Recensione Framework Desktop: il Mac Studio senza macOS

Febbraio 20, 2026 - 19:00
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Recensione Framework Desktop: il Mac Studio senza macOS

Il Framework Desktop misura 96,8 × 205,5 × 226,1 mm e occupa appena 4,5 litri. Sta comodamente su una scrivania affollata, ma è comunque un po' più grande dei classici mini PC tanto in voga oggigiorno.

La scelta di una piattaforma Mini-ITX standard è l'aspetto meno appariscente e più importante del progetto. Non troviamo una scheda madre proprietaria con layout strano: questo rende più semplice ragionare in termini di compatibilità, accesso e sostituzioni.

L'alimentatore Flex ATX da 400 W è coerente con il formato compatto, ma non è la scelta più silenziosa "a prescindere". Framework gestisce bene curve e dissipazione, perché un Flex ATX può diventare il collo di bottiglia acustico se la ventola entra spesso in gioco. E a proposito di ventole, noi abbiamo scelto una fantastica Noctua NF-A12x25 HS-PWM: nome complicatissimo per dire che fa bene il suo lavoro, silenziosamente. Come opzioni in fase di ordine ci sono anche un paio di Cooler Master, oppure possiamo usare una ventola "nostra", e Framework ci darà solo il kit di montaggio.

Il pannello frontale è composto da 21 tile modulari, removibili e stampabili anche in 3D. Possiamo sostituirli con varianti colorate, traslucide o personalizzate, senza smontare mezzo case. Quello in foto è solo un esempio: ogni Framework Desktop sarà a suo modo unico.

Sul frontale, nella parte inferiore, troviamo anche due Expansion Card USB 3.2 Gen 2, intercambiabili come sui laptop Framework, giusto per aggiungere un elemento di continuità. Possiamo scegliere tra USB-C, USB-A, Ethernet, storage o altre opzioni compatibili con il sistema modulare dell'azienda.

Sul retro la dotazione di porte è completa:

  • 1 × HDMI 2.1
  • 2 × DisplayPort 2.1
  • 2 × USB-C (USB4)
  • 2 × USB-A 3.2 Gen 2
  • 1 × RJ-45 5 Gbit
  • 1 × Jack audio 3,5 mm

Possiamo collegare fino a quattro monitor contemporaneamente, sfruttando la iGPU integrata. Non è una configurazione tipica da mini PC, soprattutto in questo formato.

La riparabilità è più concreta di quanto sembri: accesso a componenti interni, ventole standard da 120 mm, architettura ordinata, e assenza di colla o incastri "da elettrodomestico". In pratica possiamo aprire, pulire, cambiare e intervenire senza trattare il PC come un oggetto monouso.

Il confronto con altri prodotti simili chiarisce meglio la filosofia dell'azienda e il posizionamento del Framework Desktop. Un Mac Studio è un blocco compatto e molto curato, ma resta chiuso e poco "negoziabile" per upgrade e riparazioni. Molti mini PC sono compatti ma spesso usano soluzioni proprietarie (alimentazione, layout, dissipazione), mentre Framework sceglie deliberatamente componenti standard e una struttura che invita a mettere le mani dentro, anche con componenti di terze parti.

Il Framework Desktop è altamente personalizzabile, come tutti i prodotti dell'azienda. Sul sito ufficiale è possibile scegliere tra Ryzen Max 385 - 32GB, Max+ 395 - 64GB, e Max+ 395 - 128GB, oltre che tra altri componenti. Come vedremo a breve, questa scelta è piuttosto vincolante, anche a dispetto della sua aggiornabilità.

Il cuore del sistema che abbiamo scelto è l'AMD Ryzen AI Max+ 395, un processore con 16 core Zen 5 e 32 thread, pensato per carichi misti tra produttività, grafica e AI. Non è una CPU desktop tradizionale: deriva dal mondo mobile ad alte prestazioni, ma qui lavora in uno chassis fisso con margini termici più generosi del classico notebook.

La parte grafica è affidata alla Radeon 8060S basata su RDNA 3.5, integrata nello stesso package del processore. Non parliamo di una iGPU da ufficio: qui abbiamo un'unità grafica capace di gestire gaming in 1080p e 1440p, oltre a carichi di calcolo GPGPU.

A completare il quadro c'è una NPU da 50 TOPS, dedicata ai carichi AI compatibili con Windows Copilot+ e con i framework che supportano l'accelerazione su unità neurale. Non sostituisce GPU e CPU nei modelli di grandi dimensioni, ma riduce consumi e latenza in inferenza leggera e task specifici.

