Zoe Trinchero non è femminicidio, Alex Manna accusato di omicidio aggravato dai futili motivi: “Scosso e dispiaciuto, chiede scusa”
Alex Manna non ha risposto al gip Aldo Tirone, è accusato di omicidio aggravato dai futili motivi e non di femminicidio, almeno al momento. In programma ieri, nel carcere di Alessandria, l’interrogatorio del 20enne accusato dell’omicidio della 17enne Zoe Trinchero, il cui corpo è stato ritrovato nella notte tra venerdì e sabato nel fiume Belbo, a Nizza Monferrato in provincia di Asti. Aveva confessato dopo il fermo, il 19enne. Sarò l’autopsia a stabilire se la ragazza si poteva comunque salvare dall’aggressione fisica, prima di precipitare da un parapetto nel ruscello.
Trinchero, che lavorava in un bar alla stazione, venerdì sera era uscita con degli amici che però l’avevano persa di vista dopo qualche ora. Sia la vittima che il fermato sono di Montegrosso d’Asti, poco più di duemila abitanti tra Roero e Monferrato, a metà strada tra Asti e Monferrato. A ritrovare il corpo una persona che vive nei pressi del luogo del ritrovamento. Manna è stato portato in custodia cautelare presso il carcere di Alessandria, aveva confessato nel corso di un interrogatorio con il Sostituto Procuratore di Alessandria Giacomo Ferrando.
“Non so perché aveva detto”, aveva già detto secondo quanto trapelato dai media. Aveva anche aggiunto di non averla buttata nel fiume, forse poteva comunque essere salvata. Sul corpo della ragazza i segni dei pugni, di una stretta a collo e di un trauma cranico. Due anni fa aveva abbandonato la scuola, aveva praticato pugilato. Forse una lite esplosa per vecchie ruggini personali. Non ha risposto “perché aveva già dichiarato tutto quanto doveva dichiarare al pubblico ministero” Giacomo Ferrando, ha precisato ieri Patrizia Gambino, la sua avvocata.
“Ovviamente è scosso e non potrebbe essere diversamente, perché non è un ragazzo che ha dei precedenti. Io l’ho visto come un ragazzo normale, non lo conoscevo prima, ma a me sembra un bravo ragazzo. Si mostra molto dispiaciuto, ovviamente chiede scusa. Quando potrà farlo di persona, lo farà lui”, ha aggiunto la legale. Oggi sarà nominato un consulente medico per l’autopsia e un consulente di parte. Resta ancora senza risposta al movente, nonostante pettegolezzi e indiscrezioni che circolano sui media. Poco più di gossip.
“Lo conoscevo, non me lo sarei mai aspettato. Più volte siamo usciti in gruppo, c’era anche lui … Non ti dava l’aria di uno che potesse fare una cosa del genere”, ha dichiarato l’ex fidanzato della vittima a 1 Mattina News. All’inizio pensavano tutti che a uccidere la ragazza fosse stato un ragazzo 30enne con problemi psichici. “Pensavamo tutti che fosse lui, i miei amici sono andati a prenderlo sotto casa e lo hanno portato via i carabinieri. È stato uno dei primi che si è lanciato sul corpo. Continuava ad urlare ‘è colpa mia, sono andato via, sono scappato, è colpa mia’, piangeva. Per un po’ ha fatto anche finta di cercare il corpo, sapendo benissimo dov’era”.
Anche le prime indiscrezioni trapelate dalle indagini avevano ricostruito il presunto tentativo di depistaggio. La vittima di quest’ultimo era un 30enne di origini africane che ultimamente aveva manifestato segni di disagio, ha rischiato il linciaggio quando sabato mattina una trentina di amici della ragazza si sono presentati sotto casa. La situazione era rientrata soltanto quando i Carabinieri lo hanno prelevato, ma per proteggerlo non per arrestarlo. Poco più di un mese fa, Montegrosso aveva pianto Matilde Baldi, ragazza di 20 anni travolta e uccisa da una Porsche mentre rientrava dal lavoro. Era cresciuta a Trinchero. Supera intanto i diecimila euro la raccolta fondi lanciata per sostenere le spese legali della famiglia della vittima.
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