SoftBank punta su OpenAI: possibile nuovo investimento da 30 miliardi di dollari
SoftBank Group è pronta a rafforzare ulteriormente la propria esposizione su OpenAI. Lo riporta Reuters, secondo cui il conglomerato giapponese è in trattative per investire fino a 30 miliardi di dollari aggiuntivi nella società che ha creato ChatGPT, nell’ambito di un maxi round di finanziamento che potrebbe arrivare a 100 miliardi di dollari complessivi. Se l’operazione andrà in porto, OpenAI potrebbe raggiungere una valutazione di circa 830 miliardi di dollari, una soglia che la proietterebbe tra le realtà tecnologiche più preziose al mondo.
L’all-in di Masayoshi Son sull’intelligenza artificiale
La mossa è l’ennesima conferma della visione di Masayoshi Son, fondatore e amministratore delegato di SoftBank, che ha scelto di puntare in modo quasi esclusivo sull’intelligenza artificiale come motore della prossima era economica. A dicembre il gruppo ha completato un investimento complessivo di 41 miliardi di dollari in OpenAI, arrivando a detenere circa l’11% del capitale. Un impegno senza precedenti, che segna un netto cambio di passo rispetto alla stagione del Vision Fund e alle scommesse più diversificate del passato.
Un patrimonio volatile
Oggi Son, 68 anni, ha un patrimonio stimato in 54,4 miliardi di dollari. Ma la traiettoria della sua ricchezza racconta una storia di forti oscillazioni. Negli ultimi mesi SoftBank ha venduto la propria partecipazione in Nvidia per finanziare l’espansione su OpenAI, una scelta che ha avuto effetti immediati sia sui mercati sia sulla classifica dei grandi patrimoni globali. In quel contesto, la fortuna personale di Son ha subito un ridimensionamento significativo, facendogli perdere posizioni tra gli uomini più ricchi d’Asia e mostrando quanto la sua ricchezza sia ormai strettamente legata al destino dell’intelligenza artificiale.
Disinvestimenti e disciplina sul capitale
Per sostenere questa strategia, SoftBank ha intrapreso una profonda riorganizzazione finanziaria. Oltre alla cessione delle quote in Nvidia, il gruppo ha venduto asset non strategici, ridotto drasticamente l’attività del Vision Fund e irrigidito l’allocazione del capitale. Anche alcune trattative per acquisizioni nel settore dei data center sarebbero state sospese, a favore di un focus totale su infrastrutture e piattaforme legate all’IA. Una linea dura che riflette la convinzione di Son che, in questa fase, concentrazione e scala contino più della diversificazione.
OpenAI tra costi crescenti, competizione e Ipo
Dal lato di OpenAI, la corsa al capitale è dettata da esigenze sempre più pressanti. L’addestramento e il funzionamento dei modelli di nuova generazione richiedono investimenti colossali in calcolo, energia e talenti, mentre la competizione con colossi come Google si intensifica. Non a caso, OpenAI è coinvolta insieme a SoftBank in Stargate, l’ambizioso progetto per la costruzione di data center dedicati all’intelligenza artificiale, considerato cruciale anche sul piano strategico e geopolitico.
Parallelamente, OpenAI, guidata da Sam Altman sta valutando una potenziale Ipo e continua a esplorare nuove fonti di capitale, inclusi fondi sovrani e grandi investitori istituzionali. Altman ha inoltre annunciato un rallentamento delle assunzioni, sostenendo che i progressi dell’IA permetteranno di aumentare la produttività con team più snelli.
L’articolo SoftBank punta su OpenAI: possibile nuovo investimento da 30 miliardi di dollari è tratto da Forbes Italia.
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