Dai Lea ai Lep, ma senza sapere quanto costa il diritto alla sanità

Gen 29, 2026 - 15:30
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Dai Lea ai Lep, ma senza sapere quanto costa il diritto alla sanità

La legge di Bilancio 2026 riconosce che le cure sanitarie sono un diritto costituzionale. Ma senza uno strumento per calcolare quanto costano davvero, il diritto rischia di restare solo sulla carta. Nelle pieghe della legge di bilancio si nasconde una piccola rivoluzione. I Livelli essenziali di assistenza (Lea) sanitaria diventano ufficialmente Livelli essenziali delle prestazioni (Lep). In italiano: non sono più semplici “obiettivi” del servizio sanitario, ma diritti costituzionali che lo stato deve garantire a tutti, ovunque. Molto Bello. Peccato che manchi il pezzo più importante: sapere quanto costa garantirli.

Oggi il sistema funziona così: lo stato decide quanti soldi ci sono per la sanità (sempre meno: siamo fermi al 6,3 per cento del pil, contro il 9,8 per cento della Germania), poi li divide tra le regioni con una formula che guarda soprattutto quanti abitanti hai e quanti sono anziani. E’ la logica del “riparto”: dividiamo quello che c’è. Ma se i Lea sono diritti costituzionali, la domanda cambia. Non è più “come dividiamo la torta?”, ma “quanto costa preparare la torta che abbiamo promesso?”. Hic sunt leones!

Nessuno sa davvero quanto costa garantire la prevenzione, l’assistenza territoriale o quella ospedaliera in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Esistono dei “fabbisogni standard”, certo, ma sono generici: ti dicono quanto puoi spendere in totale per la sanità, non quanto serve per garantire ogni singolo pezzo dei Lea. E’ come se il tuo capo ti dicesse: “Hai diritto costituzionale a uno stipendio dignitoso”, ma poi non calcolasse mai quanto ti serve per pagare affitto, bollette e spesa. Ti dà quello che c’è nel cassetto e buonanotte.

Il paradosso è che sappiamo già come si fa. Dal 2021 i comuni ricevono soldi per i servizi sociali (asili nido, assistenza agli anziani) calcolati con un metodo preciso: si stima quanto costa erogare quei servizi in quel territorio specifico, considerando quanti bambini ci sono, quanti anziani, quanto è disperso il territorio. Non è fantascienza, è aritmetica applicata. Risultato? I divari tra nord e sud si stanno riducendo. Dove servivano più soldi per garantire gli stessi servizi, sono arrivati più soldi. Funziona perché le risorse seguono i bisogni reali, non la spesa del passato. Perché non lo facciamo anche con la sanità? Perché calcolare i costi veri di ospedali, screening oncologici, assistenza domiciliare per territorio farebbe emergere una verità scomoda: i soldi non bastano. E ammettere che servono 40 miliardi di euro in più (la stima per allinearci agli standard europei) è politicamente costoso.

Riconoscere i Lea come diritti costituzionali senza gli strumenti per garantirli davvero è come dichiarare che tutti hanno diritto a una casa e poi non costruire appartamenti. Se una regione non riesce a garantire un livello di assistenza, oggi l’Nsg (Nuovo sistema di garanzia) lo rileva e la dichiara inadempiente. Ma inadempiente di cosa, se non sappiamo quanto le serviva per essere in regola? E’ un sistema che misura i fallimenti senza calcolare le risorse necessarie per evitarli.

La strada è chiara ma richiede coraggio. Primo: costruire fabbisogni standard monetari per ogni macro-area dei Lea (prevenzione, territorio, ospedale), ispirandosi a come si fa già per i servizi sociali. Secondo: collegare questi fabbisogni al sistema di monitoraggio, così quando una regione è sottosoglia si sa esattamente quanto le serve per rientrare. Terzo: mettere le risorse necessarie, accettando che non si può garantire una sanità europea con una spesa sotto la media europea.

Senza questi passaggi, il riconoscimento dei Lea come Lep rischia di essere l’ennesima rivoluzione italiana: perfetta sulla carta, invisibile nella realtà. E le persone continueranno a migrare dal sud al nord per curarsi, non perché è un loro diritto, ma perché è l’unica opzione che hanno. I diritti costituzionali si dichiarano e conseguentemente si finanziano. Il resto è una discussione poco utile.

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Redazione Redazione Eventi e News