Bayern, Luis Diaz è impressionato da un compagno di squadra: “È una macchina”
Luis Diaz è diventato in breve tempo uno dei migliori acquisti nella storia recente del Bayern Monaco: arrivato in estate come ripiego dopo il fallimento della trattativa per Florian Wirtz, l’attaccante colombiano si è rivelato un rinforzo vitale per la squadra di Kompany. I numeri sono eclatanti: l’ex Liverpool ha segnato 19 reti e servito 15 assist in 32 partite in tutte le competizioni, ed è uno dei punti di riferimento della squadra insieme ai compagni di reparto Harry Kane e Michael Olise.
“Ci saranno stati dei motivi per cui Florian Wirtz non è potuto venire qui alla fine – ha dichiarato Luis Diaz in una intervista a Sky -. Ora sono qui, e ringrazio Dio che sia andata così. Sono molto felice e grato. Quando l’FC Bayern mi ha contattato, ho capito fin dal primo momento che volevo fare questo trasferimento. Mi ha riempito di orgoglio perché conoscevo il club da molto tempo e sapevo cosa aspettarmi”.
Il trasferimento da Liverpool non è stato traumatico, anzi: “Sapevo che mi sarei unito a un gruppo di calciatori incredibilmente grandiosi e a un club con infrastrutture eccellenti e un campo di allenamento fantastico. Non avevo dubbi”.
Luis Diaz è rimasto particolarmente impressionato da Harry Kane: “L’ho visto giocare in Inghilterra perché abbiamo giocato contro il Tottenham diverse volte. Ma una cosa è vederlo da avversario, un’altra è condividere lo spogliatoio con lui ed essere sul campo di allenamento con lui ogni giorno… Vedere come si muove, come chiede palla, come lavora per la squadra, come segna: è una macchina”.
In generale, tutto l’attacco del Bayern è una macchina da gol: “Sono molto orgoglioso di giocare in una squadra con Harry e Michael Olise. Michael ti distrugge nell’uno contro uno, è così dotato tecnicamente e fa la differenza. È un ragazzo calmo ma in campo è molto comunicativo. Presta molta attenzione ai dettagli ed esorta tutti a difendere quando la squadra è in difficoltà”.
Il Bayern Monaco ha pagato Diaz 70 milioni di euro: una cifra ben ripagata, fino a questo momento. “Non ho mai sentito pressione, è sempre stata una questione di squadra. Volevo procedere un passo alla volta, prima di tutto per conoscere la squadra e poi semplicemente fare il mio lavoro. Ho giocato delle buone partite e devo dire che, dopo qualche mese, mi sento ancora più a mio agio”.
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