Il dato più interessante resta però la memoria LPDDR5X-8000 su bus a 256 bit, condivisa tra CPU e GPU. Nel nostro modello troviamo 64 GB unificati, non espandibili, ma disponibili dinamicamente per qualsiasi componente del sistema.

Questo significa che la GPU non ha un limite fisso di VRAM da 8 o 12 GB. Possiamo allocare decine di gigabyte alla parte grafica o a un modello linguistico, senza il collo di bottiglia tipico delle schede video consumer.

In uno scenario tradizionale abbiamo RAM di sistema separata dalla VRAM della GPU discreta. Qui invece lavoriamo con un unico pool di memoria ad alta banda, e questo cambia il modo in cui possiamo gestire modelli AI molto grandi o texture pesanti nei giochi.

Il rovescio della medaglia è evidente: la memoria è saldata e non aggiornabile. Dobbiamo scegliere con attenzione in fase di acquisto, perché non potremo espandere in un secondo momento come su una classica piattaforma desktop AM5.

Dal punto di vista energetico il sistema lavora attorno ai 120 W sostenuti, con picchi superiori in boost. Non è un PC da 65 W ultra-efficiente, ma nemmeno una workstation da 600 W: resta in una fascia intermedia interessante per chi vuole potenza senza trasformare la scrivania in un termosifone, e senza gravare sulla bolletta nel caso di uso "da muletto".

Con i suoi 16 core e 32 thread, il Ryzen AI Max+ 395 si comporta come una CPU desktop di fascia medio-alta, non come un semplice chip mobile riciclato. Nei carichi multi-thread intensivi mantiene frequenze stabili senza oscillazioni evidenti, segno che il margine termico dello chassis fa la differenza.

Nei test di rendering come Cinebench e Blender, il comportamento è coerente con la configurazione a 120 W sostenuti. Non raggiunge i livelli di un Ryzen 9 desktop da 170 W, ma resta nettamente sopra alle APU tradizionali viste finora.

Per dare un po' di numeri, in modo da facilitare eventuali confronti:

  • PCMark 10: 12.051 (complessivo)
    • 11.991 essential
    • 16.909 digital content creation
    • 12.489 productivity
    • 22.510 gaming
  • Cinebench 2024
    • single core: 116
    • multi core: 1.980
  • Cinebench 2026
    • single thread: 470
    • single core: 627
    • multi core / thread: 8.037

In ambito produttivo reale (esportazione video, compressione archivi, compilazione di codice) il sistema risponde in modo rapido e costante. Non abbiamo mai registrato throttling aggressivo né cali improvvisi di clock sotto carico prolungato.

La gestione termica è affidabile anche nelle sessioni lunghe, con un rumore della "ventolona" che resta contenuto e più "pieno" che acuto, evitando quell'effetto turbina che spesso accompagna i formati compatti.

Rispetto a un desktop AM5 tradizionale perdiamo tanta aggiornabilità in futuro, è vero, il che è quasi un controsenso per un'azienda come Framework. La scheda madre è infatti stata progettata da Framework appositamente per questo Desktop (non è una motherboard Mini-ITX commerciale che puoi comprare separatamente da ASUS, MSI o Gigabyte) e include processore, RAM, GPU, NPU: in pratica tutto "il cuore" del PC. In cambio otteniamo un sistema più compatto, con consumi inferiori e una piattaforma che integra già GPU e NPU nello stesso silicio, con quel pool di RAM in stile Apple Silicon, che apporta tanti benefici.

Non dubitiamo che l'azienda rilascerà in futuro nuove schede madri aggiornate, dato che ha già dimostrato di supportare adeguatamente i propri laptop con soluzioni simili, ma chiaramente sarà un upgrade più costoso di quanto non sarebbe stato cambiare un singolo componente.

Framework Desktop non vuole insomma essere un "secondo PC", ma quello principale. Possiamo usarlo per montaggio, sviluppo, virtualizzazione e multitasking spinto senza percepire i limiti tipici delle soluzioni "tutto integrato". E non dimentichiamoci dell'esecuzione di modelli IA in locale, che vedremo a breve.

