Sanità, la nuova direttrice degli ospedali Calamai: “Accorpamenti? Ne ho fatti diversi, avrò rispetto”

Genova. Prima uscita pubblica da direttrice generale per Monica Calamai, dal 1° gennaio in carica al vertice della nuova Azienda ospedaliera metropolitana scaturita dalla riforma della sanità regionale targata Bucci. Stamattina la manager è andata in sopralluogo al Centro grandi ustionati dell’ospedale Villa Scassi, in prima linea per l’emergenza internazionale legata all’incendio di Crans-Montana nella notte di Capodanno. Una realtà finora gestita dalla Asl 3, che adesso entrerà a far parte del grande polo ospedaliero genovese insieme a San Martino, Galliera e (in futuro) Erzelli.
“È un primo ingresso, ma devo dire che l’impatto è estremamente positivo – commenta Calamai -. Positivo anche visti gli eventi che sono accaduti e che già dimostrano le eccellenze che abbiamo. Sto vedendo una grande disponibilità di tutti gli operatori sanitari a un percorso nuovo da intraprendere. Chiaramente mi sono ripromessa di incontrarli in modo puntuale, andando anche più nel dettaglio a visitare le strutture dalla prossima settimana. Oggi è una prima infarinatura, ma era importante essere presenti”.
Molti sono però i timori connessi alla riorganizzazione, soprattutto da parte di quei lavoratori – come quelli del Villa Scassi – che oggi si trovano in bilico tra due aziende, con diverse incognite sulla mobilità e non solo. Calamai rassicura: “Di trasformazioni di questo tipo, per esperienza, ne ho viste diverse in diverse realtà. Sono stata anche attrice di percorsi di accorpamento e unificazione estremamente significativi, anche in fasi storiche diverse. Ognuno di noi ha la sua comfort zone e ogni volta che ci sono dei cambiamenti c’è la fatica della messa in discussione delle sicurezze. Credo che dobbiamo tener conto che viviamo un’era particolare, si parla addirittura di rivoluzione 4.0, che va ben oltre le rivoluzioni avute finora grazie alla trasversalità del digitale e dell’intelligenza artificiale. Sono molto fiduciosa che si riuscirà a costruire un bellissimo percorso”.
L’ex direttrice generale del Careggi di Firenze ha già in mente alcune linee d’azione, ma per adesso non si sbilancia: “Quello che a me piace è rispettare molto le realtà in cui ci si immerge. Per mia fortuna o sfortuna ho cambiato diverse realtà regionali, più di una, e quello che ho sempre cercato di fare è capire i contesti dove ci troviamo. Una cosa è costruire a tavolino basandosi sui numeri o su degli indicatori (questo è assolutamente importante), però poi il tutto va contestualizzato nelle realtà in cui ci troviamo, che non sono tutte uguali. Un’idea ce l’ho, anche come approccio generale per averlo già fatto altre volte, ma lo devo contestualizzare”.
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