Luca Coscioni vive ovunque c’è lotta per i diritti

Febbraio 20, 2026 - 23:30
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Luca Coscioni vive ovunque c’è lotta per i diritti

In occasione della morte di persone care o note, una pruderie tutta italiana, figlia dell’ipocrisia tipicamente cattolica, fa parlare di “scomparsa”. Luca Coscioni è morto il 20 febbraio del 2006 e non passa giorno che il suo nome non appaia dove ci sono persone che chiedono il rispetto dei propri diritti o risuoni tra chi si attiva per affermarli. In pochi anni, Luca Coscioni ha lasciato all’Italia un patrimonio di lotte a favore della libertà di ricerca scientifica e dell’autodeterminazione personale, che ancora oggi lo fanno essere centrale nel dibattito pubblico nazionale e pienamente contemporaneo alle azioni dell’Associazione che porta il suo nome a 20 anni dalla sua morte.

Nel 2000, Luca Coscioni partecipa alle elezioni online di uno dei soggetti della “area radicale” presentandosi come malato militante della sua causa – non perché egoriferito, ma perché convinto che solo innovazioni radicali nella scienza, come la ricerca sulle cellule staminali embrionali, possano rendere curabili patologie gravi come la sua sclerosi laterale amiotrofica.
L’arrivo di qualcuno, “inerme ma non inerte”, nel cuore della politica pannelliana ha profondamente sregolato l’area radicale; da candidato prima, e dirigente poi, Luca Coscioni impose la libertà di ricerca scientifica come una delle priorità per le mobilitazioni pubbliche, politiche e parlamentari dei Radicali in Italia, Europa e all’Onu.

Come già accaduto negli anni ‘70 e ‘80, con Luca Coscioni il “Partito Radicale” torna a essere “partito di servizio” affinché dal corpo delle persone malate si arrivi al cuore delle decisioni politiche. A metà degli anni Novanta, Luca aveva scoperto di avere la sclerosi laterale amiotrofica, una malattia neurodegenerativa che progressivamente invalida e per cui a tutt’oggi non esistono cure. L’avanzare della SLA lo fa convincere della necessità di un salto di qualità del suo impegno professionale e personale, dall’Università e il Consiglio comunale della sua Orvieto, occorreva rivolgersi alla politica nazionale e internazionale per far sì che il progresso scientifico possa consentire l’individuazione di terapie efficaci sulla base di ricerche.

Sono gli anni in cui si inizia a parlare di ricerche sulle blastocisti. Luca chiede che le cellule staminali che non vengono utilizzate per la procreazione medicalmente assistita vengano donate alla ricerca. Sotto forte pressione del Vaticano, il Governo Berlusconi va nella direzione diametralmente opposta proibendo tanto la prima quanto la seconda con l’adozione della Legge 40 nel febbraio del 2004. Con lo slogan “Non possiamo aspettare le scuse di uno dei prossimi Papi” grazie a Luca vengono raccolte le firme per presentare dei referendum abrogativi della Legge 40, che, pur facendo stravincere le ragioni del Sì nel 2005, non raggiungeranno il quorum; nelle stesse settimane viene lanciata con successo una mobilitazione mondiale per scongiurare l’adozione di una convenzione internazionale su quella che la Santa Sede, sovrapponendo quella “riproduttiva” a quella “terapeutica”, aveva chiamato “clonazione umana”, e convocata la prima sessione del Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica.

Dalla capolistura alle elezioni del 2001 con la Lista Bonino ai referendum e le azioni al Palazzo di Vetro, Luca Coscioni è stato sostenuto da decine di Premi Nobel e ha ricevuto l’affettuoso riconoscimento di leadership umana e politica di José Saramago. Quella militanza non è mai stata trattata in modo agiografico: dalla riforma per via giudiziaria della Legge 40 ottenuta grazie ai ricorsi coordinati dall’avvocata Filomena Gallo, oggi segretaria dell’Associazione Luca Coscioni, all’accesso al suicidio assistito conquistato dalle disobbedienze civili di Marco Cappato, oggi tesoriere, passando per centinaia di udienze, audizioni, questioni di incostituzionalità, mobilitazioni, referendum, appelli, petizioni, disobbedienze e proposte di legge d’iniziativa popolare, il nome di Luca Coscioni è diventato sinonimo di lotta per i diritti. Lotte attuali che continuano a portare frutti. Grazie Luca.
*Associazione Luca Coscioni

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia