“Troppa foga. Nordio ha esagerato”, parla Casellati

Febbraio 19, 2026 - 06:00
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“Troppa foga. Nordio ha esagerato”, parla Casellati

Roma. La premessa è che “io conosco Carlo Nordio da tanto tempo, è una persona molto equilibrata e stimata”, ma la sostanza del ragionamento di Maria Elisabetta Casellati, ministro per le Riforme, è che il Guardasigilli in questa occasione “ha esagerato”. Paragonare il Csm a un sistema paramafioso è stato troppo, le sue sono state “affermazioni mal riuscite”, frutto della “foga” del momento e di uno scontro sul referendum che dovrebbe essere evitato. “Altra cosa è preparare le cose a tavolino. Ognuno comunque risponde a se stesso, l’obiettivo è non politicizzare il voto”. Il richiamo del presidente della Repubblica “è generale, rivolto a tutta la classe politica, bisogna abbassare i toni”, dice così Casellati parlando nel corridoio del Transatlantico della Camera.

Ora tra i temi in ballo in Parlamento c’è la legge elettorale. “E’ una cosa complessa”, dice il ministro Maria Elisabetta Casellati. “Serve un confronto tra le forze politiche ma al momento sono solo interlocuzioni, non c’è un vero e proprio tavolo. Il ritorno delle preferenze? Non penso si vada in questa direzione”. Ma i fari sono puntati soprattutto sul referendum, e le prole di Casellati cadono in un contesto preciso. La difesa all’interno dell’esecutivo delle iniziative del ministro Carlo Nordio non manca. Di fatto finora il responsabile di Via Arenula è stato il “testimonial” della riforma sulla separazione delle carriere, sta girando il territorio (ieri a Perugia), in ogni città dove è stato ha fatto emergere le ragioni per le quali alla consultazione del 22 e 23 marzo occorre votare Sì. Ma il ragionamento del fronte favorevole alla riforma costituzionale che si sta facendo strada da giorni, non solo nel governo e nella maggioranza, è che il Guardasigilli dovrebbe limitarsi a intervenire nei luoghi pubblici, a parlare con la gente, a convincere gli indecisi. “E’ il nostro frontman e sta facendo benissimo”, dicono. “Ma è chiaro – spiega una fonte dell’esecutivo – che paragonando il Csm a un sistema ‘paramafioso’ ci ha fatto perdere il vantaggio sulle assurdità dette da Gratteri. Dovrebbe fare il ministro, parlare anche in tv ma evitare i dibattiti come quello con Bachelet e Grosso a Porta a Porta”. La tesi è che si rischia di prestare il fianco alle “strumentalizzazioni” della sinistra, che se si alzano i toni si “finisce per forza per politicizzare il voto”, mentre in questa fase “dovrebbero essere i comitati a confrontarsi, poi nell’ultima settimana arriverà la politica”. Il prossimo obiettivo è concentrarsi sulle toghe che non seguono la linea dell’Associazione nazionale dei magistrati, il 28 febbraio il comitato guidato dall’ex vicepresidente della Corte costituzionale, Niccolò Zanon, organizza una kermesse a Roma. A intervenire per perorare la causa del Sì saranno più di 50 magistrati.

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Redazione Redazione Eventi e News