Povertà energetica e supporto per una transizione giusta: scade il 31 marzo il bando Epah per i Comuni italiani

C’è tempo fino al 31 marzo per partecipare al bando Energy poverty advisory hub (Epah) che di fatto è la principale iniziativa della Commissione europea per aiutare i territori a contrastare la povertà energetica. Il bando è rivolto alle amministrazioni locali dell’Ue ed è stato presentato oggi nel corso della 5ª Conferenza nazionale sulla Povertà energetica promossa da Rete assist, Fondazione banco dell’energia e Aisfor, in collaborazione con Gse - Gestori dei servizi energetici. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, rappresentanti del Mase, della direzione Energy della Commissione europea, di Enea, Anci, Gse e Rse, insieme a rappresentanze dei Comuni e del terzo settore. Il dibattito si è concentrato sul tema “Risposte territoriali alla povertà energetica: Comuni e comunità nella transizione giusta”. In questo contesto, la presentazione del bando Epah 2026 ha assunto un ruolo strategico, rafforzando il collegamento tra politiche climatiche, strumenti europei e nazionali e iniziative locali orientate a una transizione energetica equa e inclusiva.
Il progetto Epah offre un’assistenza tecnica gratuita e personalizzata (fino a 9 mesi) fornita da esperti e ha l’obiettivo di supportare i Comuni nella mappatura delle famiglie vulnerabili, nella creazione di sportelli di consulenza e nell’accesso a finanziamenti per la riqualificazione energetica. Saranno selezionate 50 proposte, di cui 20 dedicate a contesti di povertà energetica grave. Il progetto ha già supportato numerosi Comuni italiani. Tra le esperienze più significative, è stato sottolineato nel corso dell’incontro di oggi, quella di Leverano, nel Leccese, che ha utilizzato l’assistenza tecnica Epah per rafforzare le azioni previste dal proprio Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima (Secap), con l’obiettivo di ridurre la povertà energetica e contribuire alla diminuzione delle emissioni di CO₂ del 55% entro il 2030. A Milano, l’assistenza tecnica Epah ha invece sostenuto il rafforzamento delle politiche di welfare energetico attraverso la revisione e il potenziamento del modello di sportello di prossimità, consentendo al Comune di redigere il primo piano comunale che affronta la povertà energetica. A Modena, grazie anche al supporto dell’associazione di volontariato Porta aperta, l’assistenza tecnica ha rappresentato un punto di svolta per avviare un percorso di diagnosi della povertà energetica e definire un protocollo. A Parma l’assistenza tecnica ha permesso di mappare gli attori che si occupano di povertà energetica ed avviare un gruppo di lavoro sul tema. Infine ad Arezzo, il percorso di assistenza tecnica Epah ha contribuito alla costituzione di una Comunità energetica rinnovabile solidale.
La conferenza di oggi sulla povertà energetica è stata anche l’occasione per fare il punto sulla situazione italiana. Secondo i dati forniti già nei mesi scorsi dall’Oipe (l’Osservatorio italiano sulla povertà energetica), nel 2024 sono 2,4 milioni le famiglie che si sono trovate in condizione di povertà energetica, pari al 9,1% del totale. Si tratta del valore più alto della serie storica, sebbene solo in lieve aumento rispetto all’anno precedente, quando le famiglie coinvolte erano 2,36 milioni, il 9% del totale. A livello territoriale, la quota di famiglie in povertà energetica cresce nelle Isole (+0,8%) e nel Nord Ovest (+0,7%), mentre si riduce di quasi 1 punto percentuale nel Sud e rimane invariata nel Centro e nel Nord Est. Il fenomeno si concentra soprattutto nelle periferie e nei piccoli centri. A livello regionale, la percentuale oscilla tra il 5% del Lazio e il 18,1% della Puglia (nel 2023 la percentuale maggiore era della Calabria). La Sardegna registra l’incremento più significativo (+2,8 punti percentuali), mentre la Basilicata evidenzia il calo maggiore (-3,7 punti percentuali).
Il ruolo dei comuni e le soluzioni territoriali sono fondamentali per affrontare la questione, è stato sottolineato oggi. Nel corso della Conferenza, una sessione di approfondimento è stata dedicata alle principali criticità che oggi i Comuni si trovano ad affrontare nel contrasto alla povertà energetica, a partire dalle difficoltà evidenziate da Anci sul fronte delle competenze, delle risorse disponibili e del coordinamento tra livelli istituzionali. Al centro del confronto, la necessità di rafforzare strumenti condivisi per la diagnosi della povertà energetica, migliorando la raccolta e l’integrazione dei dati a livello locale, e il ruolo strategico degli sportelli unici come presìdi territoriali in grado di intercettare i bisogni delle famiglie più vulnerabili e orientarle tra misure di sostegno, opportunità di efficientamento e nuove forme di welfare energetico. Un dialogo che ha evidenziato l’urgenza di un approccio strutturato e multilivello, capace di integrare politiche sociali ed energetiche e di accompagnare i territori verso una transizione energetica realmente giusta e inclusiva.
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