Il giardino Alzheimer a valenza terapeutica del Pio Albergo Trivulzio
Il Pio Albergo Trivulzio ha inaugurato “Il Giardino Alzheimer del Trivulzio”, un healing garden di circa 1.500 mq pensato per favorire il benessere psico-fisico delle persone anziane con decadimento cognitivo, attraverso attività di cura non farmacologica, come l’ortoterapia, la pet therapy e la musicoterapia.
Il progetto è stato promosso e finanziato dalla Fondazione Amici del Trivulzio, Martinitt e Stelline Onlus, in collaborazione con il Pio Albergo Trivulzio e con il contributo scientifico del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano, che ha curato la progettazione, secondo un approccio basato su evidenze scientifiche.
Il Giardino è uno spazio verde protetto all’aperto, dedicato agli Ospiti affetti da Alzheimer e ai loro familiari. Un ambiente accogliente e sicuro, progettato per migliorare la qualità della vita degli anziani, favorendo la relazione, la libertà di movimento e una maggiore serenità emotiva, attraverso il contatto con la natura.
«L’inaugurazione del Giardino Alzheimer rappresenta un passaggio concreto nel percorso di
potenziamento dei servizi di cura e assistenza del Pio Albergo Trivulzio, in piena coerenza con la missione storica dell’Istituto. È un intervento che testimonia la volontà del Trivulzio di investire in modelli di cura innovativi, fondati su evidenze scientifiche e sviluppati attraverso una collaborazione virtuosa tra istituzioni, università e realtà del territorio, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita degli Ospiti e di rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni delle persone più fragili e delle loro famiglie», ha dichiarato Francesco Paolo Tronca, Commissario del Pio Albergo Trivulzio.
«Progetti come questo si inseriscono in un più ampio programma di iniziative e interventi che
stiamo portando avanti per rilanciare il ruolo del Pio Albergo Trivulzio come punto di riferimento dell’assistenza socio-sanitaria sul territorio lombardo, nel rispetto dei principi di sostenibilità, responsabilità e servizio alla collettività».
«Il Giardino è un risultato concreto della collaborazione che – da ormai dieci anni – vede la Fondazione Amici del Trivulzio, Martinitt e Stelline operare al fianco delle tre storiche Istituzioni milanesi, che da quasi 500 anni sono esemplare modello di quello spirito meneghino dell’accoglienza, dell’assistenza e della cura delle persone più deboli», osserva Marco Zanobio, Presidente della Fondazione.
«La realizzazione del Giardino è stata possibile grazie a un lavoro di squadra fra Fondazione, Trivulzio e Università e al generoso sostegno dei tanti milanesi – cittadini, aziende, studi professionali, enti – che hanno condiviso l’iniziativa, supportando con le proprie donazioni il progetto, in segno di affettuosa vicinanza al Trivulzio e alle persone anziane, i “Veggioni”, come la tradizione chiamava gli Ospiti dell’antico Pio Luogo».
«E proprio per questo», continua il Presidente Zanobio, «mi piace pensare al Giardino come a un luogo vivo, diventando compito di tutti noi farlo vivere in tutte le stagioni, perché sia uno spazio verde e condiviso, dove gli Ospiti possano ritrovarsi e abbracciare i propri familiari: sì, un Giardino dell’Alzheimer, ma soprattutto mi piace chiamarlo il Giardino degli abbracci, nato perché la città – tramite la Fondazione – ha voluto simbolicamente abbracciare con generoso affetto i suoi Vecchi e il suo Trivulzio».
Fondamentale il contributo scientifico del team dell’Università degli Studi di Milano guidato dal prof. Giulio Senes, esperto di healing gardens, che evidenzia il valore del progetto anche dal punto di vista accademico e sociale. «Il progetto dimostra che la collaborazione pubblico-privato può funzionare e che diversi soggetti pubblici (Università e PAT, nel caso specifico) possono lavorare insieme per un obiettivo comune: il bene delle persone che vivono il territorio milanese.
È un gesto concreto e attento con cui vogliamo “prenderci cura” dei più fragili e delle loro famiglie», così il prof. Giulio Senes spiega le finalità dell’iniziativa.
