Il cacapo sta per avere una grande annata
Il cacapo (o cacapò, o kakapò, o ancora kākāpō, il suo originale nome Māori) è uno degli uccelli più rari del mondo: ne sopravvivono solo un paio di centinaia di esemplari, tutti in Nuova Zelanda, ed è da più di un secolo che cerchiamo di proteggere e rivitalizzare la sua popolazione, con risultati non sempre apprezzabili.
Il 2026, però, potrebbe finalmente essere un anno positivo per il cacapo: come annunciato dal Dipartimento di Conservazione del governo neozelandese, la stagione riproduttiva del cacapo è cominciata – ed è la prima volta in quattro anni che succede.. Tutte le stranezze del cacapo. Il cacapo è un pappagallo, il più pesante del mondo per la precisione, e la sua corporatura gli impedisce di volare. È anche uno degli uccelli più longevi del mondo (può raggiungere il secolo di vita!) ed è pure l'unico pappagallo poliginico, nel quale i maschi competono per le femmine in arene chiamate lek. Soprattutto, il cacapo si riproduce molto raramente: la sua stagione fertile si manifesta solo ogni due o quattro anni, quando ogni femmina produce e alleva un singolo pulcino.. Dopo quattro anni. Questa lentezza riproduttiva è uno dei motivi per cui la popolazione del cacapo era scesa a 50 esemplari negli anni Novanta, ed è ancora oggi ferma a 236 individui, dei quali solo 83 sono femmine riproduttive. Quando decide di riprodursi, il cacapo lo fa sincronizzandosi con la fioritura di una grossa conifera locale, il rimu: l'ultima volta che è successo era il 2022. Ora, quattro anni dopo, l'albero sta producendo di nuovo frutti e il cacapo si sta, per così dire, dando da fare.. Un buon inizio. Il fatto che ci siano poco più di 200 cacapo in tutto il mondo, e tutti in Nuova Zelanda, permette di seguirli molto da vicino: ogni esemplare è equipaggiato con un radiotrasmettitore che ne tiene d'occhio movimenti e attività. È così che il governo neozelandese ha scoperto che quest'anno le femmine stanno deponendo uova, che dovrebbero schiudersi verso febbraio: stando alle prime stime, quella in arrivo potrebbe essere la covata collettiva più numerosa degli ultimi trent'anni, che rimpinguerà la popolazione in modo evidente.
Secondo gli esperti, comunque, tutto questo non basta: i cacapo hanno ancora bisogno di monitoraggio costante e interventi mirati, perché sono ancora in una situazione di sopravvivenza e non di prosperità. Lo scopo è far sì che le popolazioni selvatiche diventino autosufficienti e rimangano sane, senza ulteriori interventi umani: una buona stagione riproduttiva non è abbastanza, anche se è senza dubbio un buon inizio..
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