Quando il matrimonio diventa un campo di battaglia

Éric Assous è un drammaturgo nato a Tunisi e trasferitosi in Francia. È stato un prolifico drammaturgo, sceneggiatore e regista, autore di oltre trenta testi e vincitore di più Premi Molière, tra cui quello per la miglior commedia, nel 2010. In Francia è stato una figura centrale del théâtre privé, un teatro borghese capace di intercettare il grande pubblico attraverso uno sguardo disincantato e ironico sui rapporti umani. Le sue commedie, come Les Belles-Soeurs, L’Illusion Conjugale e L’Heureux Élu, indagano con profondità le dinamiche di coppia, l’amore, il matrimonio e le fragilità umane.
La storia messa in scena ne L’illusione coniugale è ambientata in una casa di villeggiatura, uno spazio chiuso e protetto che diventa progressivamente un luogo di scontro. I protagonisti della vicenda, Giovanna e Massimo, sono una coppia sposata da anni, benestante, socialmente riconoscibile, apparentemente solida. Il rientro da una serata mondana innesca un dibattito tra i due, che rompe l’equilibrio della coppia. La conversazione, inizialmente ordinaria, si trasforma ben presto in un duello verbale pieno di confessioni e rivendicazioni.
Massimo, uomo sicuro di sé e consapevole del proprio fascino, ammette con disinvoltura una lunga serie di tradimenti. Non chiede perdono, rivendica un diritto implicito, come se l’infedeltà fosse parte integrante del ruolo che interpreta. La sua franchezza, più che liberatoria, ha il tono di una provocazione. Giovanna reagisce spostando il terreno dello scontro: anche lei ha tradito, anche lei ha costruito una vita parallela, nascosta dietro l’immagine della moglie irreprensibile.
Ogni rivelazione da una delle due parti modifica i rapporti di forza; ogni parola è usata come un’arma. La tensione cresce quando entra in scena Claudio, un amico di lunga data di Massimo e possibile amante di Giovanna. La sua presenza rompe la dinamica a due e introduce un terzo sguardo, meno coinvolto nella vicenda ma non neutrale. Claudio diventa il catalizzatore di verità sospese, ma anche il testimone di un sistema di relazioni fondato sull’autoinganno.
Assous costruisce un meccanismo teatrale preciso, basato su dialoghi serrati e continui cambi di prospettiva. L’umorismo è asciutto, spesso amaro, e convive con un cinismo che non concede vie di scampo. La coppia non è rappresentata come luogo di protezione ma come spazio di negoziazione permanente, dove il desiderio, la lealtà e il potere si intrecciano senza mai stabilizzarsi.
L’illusione coniugale mette in discussione l’idea di verità all’interno del matrimonio, dove le confessioni non producono chiarezza, ma ulteriore ambiguità. Il perdono, se arriva, non ha nulla di pacificatorio. Alla fine dell’opera resta la domanda su quanto le relazioni si reggano su accordi taciti, più che su una reale trasparenza, e su quanto l’equilibrio di coppia dipenda molto spesso dalla volontà di non vedere l’altro.«Per amplificare l’atmosfera emotiva dello spettacolo, ho scelto una colonna sonora ispirata agli anni Settanta – racconta il regista Stefano Artissunch –. Le melodie nostalgiche ed i ritmi distintivi di quell’epoca creano un sottofondo carico di emozioni, che intensifica le tensioni delle scene e trasporta il pubblico nell’universo intimo dei personaggi. Questo stile musicale enfatizza il contrasto tra la superficie apparentemente serena delle relazioni e le tumultuose correnti sotterranee».
L'articolo Quando il matrimonio diventa un campo di battaglia proviene da Linkiesta.it.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0




