Diritto all’abitare, i piccoli proprietari replicano a Ilaria Salis: “L’edilizia pubblica, da sola, non può risolvere il problema del disagio abitativ

Genova. “La visita a Genova dell’europarlamentare Ilaria Salis ha riproposto, ancora una volta, una lettura ideologica del tema dell’abitare, in cui la proprietà privata viene sistematicamente ignorata e mai considerata come una risorsa”.
A scriverlo in una nota stampa Valentina Pierobon, Presidente Provinciale e Vicepresidente Nazionale di A.S.P.P.I – Associazione Sindacale Piccoli Proprietari Immobiliari, che commenta l’incontro organizzato da Avs – partito oggi nella maggioranza di governo della giunta Salis – per presentare una proposta per “arginare l’emergenza abitativa” incentrata sulla richiesta a Regione Liguria di interventi per garantire nuovi alloggi di edilizia sociale. Tra i presenti anche l’eurodeputata Ilaria Salis.
“Siamo perfettamente consapevoli che nella nostra Regione, e a Genova in particolare, esista un grave problema di carenza di edilizia residenziale pubblica. Il patrimonio disponibile è insufficiente e spesso in condizioni manutentive critiche. È un dato oggettivo – sottolinea Pierobon – Ma continuare a presentare il rilancio dell’edilizia pubblica come soluzione quasi esclusiva significa rifugiarsi in un’illusione. Le risorse necessarie per riqualificare, ampliare e gestire quel patrimonio sono enormi. Evocarle senza indicare tempi, coperture e strumenti concreti non risolve l’emergenza: la rinvia”
“I numeri lo dimostrano con chiarezza – prosegue il comunicato di A.S.P.P.I. – A Genova si stimano circa 700 alloggi di edilizia pubblica sfitti, non assegnabili per carenze manutentive. Recentemente si è parlato dell’avvio di un progetto di riqualificazione di soli 10 appartamenti. A questo quadro molto critico di offerta pubblica, si aggiunge quello ancora più allarmante della domanda espressa dalla cittadinanza: 4.000 richieste presentate per l’accesso alla casa popolare, di cui circa 2.000 ammissibili per requisiti, per 100 immobili disponibili. Con questi numeri, dove si pensa di andare?“.
“Quello che manca, nelle parole di Salis e di Alleanza Verdi e Sinistra, è un riconoscimento esplicito del ruolo che il privato, e in particolare il piccolo proprietario, può avere nel garantire alloggi a canoni accessibili. Sarebbe molto più efficace, e meno oneroso per le finanze pubbliche, costruire strumenti di garanzia contro la morosità, maggiori incentivi fiscali per i canoni calmierati, misure di sostegno alla riqualificazione degli immobili privati sfitti da reinserire nel mercato della locazione agevolata – continua – È su questo terreno che si misura la credibilità di una politica della casa efficace.”
“Negli ultimi quindici anni chi affitta ha affrontato problemi che non possono più essere ignorati: procedure di sfratto lunghe e costose, imposizione fiscale in costante aumento, spese condominiali e manutentive sostenute mentre l’immobile resta occupato da chi non paga per mesi o anni. Quando si parla di affitti alti, di “migliaia di case vuote”, perché questi temi vengono sistematicamente ignorati?“.
“La risposta, purtroppo, è semplice – conclude Valentina Pierobon – polarizzare serve. Polarizzare crea consenso, e per questo si torna sempre allo stesso schema e agli stessi bersagli: affitti brevi nel mirino, blocchi degli sfratti evocati, congelamento dei canoni prospettati. In questo scenario, invece, l’equilibrio e la ricerca di soluzioni condivise fanno meno rumore, ma sono le uniche che possono risolvere i problemi. Senza tutele e senza fiducia, sempre meno proprietari affitteranno. E senza offerta da parte dei privati, nessuna politica della casa pubblica, per quanto ideologicamente suggestiva, potrà funzionare”
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