Ciclone Harry e Frana di Niscemi: il Consiglio dei Ministri approva nuovi interventi e misure

Febbraio 20, 2026 - 09:33
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Ciclone Harry e Frana di Niscemi: il Consiglio dei Ministri approva nuovi interventi e misure

lentepubblica.it

Oltre un miliardo di euro tra decreto e fondi di protezione civile per Calabria, Sardegna, Sicilia e per la frana di Niscemi.


Una vasta ondata di maltempo, ribattezzata “ciclone Harry”, ha colpito a partire dal 18 gennaio 2026 ampie aree del Mezzogiorno e delle Isole, provocando danni diffusi e mettendo a dura prova infrastrutture e comunità locali. Le regioni maggiormente interessate sono la Calabria, la Sardegna e la Sicilia, dove piogge intense, raffiche di vento e fenomeni franosi hanno reso necessario l’intervento straordinario dello Stato. A questo scenario si aggiunge la situazione critica nel territorio di Niscemi, interessato da una frana che ha imposto interventi urgenti di messa in sicurezza.

Per far fronte all’emergenza, il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge su proposta della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci. Il provvedimento introduce una serie di interventi straordinari destinati sia alla gestione immediata delle criticità sia alla fase di ricostruzione e ripristino.

Risorse stanziate e quadro finanziario

Il decreto mobilita oltre 700 milioni di euro. A questa cifra si affianca una deliberazione di protezione civile che integra le risorse già messe a disposizione nelle settimane precedenti. Dopo un primo stanziamento di 100 milioni di euro deliberato a fine gennaio, sono stati aggiunti ulteriori 400 milioni. Nel complesso, dall’inizio dell’emergenza, la dotazione finanziaria supera 1,2 miliardi di euro.

Le somme sono destinate a coprire diverse esigenze: assistenza alle persone colpite, ripristino dei servizi pubblici essenziali, sistemazione delle infrastrutture di trasporto e delle reti strategiche, oltre agli interventi di riduzione del rischio idrogeologico. Si tratta di un impegno economico significativo che dovrà tradursi in opere concrete sul territorio, in tempi compatibili con la gravità dei danni registrati.

Aiuti a famiglie e imprese

Uno dei capitoli centrali del decreto riguarda il sostegno a cittadini e attività economiche. Vengono definite le procedure per riconoscere contributi a favore di privati e aziende che abbiano subito danni a edifici, attrezzature, beni mobili o strutture produttive. L’obiettivo è offrire un ristoro parziale delle perdite e favorire la ripresa delle attività interrotte o compromesse dagli eventi atmosferici estremi.

In particolare, le imprese potranno accedere a contributi per la ricostruzione o la riparazione dei locali danneggiati, nonché per il ripristino dei macchinari. Per i nuclei familiari, sono previsti indennizzi legati ai danni alle abitazioni principali e ai beni di prima necessità. Le modalità operative saranno disciplinate da successivi atti attuativi, che definiranno criteri, tempistiche e documentazione richiesta.

Stop temporaneo a scadenze fiscali e contributive

Tra le misure di sollievo figura anche la sospensione di alcuni termini amministrativi e fiscali. Nei comuni individuati dai provvedimenti di protezione civile, residenti e operatori economici potranno beneficiare del rinvio degli adempimenti tributari, contributivi e dei premi relativi all’assicurazione obbligatoria.

Questa pausa, limitata nel tempo, punta ad alleggerire la pressione su famiglie e aziende che si trovano ad affrontare spese impreviste per la sistemazione di immobili e attività. La sospensione non equivale a una cancellazione dei tributi, ma consente di posticipare pagamenti e scadenze in una fase di particolare difficoltà.

Focus sulla frana di Niscemi

Un capitolo specifico del decreto è dedicato alla frana che ha interessato il territorio di Niscemi, in Sicilia. Il movimento del versante ha sollevato preoccupazioni per la stabilità dell’area e per la sicurezza di abitazioni e infrastrutture limitrofe.

Le nuove disposizioni introducono strumenti straordinari per accelerare la messa in sicurezza del pendio e il consolidamento del terreno. È prevista un’accelerazione delle procedure di appalto per le opere considerate di pubblica utilità, così da ridurre i tempi burocratici che spesso rallentano gli interventi in situazioni di urgenza.

Inoltre, la gestione delle attività di ripristino sarà affidata a una struttura commissariale con poteri rafforzati, chiamata a coordinare progettazione, affidamento dei lavori e monitoraggio degli interventi. L’obiettivo dichiarato è intervenire rapidamente per limitare ulteriori rischi e ripristinare condizioni di sicurezza per la popolazione.

Deroga temporanea per le piccole e medie imprese

Tra le novità inserite nel provvedimento figura una deroga destinata alle micro, piccole e medie imprese colpite dal maltempo. In via temporanea, non si applicherà l’esclusione dai contributi prevista per chi non abbia stipulato una polizza assicurativa contro le calamità naturali.

La condizione posta dal decreto è che le imprese beneficiarie sottoscrivano la copertura assicurativa entro sessanta giorni dalla ricezione del contributo statale. Si tratta di una misura che intende favorire l’accesso agli aiuti immediati, pur mantenendo l’obiettivo di incentivare la diffusione di strumenti assicurativi contro i rischi ambientali.

Poteri rafforzati ai commissari

Il decreto interviene anche sul piano organizzativo, ampliando le competenze dei Commissari delegati alla gestione dell’emergenza. A loro spetterà l’attuazione degli interventi di somma urgenza, la rimozione e gestione delle macerie, nonché il ripristino delle infrastrutture strategiche e della viabilità compromessa.

Il rafforzamento dei poteri mira a rendere più rapide le decisioni operative e a semplificare i passaggi amministrativi. Resta tuttavia centrale il tema del controllo e della trasparenza nell’utilizzo delle risorse, considerata l’entità dei fondi in campo e la complessità degli interventi da realizzare.

Una sfida tra emergenza e prevenzione

Gli eventi meteorologici che hanno colpito il Sud Italia a gennaio 2026 si inseriscono in un contesto segnato da una crescente frequenza di fenomeni estremi. Piogge intense e concentrate in poche ore mettono a rischio territori già fragili dal punto di vista idrogeologico.

Le misure approvate rappresentano una risposta nell’immediato, con l’obiettivo di assistere le comunità e avviare il percorso di ricostruzione. Allo stesso tempo, il ripetersi di emergenze analoghe solleva interrogativi sulla necessità di investimenti strutturali in prevenzione, manutenzione del territorio e pianificazione urbanistica.

Nei prossimi mesi sarà determinante verificare la rapidità con cui le risorse verranno effettivamente trasformate in cantieri e opere completate. Per i cittadini di Calabria, Sardegna, Sicilia e per gli abitanti di Niscemi, la priorità resta il ritorno a condizioni di normalità, in un quadro in cui la gestione dell’emergenza dovrà necessariamente intrecciarsi con una visione di lungo periodo.

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