Sorveglianza sanitaria globale, Trump ha in mente una “Oms parallela” ma i costi lievitano
Dopo il ritiro dall’organizzazione mondiale della Sanità, formalizzato a gennaio, il tycoon ha in mente un sistema statunitense alternativo, simile all’Oms, per la sorveglianza globale delle malattie e la risposta alle epidemie. L’obiettivo è espandere la presenza delle agenzie sanitarie statunitensi a oltre 130 nazioni
Lo scorso 26 gennaio gli Stati Uniti si sono ritirati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità creando un problema non di poco conto nelle finanze dell’Organizzazione dato che gli USA da soli contribuivano per circa il 18% del budget dell’agenzia delle Nazioni Unite attraverso i contributi obbligatori e quelli volontari.
L’amministrazione Trump ha motivato il ritiro dall’Oms con la presunta cattiva gestione della pandemia di coronavirus e con richieste finanziarie ritenute sproporzionate rispetto ad altri stati membri.
Una “nuova Oms” per la sorveglianza globale delle malattie
L’Amministrazione Trump avrebbe altri progetti per la cooperazione sanitaria internazionale. Secondo quanto anticipato dal Washington Post, il tycoon intenderebbe destinare circa 2 miliardi di dollari l’anno alla creazione di un sistema statunitense alternativo all’Organizzazione mondiale della sanità per la sorveglianza globale delle malattie e la risposta alle epidemie, spendendo così qualcosa come il triplo rispetto a quanto Washington versava all’agenzia Onu.
Il piano, guidato dal dipartimento della Salute e dei servizi umani, mira a ricreare laboratori, reti di condivisione dei dati e sistemi di risposta rapida simili a quelli cui Washington aveva accesso tramite l’Oms prima del ritiro deciso lo scorso anno.
Secondo le stesse fonti riportate dal quotidiano statunitense, il costo previsto sarebbe circa triplo rispetto ai contributi annuali che gli Stati uniti versavano all’agenzia sanitaria delle Nazioni unite, pari a circa 680 milioni di dollari l’anno, circa il 15-18 per cento del bilancio complessivo dell’organizzazione.
L’iniziativa prevede di rafforzare accordi bilaterali sanitari con numerosi paesi ed espandere la presenza delle agenzie sanitarie statunitensi a oltre 130 nazioni, rispetto alle 63 attuali.
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