualità, che è più diffusa nelle specie che vivono più a lungo, e soprattutto in quelle con una vita sociale più complessa e nelle quali ci sono notevoli differenze di dimensioni tra maschi e femmine – un classico indicatore di competizione feroce.. Scopo sociale. Insomma: non solo l'omosessualità è molto diffusa tra i primati, ma ha anche un'origine ambientale, uno scopo sociale e un forte valore adattativo. Gli autori mettono però in guardia contro una possibile fallacia logica, che è quella di associare questi risultati anche agli umani.
Il fatto che siamo primati anche noi non significa che per la nostra specie l'omosessualità abbia la stessa funzione: gli autori fanno notare che "orientamento sessuale, preferenze e identità negli umani sono fattori complessi", e non possiamo applicare alla nostra specie le stesse conclusioni che valgono per gli altri primati..
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0