La Radeon 8060S integrata nel Ryzen AI Max+ 395 offre prestazioni grafiche che vanno ben oltre quelle delle classiche iGPU economiche. Nei benchmark che abbiamo condotto, a seconda anche del tipo di test, siamo nell'orbita di una RTX 4060 / 4070, pur restando su un SoC integrato e con un profilo energetico più contenuto. Ecco un po' di numeri, in modo che ciascuno possa confrontarli con il proprio sistema o con altri risultati che si trovano facilmente online.

  • 3DMark 
    • Time Spy: 10.740 
    • Time Spy Extreme: 5.320
    • Speed Way: 1.850 
    • Night Raid: 67.200
    • AMD FSR 2: off 40,70 fps / on 67,40 fps

Nei giochi reali il Framework Desktop riesce a mantenere frame rate giocabili su titoli moderni senza GPU discreta. In Cyberpunk 2077 in Full HD con impostazioni medio-alte si registrano circa 70–75 FPS, e titoli meno esigenti come Forza Horizon 5 superano 100 FPS con FSR attivato. 

Salendo a 1440p, i frame rate scendono mediamente del 20-30%, rendendo consigliabile l'uso di FSR nei titoli più pesanti. Il 4K è possibile, con FSR praticamente obbligatorio, ma la qualità dipende fortemente dal titolo e dai dettagli grafici scelti. INSERIRE ARC RAIDERS

Questo comportamento è coerente con l'architettura della iGPU: la 8060S dispone di 40 unità di calcolo RDNA 3.5 e sfrutta l'ampia banda della memoria unificata, ma resta comunque un campione dell'integrata, non una GPU dedicata di fascia alta.

Per i giocatori più esigenti queste prestazioni restano un compromesso, ma non stiamo recensendo un PC gaming, questo deve essere ben chiaro. Detto questo, possiamo giocare bene in 1080p/1440p con dettagli medio-alti e upscaling, ma per 4K o preset molto elevati la mancanza di GPU dedicata limita in parte l'esperienza.

Il Framework Desktop nasce con l'obiettivo di eseguire inferenza AI in locale su modelli di grandi dimensioni, sfruttando la combinazione di CPU Zen 5, iGPU Radeon 8060S e memoria unificata a 256-bit. Questa configurazione permette di caricare modelli più grandi nella stessa memoria disponibile senza i vincoli della VRAM separata, tipica delle GPU dedicate. In particolare nei modelli dotati di 64 o 128 GB di RAM, il Framework Desktop è capace di far girare modelli di linguaggio di taglia considerevole.

L'installazione è inoltre alla portata di tutti, sia grazie ai tool di AMD già presenti, che grazie al lavoro di Framework stessa. Detto questo, una buona conoscenza delle librerie di inferenza e un po' di configurazione manuale sono consigliate per ottenere prestazioni ottimali. Non è insomma la macchina da comprare per "giocare" con l'IA: deve esserci una ragione più profonda dietro.

Con una GPU discreta da 12–16 GB di VRAM, diversi modelli sopra elencati richiederebbero offload parziale su RAM o non partirebbero affatto. Qui possiamo allocare oltre 40 GB alla componente grafica, evitando swap su disco e mantenendo latenza più stabile.

A onor del vero, la velocità in token/sec resta inferiore rispetto a una GPU NVIDIA di fascia alta con CUDA ottimizzata. Il vantaggio qui è la dimensione del modello caricabile, non il throughput massimo assoluto.

In pratica, questo significa che possiamo caricare e usare modelli come Llama 3.1 di taglia grande (quantizzati), oppure modelli di generazione immagini e agenti AI che richiedono decine di gigabyte di memoria.

Va detto però che il supporto software per accelerazione AI su AMD strix/AI Max è in fase di sviluppo: il livello di ottimizzazione di driver e librerie varia tra Windows e Linux, e le prestazioni possono dipendere dall'inferenza engine utilizzato (ad esempio llama.cpp, Ollama, o soluzioni native).

Qualcuno potrebbe facilmente obiettare: "e cosa me ne faccio di un'IA in locale quando ci sono quelle online?" Come abbiamo già accennato, un prodotto di questo tipo è dedicato a chi abbia esigenze di AI offline su desktop, con modelli di dimensioni che superano la VRAM delle GPU consumer, non a chi voglia semplicemente dialogare con un chatbot.

Il Framework Desktop non è una macchina propriamente a basso consumo, ma nemmeno una workstation energivora.

In idle (senza carichi attivi) il sistema nel complesso consuma circa 12 Watt a parete, con il processore che si stabilizza attorno ai 4 W e una temperatura intorno ai 30 °C.

