YouTube, stretta sull'AI di bassa qualità: rimossi canali per 4,7 mld di visualizzazioni

Gen 29, 2026 - 14:30
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L'avvio del 2026, per YouTube, non coincide soltanto con nuovi investimenti sull'intelligenza artificiale ma anche con una pulizia sistematica dei contenuti considerati di qualità "scadente", quella che nel gergo anglosassone viene definita "AI slop" o, più brutalmente, "AI brainrot". La piattaforma di Google ha già rimosso o svuotato diversi canali costruiti quasi interamente su video generati da AI, che avevano accumulato nel tempo miliardi di visualizzazioni. Il bilancio, secondo un'analisi di Kapwing, parla di oltre 4,7 miliardi di view complessive sparite insieme a 16 dei 100 canali "AI slop" più seguiti.

Si tratta di produzioni realizzate in serie con strumenti generativi: voci sintetiche, copioni ripetitivi o privi di senso, montaggi standardizzati e contenuti pensati più per intercettare l'algoritmo che per offrire reale valore agli utenti. Un fenomeno cresciuto rapidamente negli ultimi anni e che ora la società ha deciso di contenere in modo più deciso.

PERCHÉ YOUTUBE STA INTERVENENDO

Il cambio di passo era stato anticipato nella lettera annuale del CEO, Neal Mohan, che ha indicato chiaramente la direzione: "sta diventando più difficile capire cosa sia reale e cosa sia generato dall'AI", un problema che diventa particolarmente delicato in presenza di deepfake e media sintetici.

All'interno delle priorità strategiche per il 2026, l'azienda inserisce esplicitamente la gestione della "AI slop" tra le aree su cui intervenire. YouTube ribadisce di voler restare una piattaforma aperta alla creatività, ma allo stesso tempo un luogo "dove le persone si sentano bene a trascorrere il proprio tempo", senza essere sommerse da video a bassa qualità, audio distorti, script incoerenti o contenuti sensibili.

Per ridurre la diffusione di questi materiali, la società sta rafforzando sistemi già esistenti contro spam e clickbait, adattandoli per intercettare produzioni ripetitive o generate in modo massivo. L'approccio, nelle intenzioni, non è contro l'AI in sé: gli strumenti generativi restano legittimi per la creazione. Il punto è distinguere tra uso creativo e sfruttamento industriale dell'algoritmo.


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Redazione Redazione Eventi e News