Mettere in sicurezza anche Radio Radicale
Nella legge “mille proroghe” non è stato inserito il contributo che da decenni viene riconosciuto a Radio radicale come compenso per le trasmissioni in diretta dei dibattiti parlamentari. Senza questo apporto la radio che da cinquant’anni sostiene le battaglie del partito radicale sarà costretta a chiudere. Le trasmissioni parlamentari rappresentano senza dubbio un servizio di pubblica utilità, peraltro utili a contrastare la diffusa tendenza antiparlamentare che caratterizza il nuovo qualunquismo. E’ interesse delle forze politiche non cancellare una voce di rilievo che da sempre sa esprimere punti di vista e opinioni dissonanti e libere. La difesa della libertà di informazione deve essere praticata nei fatti, non solo nelle dichiarazioni. Anche per contrastare le polemiche che dipingono la maggioranza come liberticida converrebbe soprattutto alle forze di governo compiere un atto di riconoscimento del valore della pluralità delle opinioni. Il tempo è poco e quindi l’appello a intervenire, al quale ci associamo, è urgente. Forza Radio Radicale.
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