Ponti e impalcati, esplodono i costi per la messa in sicurezza: “Servono 1,8 miliardi”

Genova. Lievita drammaticamente la stima delle risorse necessarie per mettere in sicurezza ponti, viadotti e impalcati della città di Genova secondo le normative stabilite da Ansfisa. Dopo aver lanciato l’allarme su corso Europa in consiglio comunale, l’assessore Massimo Ferrante torna sul tema a margine dell’incontro al Matitone sul parco di via Ardoino: “Gli uffici sono arrivati a un dato di 1,8 miliardi di euro facendo una proiezione su tutti i lavori che bisogna fare, è una previsione mostruosa“.
Fino agli scorsi giorni la sindaca Silvia Salis aveva parlato di una cifra tra 700 milioni e un miliardo di euro, una quantità enorme di soldi che al momento non hanno alcuna ipotesi di copertura. Adesso il conteggio sale ulteriormente: “Dobbiamo tenere conto di tutto quello che sta intorno a un impalcato – spiega Ferrante -. Se ad esempio lavoriamo su una pila, probabilmente bisogna sbancare il terreno e lì sotto ci saranno sottoservizi, rii, dislivelli da bypassare. Tenendo conto di tutte le possibili interferenze e delle opere accessorie, abbiamo fatto questa proiezione in cinque anni che ci porta abbondantemente sopra il miliardo di euro. I calcoli che avevamo fatto erano per difetto., Insomma, il lavoro è immenso e sarà difficile spiegarlo ai cittadini”.
Per ora il Comune può contare su 9 milioni per le ispezioni – che dovranno concludersi entro il 30 giugno 2026 – e altri 10 milioni per fare i monitoraggi con partenza immediata. Al momento sono state esaminate circa 100 strutture con un dato medio di criticità intorno al 30%. In tutto ce ne sono 650 a Genova: “Possiamo dire che tutta la città è costruita su impalcati e viadotti – rimarca Ferrante -. Questo è un unicum a livello nazionale”.
Ed è proprio su questo record indesiderabile che Genova punta per ottenere finanziamenti straordinari da Roma: “Il ministero aspetta il 30 giugno le risultanze delle ispezioni di tutte le città italiane. Il problema è che il ministero ha dato le linee guida, ma non ha mai definito le risorse economiche. Se fossimo un Comune con qualche decina di ponti, in qualche maniera ci potremmo arrangiare. Ma con 650 strutture noi siamo già intorno ai 20 milioni di euro senza aver toccato neanche un pezzo di intonaco, e questo è già abbondantemente fuori dalla capacità del bilancio comunale. Con quale canale finanziario lo facciamo? Ecco perché nell’emergenza abbiamo chiesto di usare i soldi inutilizzati che erano stati dati per Genova”, spiega l’assessore riferendosi all’accordo con Autostrade per i risarcimenti post crollo del Morandi.
Non mancano le recriminazioni nei confronti della precedente amministrazione: “Il censimento è finito a giugno 2024, se si fosse dato seguito subito alle ispezioni avremmo recuperato un anno e mezzo, invece ora dobbiamo correre una maratona e ci troviamo in otto mesi a stressare una città”.
Intanto già nei prossimi giorni potrebbero scattare importanti limitazioni al traffico in corso Europa, dove i tecnici hanno trovato criticità statiche per l’intero sviluppo della Pedemontana da San Martino a Nervi. Si parla di possibili stop al traffico pesante o eventuali restringimenti di carreggiata con sospensione della sosta.
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