Perfusione a caldo, la nuova frontiera del trasporto degli organi

Febbraio 21, 2026 - 16:30
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Perfusione a caldo, la nuova frontiera del trasporto degli organi

AGI - Il caso del bimbo morto a Napoli dopo il trapianto di un cuore danneggiato riporta in primo piano il problema della sicurezza del trasporto degli organi e dei contenitori usati. Quelli con il ghiaccio sono impiegati da 40 anni in Italia ma ora la nuova frontiera è la tecnologia Organ Care System, in grado di mantenere gli organi in condizioni di vita normali, a temperatura corporea, all'interno di involucri trasparenti che permettono di verificare in tempo reale la vitalità dell'organo.

"Oggi ci sono apparecchiature a temperatura controllata, con mille funzioni in più, che sono più costose e quindi non tutte le strutture hanno", spiega all'AGI il professore Igor Vendramin, direttore della SOC Cardiochirurgia di Udine, "forse nel caso del bimbo di Napoli avrebbero evitato di trovarsi dopo ore di viaggio con un cuore congelato. Ma si usa il contenitore con ghiaccio da 40 anni nel trasporto di organi, e una cosa del genere, mettere del ghiaccio secco anziché ghiaccio di acqua, è un errore catastrofico".

Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha ammesso la necessità di "cercare soluzioni migliori": "Anche in un settore delicato dobbiamo essere in grado di avere gli strumenti migliori per assicurare il trasporto in massima sicurezza".

La tecnologia Organ Care System di TransMedics

I nuovi contenitori di organi sono prodotti dalla società americana TransMedics, fondata nel 1998 dal medico e ricercatore Waleed Hassanein, che ha sviluppato un nuovo approccio grazie alla sua tecnologia innovativa: "Abbiamo dedicato 28 anni a trasformare la conservazione degli organi per il trapianto", spiega all'AGI Hassanein, Ceo della compagnia, "passando dalle tecniche dannose del freddo alla perfusione ossigenata a caldo, utilizzando la tecnologia Organ Care System che mantiene gli organi in condizioni di vita normali, a temperatura corporea, per proteggerli da eventuali danni durante la conservazione a freddo. Soprattutto, consente di ottimizzare e testare la vitalità dell'organo prima del trapianto, riducendo al minimo i rischi per i potenziali riceventi".

Costi elevati e nuove risorse

Il problema sono i costi, ancora molto elevati: "Purtroppo, l'Ocs è utilizzato in Italia in modo limitato", si rammarica Hassanein, "principalmente a causa della mancanza di modalità di rimborso attualmente previste dal Servizio Sanitario Nazionale per coprire l'utilizzo di questa tecnologia salvavita". Ora, però, qualcosa sta cambiando: nella legge di bilancio 2025 è stato approvato uno stanziamento per garantire un maggiore accesso alle nuove tecnologie di perfusione e si è in attesa di un decreto attuativo che dovrebbe essere approvato a breve dal Ministero della Salute per liberare queste risorse.

 

 

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Redazione Redazione Eventi e News