Safilo archivia il turnaround: nel 2025 ricavi a 983 milioni e margini in crescita
Con il 2026 Safilo apre una nuova fase di sviluppo, forte del percorso pluriennale di trasformazione industriale e finanziaria. La presenza al Mido diventa l’occasione per raccontare un gruppo che ha ritrovato equilibrio economico, solidità patrimoniale e una strategia di crescita sempre più definita. “Usciamo definitivamente dal turnaround”, dice il ceo Angelo Trocchia. “Oggi Safilo è un’azienda snella, leggera e pronta a crescere”. Non è una dichiarazione simbolica, ma la sintesi di un percorso iniziato nel 2018 e confermato dai numeri preliminari del 2025.
Le vendite si sono attestate a 983,4 milioni di euro, con una crescita dell’1,8% a cambi costanti, mentre i margini continuano a migliorare: Ebitda adjusted al 10,6% e una generazione di cassa che per Safilo rappresenta un ritorno strutturale, dopo anni di difficoltà. “Tornare a generare cassa positiva e livelli di Ebitda intorno ai 100 milioni è la conferma che le scelte fatte sono state appropriate”, osserva Trocchia. “Non è un punto di arrivo, ma il momento in cui possiamo finalmente guardare avanti”.
La geografia del business resta concentrata su Nord America ed Europa, che insieme rappresentano oltre l’80% del fatturato. “Siamo un’azienda per cui America ed Europa hanno un peso rilevante”, spiega il ceo. “Il fatto che nel 2025 l’America sia tornata in positivo è un segnale chiave: significa che uscire dalla fase di ristrutturazione e tornare a essere un’azienda sana pronta a competere sul mercato”.
Portafoglio, M&A e crescita selettiva
Uno degli assi portanti della trasformazione di Safilo è stato il riequilibrio del portafoglio marchi. “Abbiamo fatto una grande torsione”, dice Trocchia. “Siamo orgogliosi di aver raggiunto il nostro obiettivo strategico di un portafoglio equilibrato. Oggi abbiamo un bilanciamento del 50% tra brand di proprietà e licenze, traguardo chiave della nostra strategia”. La trasformazione di Eyewear by David Beckham in licenza perpetua va in questa direzione: “Rafforzare i brand strategici e creare valore sostenibile nel lungo periodo”, sottolinea.
Accanto a questo, il recente accordo con Victoria Beckham risponde a una logica diversa ma complementare. “Negli ultimi due o tre anni abbiamo lavorato per rafforzare il nostro posizionamento sul target femminile”, spiega il ceo. “È un’area in cui vediamo spazio di crescita e dove marchi come Carolina Herrera, Isabel Marant e ora Victoria Beckham ci permettono di essere più rilevanti”.
Forte di una struttura finanziaria oggi solida e un indebitamento netto contenuto, Safilo guarda con attenzione anche alla crescita per linee esterne. “Siamo focalizzati sul tema M&A”, afferma Trocchia. “L’assenza di debito rende questo momento giusto per valutare opportunità esterne. La crescita futura sarà un mix di sviluppo organico e acquisizioni selettive”. Un approccio misurato, che riflette una fase di maggiore disciplina rispetto al passato. “Preferiamo muoverci quando riteniamo che sia il momento giusto, senza forzare i tempi”.
Tecnologia, AI e nuovi modelli operativi
La trasformazione di Safilo non si è limitata al perimetro industriale o finanziario. Un altro pilastro fondamentale è stato il digitale. “Da due anni utilizziamo l’intelligenza artificiale in modo estensivo in alcune aree aziendali”, racconta Trocchia. “Ci aiuta soprattutto a semplificare i processi, il modo di lavorare e a gestire tutte le attività ripetitive”. Nel 2025, una parte della crescita del B2B è stata sostenuta anche dall’uso di strumenti di marketing basati su AI. “Abbiamo investito sull’AI anche per ciò che riguarda la relazione con il cliente e questo ha avuto un impatto concreto”.
Un’altra area in cui Safilo sta muovendosi è quella del consumer. “Sul D2C e sull’interazione diretta con il consumatore siamo solo all’inizio”, osserva il ceo. “Il potenziale è enorme”. In una prospettiva più ampia, Trocchia individua un punto di svolta nel connubio sempre più stretto tra tecnologia e prodotto. “Credo che il vero click arriverà quando ci sarà una combinazione matura tra intelligenza artificiale ed eyewear, soprattutto nel mondo degli smart eyewear”. Sul piano organizzativo, la tecnologia non è interpretata come uno strumento di razionalizzazione geografica. “Una caratteristica distintiva di Safilo è avere team diretti in circa 40 Paesi”, sottolinea. “Non è un tema di ridurre, ma di crescere meglio dove siamo già presenti”.
Leadership, persone e prossima fase
Trocchia guida Safilo dal 2018, uno dei periodi più complessi della sua storia recente. “Sono stati otto anni intensi, difficili, ma anche di grande soddisfazione”, dice. Oggi il focus si concentra sulla costruzione di un’organizzazione capace di sostenere la crescita nel tempo. “La differenza non la fa il ceo, la fa il team”, osserva. “La sfida più grande è quella di scegliere le persone giuste e metterle nelle condizioni di crescere”.
Un tema centrale è l’attrattività per i giovani talenti. “Per anni avevamo il problema opposto”, racconta. “Oggi riceviamo molti più curriculum ed è un segnale importante”. Anche il modello di lavoro rientra in questa visione. “Lo smart working per noi non è un elemento di facciata, ma un modo di essere. Si viene in ufficio quando serve davvero”.
Guardando avanti, la priorità è chiara. “Vorrei continuare questo percorso per portare Safilo al next step”, conclude Trocchia. “Rimanere un’azienda agile, sana, capace di crescere e di essere sempre più un riferimento nel mercato dell’occhialeria. Alla fine, come sempre, sono le persone a fare la differenza”.
L’articolo Safilo archivia il turnaround: nel 2025 ricavi a 983 milioni e margini in crescita è tratto da Forbes Italia.
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