Si definisce acne tardiva quando compare o persiste oltre i 25 anni, interessando in particolare la fascia tra i 30 e i 45 anni
L’acne in età adulta è una condizione cutanea sempre più diffusa, capace di sorprendere chi pensava di aver superato definitivamente le imperfezioni dell’adolescenza. Si definisce acne tardiva quando compare o persiste oltre i 25 anni, interessando in particolare la fascia tra i 30 e i 45 anni. Le manifestazioni possono essere diverse rispetto a quelle giovanili: brufoli profondi, noduli infiammati e una localizzazione prevalente su mento, mandibola e collo.
Cause e rimedi dell’acne tardiva
Le cause sono spesso legate a squilibri ormonali, che incidono sulla produzione di sebo e sull’infiammazione cutanea. Ciclo mestruale, gravidanza, perimenopausa e variazioni contraccettive possono rappresentare momenti critici. Anche stress, inquinamento, alimentazione ricca di zuccheri raffinati e utilizzo di cosmetici troppo occlusivi contribuiscono a peggiorare il quadro. La predisposizione genetica rimane un fattore determinante.
La gestione richiede un approccio mirato: detersione delicata ma efficace, ingredienti sebo-regolatori come acido salicilico e niacinamide, oltre a retinoidi per favorire il rinnovamento cellulare. Nei casi più complessi può essere indicato il consulto dermatologico per terapie specifiche. La chiave è intervenire con costanza e con prodotti adatti alla pelle adulta, evitando trattamenti aggressivi che possono compromettere la barriera cutanea.
Amica ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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