«Rappresenta anche un importante esempio della “terza missione” dell’Università, cioè di “trasferimento” dei risultati delle attività scientifiche nella realtà civile, nel nostro caso le attività di ricerca del gruppo che si occupa di Architettura del Paesaggio alla Statale di Milano (da me coordinato). Il progetto, infatti, ha, da una parte, adottato l’approccio “Evidence-Based Design” e il metodo basato sulle evidenze scientifiche che abbiamo sviluppato e affinato negli ultimi vent’anni, e, dall’altra, è stato di tipo “partecipato”, in quanto ha visto il coinvolgimento di tutte le componenti interessate al progetto attraverso questionari e focus groups con staff e familiari degli ospiti».
Chiosa il prof. Senes, osservando come «la portata e il valore del progetto sono stati riconosciuti anche dagli organizzatori della 35th Alzheimer Europe Conference, che hanno “accettato” che lo presentassimo nell’occasione, nonché dagli organizzatori del “Cityscape Award” cha hanno premiato il progetto lo scorso luglio in Triennale».
«L’iniziativa racchiude non solo una valenza terapeutica, ma anche un importante valore umano e sociale, che rispecchia pienamente i principi guida del Pio Albergo Trivulzio, quale luogo di cura e riabilitazione, ma anche luogo in cui raggiungere il proprio equilibrio e benessere psicofisico, accompagnato da una accoglienza e assistenza continua nel rispetto della dignità umana e nella propria esperienza di vita», afferma Giancarlo Cordani, Direttore Socio-Sanitario dell’Istituto. «Il Giardino diventa così parte integrante del percorso di cura, offrendo nuove opportunità di stimolazione sensoriale, relazione e benessere per gli Ospiti».
Il Pio Albergo Trivulzio è tra le principali Aziende di Servizi alla Persona in Italia e offre servizi di cura, assistenza e recupero a persone, anziane e non, in condizioni di non autosufficienza totale.
La struttura dispone attualmente di un Nucleo Alzheimer con una capienza di 125 posti permanenti. Grazie alla realizzazione del Giardino, il Pio Albergo Trivulzio potrà ora offrire ai propri Ospiti un nuovo servizio assistenziale attraverso l’organizzazione di attività di giardinaggio e orticoltura a valenza terapeutica.
Tali attività sono finalizzate a incrementare, a livello esperienziale, il contatto con la natura e a integrarsi nel percorso di terapia riabilitativa, sia cognitiva sia fino-motoria.
L’approccio adottato consente di stimolare le capacità residue della memoria, contribuendo ad aumentare il benessere dell’Ospite e a rallentare il decadimento cognitivo. Le stimolazioni sensoriali offerte dal Giardino sono inoltre progettate per ridurre l’aggressività e i disturbi
comportamentali, favorendo al contempo una possibile diminuzione dell’utilizzo di farmaci. Il progetto prevede anche la possibilità di misurare scientificamente i benefici del verde sul paziente, sui familiari e sul personale del reparto.
Il Giardino è completato da diversi elementi di stimolazione, tra cui strumenti musicali da esterno, appositamente collocati nell’area verde per attività di musicoterapia, oltre a sedute distribuite tra spazi fioriti e percorsi ad anello. Questi ultimi consentono di modulare la lunghezza dei tragitti all’interno di uno spazio protetto, sicuro e accessibile.
Pio Albergo Trivulzio
L’azienda dei Servizi alla Persona Istituti Milanesi Martinitt e Stelline e Pio Albergo Trivulzio (ASP IMMeS e PAT) nasce nel 2003 a seguito della fusione degli Istituti di pubblica assistenza e beneficenza Pio Albergo Trivulzio, Istituto dei Martinitt e Istituto delle Stelline.
L’azienda gestisce queste Istituzioni storiche della città di Milano: il Pio Albergo Trivulzio, che eroga – secondo Statuto (artt. 3 e 4) – servizi di assistenza, cura e recupero di persone anziane e non anziane in condizioni di non autosufficienza totale, e le comunità che provvedono all’accoglienza, al mantenimento, all’educazione, allo sviluppo psicofisico e all’avviamento al lavoro di giovani bisognosi.
Sin dalla sua fondazione nel 1767 per volontà del principe Antonio Tolomeo Trivulzio, il PAT ha avuto come missione e scopo primario l’erogazione di servizi assistenziali e di cura agli ospiti presso le sue strutture socio-sanitarie, affermandosi nei secoli come punto di riferimento sul territorio lombardo.
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