Sotto carico sostenuto, l'APU raggiunge picchi di circa 116 W di consumi effettivi della CPU, con il sistema nel complesso che può arrivare a un picco di 180 W alla presa.

Le temperature di picco della CPU non hanno però mai superato valori critici: il massimo che abbiamo osservato è intorno ai 76 °C, con temperature che mediamente oscillano attorno ai 70 °C sotto carico prolungato. Tenendo conto che parliamo di una CPU mobile, progettata per raggiungere valori ancor più elevati, ciò depone a suo favore sia in termini di prestazioni che di durata nel tempo.

La rumorosità della ventola che abbiamo scelto (non a caso!), la Noctua NF-A12x25 HS-PWM, si è rivelata molto soddisfacente. Con un profilo standard impostato da BIOS, il sistema resta molto silenzioso in idle e tenue sotto carichi medi. Solo impostando il massimo regime si percepisce un rumore più evidente, comunque inferiore a quello di molti desktop più grandi con ventole ad alta velocità, e mai fastidioso, come abbiamo già accennato.

 

Il Framework Desktop parte da 1.309 € nella versione con Ryzen Max 385 e 32 GB. Il salto vero (non solo in termini di prezzo) arriva con il nostro modello, Ryzen Max+ 395 e 64 GB, che costa 2.119 €, mentre la variante 128 GB sale a 2.949 €. (Sì, la crisi della RAM si fa sentire).

Questi numeri pesano perché la scelta di CPU e memoria è vincolante: la LPDDR5X saldata non si espande in futuro. In pratica paghiamo oggi anche l'eventuale "margine" che su un desktop classico potremmo aggiungere domani con un upgrade RAM (ma abbiamo anche già parlato dei benefici del pool di memoria: come sempre è una questione di compromessi).

A questi prezzi dobbiamo poi sommare il resto della configurazione, perché la versione DIY non nasce "pronta". SSD, sistema operativo e qualche accessorio possono spostare sensibilmente il totale, e rendono facile superare la soglia dei 2.500 € con il modello da 64 GB.

Il confronto con i mini PC è impietoso sul piano del costo: con 800–1.200 € si trovano macchine complete e compatte, spesso con 32 GB e SSD inclusi. Il problema è che quasi sempre restano legate a una iGPU più debole e, soprattutto, a una logica di memoria che non permette di trattare la RAM come "VRAM elastica".

Con un desktop tradizionale nella fascia 1.800–2.500 € possiamo spesso costruire o comprare una macchina con GPU discreta (tipicamente anche RTX serie 5000 o 4000 elevata), prestazioni gaming più interessanti e aggiornabilità piena. In quel caso però torniamo al modello classico RAM + VRAM separate, e la capacità di caricare modelli AI molto grandi dipende quasi sempre dalla VRAM disponibile.

Il confronto con un Mac Studio è forse il più sensato: prezzo alto (anche molto di più del Framework), ingombro contenuto, molta potenza "integrata". Apple però offre un sistema chiuso e poco modificabile, mentre Framework punta su componenti standard e riparabilità, anche se qui la memoria saldata è un punto comune.

È comunque inutile insistere troppo con paragoni con macchine che sono spesso strutturalmente troppo diverse, perché rischiano di portarci fuori strada. Il Framework Desktop ha senso per chi sfrutta davvero i 64 GB unificati: in quel caso, questa macchina cambia davvero le carte in tavola rispetto a un desktop tradizionale.

È una scelta logica anche per sviluppatori, ricercatori, creator tecnici che vogliono una postazione compatta ma potente, capace di gestire compilazioni, virtualizzazione leggera, rendering e inferenza senza trasformare la scrivania in una torre ATX. Il suo formato rende anche possibile spostarla tra ambienti diversi: non avrà la praticità di un laptop, ma dimensioni e peso ne facilitano comunque il movimento.

Può avere senso anche per chi cerca un desktop compatto multiuso, con gaming in 1080p credibile e produttività solida, senza il rumore e i consumi di una GPU discreta di fascia media. Non è invece la scelta più razionale per il giocatore puro che vuole il massimo degli FPS a parità di prezzo.

Insomma, non è un prodotto pensato per chi cerca il miglior rapporto prezzo/prestazioni in senso assoluto. Il Framework Desktop è un sistema con una filosofia precisa, e va scelto solo se quella filosofia coincide con il nostro modo di lavorare.

Il sample per questa recensione è stato fornito da Framework, che non ha avuto un'anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Qui trovate maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld.

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