Acqua in circolo con l’osmosi inversa

Febbraio 21, 2026 - 06:31
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Acqua in circolo con l’osmosi inversa

Desalinizzare o pulire l’acqua significa affrontare il tema della disponibilità di una materia vitale, che non va né buttata né sprecata. Ne parliamo con Elena Santi, Cfo di Mann+Hummel che punta sul nostro Paese con l’aperura di una sede italiana nella quale sono stati investiti 40 milioni di euro

Prima o poi, anche il nostro Paese dovrà fare i conti con le tecnologie di desalinizzazione dell’acqua. Perché l’ondivaga quantità di questo bene primario è ben valutata da previsioni e dati: entro il 2030 la domanda globale di acqua potabile potrebbe superare l’offerta disponibile del 40% (dati Fao a livello mondiale).

I cambiamenti climatici, l’inquinamento delle risorse idriche e la distribuzione diseguale dell’acqua contribuiscono a rendere il tema una delle priorità planetarie del nostro tempo.

In questo scenario, la desalinizzazione si afferma come una delle soluzioni più concrete per garantire l’accesso all’acqua potabile in modo sicuro e sostenibile, soprattutto in regioni costiere, isole e aree soggette a siccità prolungate. Purchè si faccia nel pieno rispetto dell’ambiente.

Ricerca e sviluppo anche nel nostro Paese

Dietro a ogni processo di desalinizzazione c’è tanta tecnologia. E anche preparazione professionale. Come quella messa in campo dalla tedesca Mann+Hummel che ha recentemente aperto a Cerreto d’Esi, nelle Marche, una sede italiana. Nel ruolo di Cfo, ovvero di direttore finanziario, troviamo Elena Santi.

È lei la protagonista di questa nuova puntata di Pink&Green che torna a parlare di economia circolare applicata all’acqua.

Le Marche potrebbero, quindi, trainare il mercato della filtrazione dell’acqua partendo da quella industriale. Per la sede italiana di Mann+Hummel sono stati investiti 40 milioni di euro, simbolo di come questa azienda intende posizionarsi come attore chiave nella filiera globale dell’acqua, contribuendo in modo diretto a obiettivi di stabilità sociale, sicurezza idrica e adattamento ai cambiamenti climatici.

Ma è importante che nel nostro Paese, industriali in testa, si capisca quanto sia fondamentale iniziare ora a ragionare su un nuovo approvvigionamento dell’acqua: a partire dal riutilizzo delle acque reflue industriali.

Mann+Hummel propone l’osmosi inversa (Ro), tecnologia a membrana fondamentale nel water-energy nexus. E la considera una delle tecnologie più efficienti nella purificazione delle acque con contenuto salino, ma anche nel caso sia stata a contatto con inquinanti.

Si può arrivare a berla” commenta Santi, che aggiunge come l’osmosi inversa può contare ora su membrane che posso essere recuperate e rilavorate. Un’altra tappa fondamentale nel solco dell’economia circolare.

Il nuovo sito produttivo di Cerreto d’Esi di Mann+Hummel prevede, entro il 2030, l’assunzione di circa 100 nuovi addetti, la creazione di nuove sinergie con aziende del territorio e collaborazioni con istituzioni accademiche e centri di ricerca.

La scelta delle Marche non è casuale – continua Elena Santia partire dal fatto che  si tratta di un territorio con una forte tradizione manifatturiera, una rete industriale consolidata e un capitale umano di alto livello“.

E poi c’è la collaborazione con gli istituti di ricerca delle università marchigiane. Ma non solo. Mann+Hummel infatti ha aperto anche linee di ricerca e sviluppo con l’Università degli Studi della Calabria.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia