La visione di Rachel Scott rimette in luce Proenza Schouler
In una New York fashion week priva di grande slancio Rachel Scott è riuscita a riportare l’attenzione su Proenza Schouler. La nuova direttrice creativa, che ha raggiunto la notorietà grazie al suo brand Diotima, ha inaugurato la kermesse americana presentando la sua prima collezione per il marchio fondato da Jack McCollough e Lazaro Hernandez, attualmente al timone di Loewe.

Sebbene avesse già collaborato alla collezione primavera/estate 2026 in veste di consulente, quella in passerella è stata la conferma di uno spiccato talento, in grado di mixare la coolness artistica del brand con le esigenze delle donne contemporanee. Nel 2024 la stilista giamaicana è stata nominata American Womenswear Designer of the Year dal Council of Fashion Designer of America. Prima di lanciare Diotima Scott ha lavorato come assistente designer da Costume National a Milano, ha poi scelto la Grande Mela dove ha lavorato da J.Mendel e trascorso quattro anni presso Elizabeth & James di Mary Kate e Ashley Olsen e sette anni da Rachel Comey come VP del design.
Queste esperienze hanno portato a una collezione tipicamente americana con un twist esotico. Silhouette longilinee incontrano pencil dress dalla sensualità appena accennata e mai in your face. Nunce urbane, dal total black a diverse sfumature di grigio, si alternano al rosso aranciato e al blu navy. Frange e bottoni a contrasto sono gli elementi decorativi di una collezione che eccelle nei capispalla e nei blazer, meno convincenti calzature e accessori, in passato segmenti importanti per il brand. Per la collezione Scott ha tratto ispirazione dal testo femminista ‘Speculum of the Other Woman’ di Luce Irigaray e dal film del 1968 di Pierpaolo Pasolini ‘Teorema’.
Quando Shira Suveyke Snyder, AD di Proenza Schouler, stava cercando un nuovo designer, ha incontrato circa 40 stilisti, proveniva soprattutto da maison europee. “Molti di loro avrebbero portato qualcosa di simile a ciò che eravamo già stati. È questo che farà davvero progredire Proenza nel prossimo decennio o anche nei prossimi cinque anni? Qualcuno ha davvero bisogno di questo?”, si è chiesta la CEO, come riporta The New York Times.

“Molti di questi designer bianchi tendono a semplificare l’idea di donna – ha dichiarato Scott -. O sono sexy, o sono appropriate, o sono tese, o sono appariscenti. La donna non può mai incarnare la complessità. Penso che questo sia un problema”. Indubbiamente la sua visione di Proenza Schouler rispecchia una modalità diversa di interpretare la moda.
Osservando la sfilata è difficile non pensare al percorso stilistico di altre colleghe che, come Scott, stanno (non senza fatica) arrivando all’apice di maison consolidate, conquistando l’attenzione degli addetti ai lavori. Tra pochi giorni Veronica Leoni presenterà all’ombra dell’Empire State Building la sua terza collezione per Calvin Klein Collection, durante Milano fashion week Louise Trotter svelerà la sua seconda prova per Bottega Veneta e Meryll Rogge debutterà da Marni. Il prossimo anno Grace Wales Bonner firmerà la sua prima collezione maschile per Hermès. Il cambiamento è, finalmente, iniziato.
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