Musei nazionali di Genova, prosegue la mobilitazione del personale per la carenza di organico

Gen 5, 2026 - 11:30
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Musei nazionali di Genova, prosegue la mobilitazione del personale per la carenza di organico
Presidio Usb vigili del Fuoco

Genova. Non accenna a placarsi la protesta dei lavoratori dei Musei Nazionali di Genova. Gli assistenti alla tutela, accoglienza e vigilanza del Ministero della Cultura hanno confermato la prosecuzione dello stato di agitazione, iniziato lo scorso 23 dicembre. Il prossimo appuntamento della mobilitazione è fissato per martedì 6 gennaio, con presidi previsti presso Palazzo Reale dalle ore 13:00 e presso Palazzo Spinola a partire dalle ore 15:00.

Al centro della vertenza, sollevata dalla sigla sindacale USB Pubblico Impiego, vi è una denuncia drastica: attualmente il personale in servizio copre solo il 45% dell’organico previsto. Secondo i rappresentanti dei lavoratori, questa drammatica carenza rende impossibile garantire orari di apertura così prolungati senza esporre i dipendenti, i visitatori e l’integrità stessa del patrimonio culturale a rischi concreti e quotidiani.

Le rivendicazioni poste alla base della protesta delineano un quadro di profonda sofferenza gestionale. Il sindacato esige, in primo luogo, che si proceda a una rimodulazione degli orari di apertura e dei servizi che sia strettamente commisurata al numero di unità effettivamente in servizio, ritenendo tale misura l’unico argine possibile in attesa di nuove assunzioni. Parallelamente, viene posta come priorità assoluta la sicurezza dell’intero comparto, che coinvolge indistintamente le lavoratrici, i lavoratori, l’utenza e il patrimonio.

Sul piano strettamente giuslavoristico, la mobilitazione mira a ottenere il pieno rispetto dei diritti contrattuali e degli istituti fondamentali, quali la corretta alternanza dei turni e la fruizione di ferie e riposi, affinché venga garantito il pieno riconoscimento della professionalità degli addetti. Si richiede inoltre un’inversione di rotta rispetto alle politiche gestionali degli ultimi anni: l’obiettivo dichiarato è la reinternalizzazione delle funzioni istituzionali, ponendo fine alla stagione delle esternalizzazioni, delle privatizzazioni “striscianti” e dell’impiego improprio di personale volontario. Infine, i lavoratori reclamano con forza l’effettivo esercizio del diritto alla formazione, una necessità che risulta ad oggi di fatto negata.

Nel comunicato diffuso dalla federazione regionale, il sindacato richiama l’Articolo 9 della Costituzione, sottolineando come la tutela del patrimonio storico e artistico della Nazione non debba restare un dovere teorico messo a rischio ogni giorno. I lavoratori rivendicano il proprio ruolo quotidiano nel far rispettare tale dettame costituzionale e lanciano un appello diretto alla comunità locale: “La tutela dei nostri musei riguarda tutta la città”. La solidarietà dei cittadini è ritenuta fondamentale per pretendere una gestione responsabile che metta fine a quella che viene definita come una gestione basata su “finte immagini di grandi eventi” a discapito della realtà operativa

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Redazione Redazione Eventi e News