Prosegue la cavalcata olimpica del team Ue, ma dobbiamo parlare della Norvegia

Febbraio 18, 2026 - 18:30
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Prosegue la cavalcata olimpica del team Ue, ma dobbiamo parlare della Norvegia

Mentre la marcia trionfale dei colori blu con le dodici stelle non fa più notizia (per inciso anche ieri lo squadrone Ue conquista il primato del menù medaglie del giorno) è della Norvegia che davvero non si può non parlare.

I nipoti di Ibsen sono fissi al secondo posto mondiale per medaglie d’oro da ben quattro edizioni dei Giochi invernali (ça va sans dire, dietro all’Unione europea). Ne hanno prese più della Russia agli stessi Giochi di Sochi. Se volessimo spacchettare l’Europa in 27 nazioni, allora la Norvegia festeggerebbe il suo quarto primato mondiale in medaglie d’oro in quattro edizioni dei giochi. Qui a Milano Cortina ne ha già in bacheca 14, con le quali pareggia il bottino dei giochi di Corea 2018, e mancano ancora cinque giornate di gare. Per capire come sia possibile che un Paese con circa 5,6 milioni di abitanti possa surclassare nazioni ricche e nordiche, dieci, venti volte più grandi, può aiutare un termine che ho appreso in una recente vacanza al circolo polare artico: friluftsliv. È la filosofia nazionale, vuol dire vita all’aria aperta, si sta fuori con qualsiasi tempo, all’insegna del motto: «Non esiste il cattivo tempo, esiste solo il cattivo abbigliamento». 

Anche ieri i norvegesi hanno timbrato subito l’oro, con la combinata nordica, ma gli altri due gradini del podio sono stati occupati saldamente da piedi europei, quelli del team Austria e quelli del team Finlandia. Piedi, gambe, e buona mira, targate Europa, si sono ripetute poco dopo nel biathlon, staffetta uomini sui 7,5 chilometri; oro ai francesi e bronzo agli svedesi. Nel pomeriggio inseguimento a squadre nel pattinaggio veloce; prima gli uomini, e vince l’oro il terzetto europeo formato da Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti. Poi le donne e il terzetto europeo vince l’argento con tre ragazze tulipane. All’ora di cena a Livigno attesa gara di sci acrobatico big air uomini. Al nostro Matej Svancer, austriaco nato a Praga, un combattutissimo bronzo.

Poteva mancare il grande acuto di giornata per i colori blustellati? Certamente no. L’ultimo podio, quello del bob a due maschile, è interamente europeo, grazie a tre formidabili coppie pilota-frenatore: Johannes Lochner e Georg Fleischhauer, oro; Francesco Friederich e Alexander Schuller, argento; e Adam Ammour e Alexander Schaller, bronzo.

ORO ARGENTO BRONZO TOTALE
UNIONE EUROPEA 39 45 39 123
NORVEGIA 14 8 9 31
USA 6 10 5 21
SVIZZERA 5 2 3 10
GIAPPONE 4 5 10 19
AUSTRALIA 3 1 1 5
GRAN BRETAGNA 3 0 0 3
CANADA 3 4 5 12
COREA DEL SUD 1 2 3 6
KAZAKISTAN 1 0 0 1
BRASILE 1 0 0 1
CINA 0 3 3 6
NUOVA ZELANDA 0 1 1 2
GEORGIA 0 1 0 1

 

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Redazione Redazione Eventi e News