Clima, nell’Ue danni da 45 miliardi l’anno e solo per il caldo 24mila morti l’estate scorsa: urgenti le strategie di adattamento

Febbraio 18, 2026 - 05:30
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Clima, nell’Ue danni da 45 miliardi l’anno e solo per il caldo 24mila morti l’estate scorsa: urgenti le strategie di adattamento

Il Comitato consultivo scientifico europeo sul clima (European scientific advisory board on climate change) avverte che l’Europa, riscaldandosi a una velocità doppia rispetto alla media globale, deve rafforzare urgentemente le proprie strategie di adattamento. L’alert è da prendere in seria considerazione, soprattutto perché proviene da un organismo indipendente composto da 15 esperti scientifici senior, istituito nel 2021 dalla legge europea sul clima. Nell’ultimo studio pubblicato da questo team internazionale, dal titolo “Strengthening Resilience to Climate Change - Recommendations for an effective EU adaptation policy framework” e scaricabile dalla pagina web del Comitato, viene sottolineato che nonostante gli sforzi attuali, l’impatto dei cambiamenti climatici sta già causando gravi perdite umane ed economiche, con danni medi annui di 45 miliardi di euro.

Il rapporto sottolinea che l’adattamento non è un’alternativa alla riduzione delle emissioni, ma un complemento necessario per gestire rischi sistemici che minacciano sicurezza alimentare, idrica ed energetica. Le temperature medie globali sono infatti aumentate di circa 1,4 °C rispetto ai livelli preindustriali, e a causa degli insufficienti progressi compiuti a livello globale in materia di mitigazione, è sempre più probabile che venga superato il target di 1,5 °C fissato dall’Accordo di Parigi. L’Europa presenta temperature in aumento che causano pericoli climatici più frequenti e gravi – tra cui ondate di calore, siccità, incendi boschivi, inondazioni, innalzamento del livello del mare ed erosione costiera – e impatti avvertiti in tutte le regioni del Vecchio continente.

Spiega il presidente del Comitato consultivo, Ottmar Edenhofer: «Gli eventi estremi legati al tempo e al clima stanno già causando gravi perdite in tutta Europa. Il solo caldo estremo ha provocato decine di migliaia di morti premature negli ultimi anni, tra cui circa 24.000 nell’estate del 2025. I danni economici alle infrastrutture e ai beni materiali ammontano ora in media a circa 45 miliardi di euro all’anno. Questi impatti crescenti sottolineano che rafforzare l’adattamento non è facoltativo, ma essenziale per proteggere vite umane, mezzi di sussistenza e le fondamenta economiche dell’Europa».

Il Comitato propone nel report ora pubblicato cinque raccomandazioni chiave, tra cui l’armonizzazione delle valutazioni del rischio tra gli Stati membri e la pianificazione basata su scenari di riscaldamento globale fino a 3,3 °C entro il 2100. Viene inoltre richiesta una visione chiara per un’Europa resiliente entro il 2050, supportata da investimenti pubblici e privati coordinati.

Spiega la vicepresidente del Comitato, Laura Diaz Anadon: «L’adattamento va oltre la politica climatica. Un solido quadro di adattamento dell’Ue è fondamentale per affrontare i rischi sistemici che minacciano la sicurezza dei servizi essenziali, dell’approvvigionamento alimentare, idrico ed energetico, per garantire la stabilità necessaria per investire in un'economia competitiva e innovativa e per proteggere la salute dei cittadini e degli ecosistemi dell’Ue».

L’obiettivo indicato dagli scienziati con le cinque raccomanazioni è quello di integrare la resilienza in tutte le politiche dell’Unione europea per proteggere i cittadini e la stabilità economica del Vecchio continente. Senza un’azione tempestiva, viene sottolineato, i rischi transfrontalieri potrebbero destabilizzare le fondamenta sociali del continente. L’altra sottolineatura fatta dagli scienziati è che comunque ci sono dei limiti a ciò che l’adattamento può ottenere, e ogni ulteriore aumento del riscaldamento globale aumenta gli impatti climatici e i rischi in tutta Europa. L’adattamento non può sostituire la mitigazione, è il messaggio. Riduzioni profonde e sostenute delle emissioni, insieme all’aumento della rimozione del carbonio, rimangono essenziali per stabilizzare e, alla fine, ridurre le temperature globali e prevenire gli impatti più gravi e irreversibili. Anche seguendo percorsi di mitigazione ottimistici, spiegano gli scienziati, i pericoli si intensificheranno nei prossimi decenni. L’Europa deve quindi agire su entrambi i fronti contemporaneamente: ridurre le emissioni per limitare i rischi futuri e rafforzare l’adattamento per ridurre al minimo gli impatti climatici.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia