A Livigno la neve diventa anche arte per celebrare le Olimpiadi

Febbraio 14, 2026 - 15:00
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A Livigno la neve diventa anche arte per celebrare le Olimpiadi


Livigno (So), 14 feb. (askanews) – Mentre sono in corso le Olimpiadi invernali di Milano Cortina, l’Alta Valtellina vive giorni di sport, entusiasmo e visibilità internazionale, ma accanto alle competizioni a Livigno, il “Piccolo Tibet” lombardo, c’è un’altra forma di spettacolo che continua ad attirare sguardi e obiettivi fotografici: le sculture di neve. Le ha realizzate un’artista locale abituata a trasformare tutta la materia prima offerta dalla natura, quindi anche legno o fieno, oltre al manto bianco, in opere monumentali, modellate a colpi di pala, sega e scalpello.

“Il fatto che io sono circondata, vivendo a Livigno, dalla natura, quindi dalle piante, dal fieno e soprattutto dalla neve per tanti mesi all’anno, diventa per me – ha detto Vania Cusini, artista – materiale importante per lavorare. Ho fatto un percorso di arte-terapia, questo mi ha aiutato a conoscermi e a capire che feeling avevo con i materiali e con l’ambiente in cui vivo”.

Un’opera è dedicata allo snowboard, e tra gli autori c’è anche Kurt Wierer, orgoglioso zio della biathlonista Dorothea Wierer. Quella più grande, alta sei metri, è dedicata alle Olimpiadi ed è stata realizzata da una squadra guidata dall’artista livignasca in sei giorni.

“Io sto vivendo il momento -ha aggiunto Cusini – nel senso che forse non sto pensando troppo al futuro e questa occasione è bello viverla, vivere queste Olimpiadi, e poi quello che succederà lo vivremo. Livigno è un paese attivo, è sempre comunque vivo come paese, pur essendo piccolo, e sicuramente le Olimpiadi ci danno una spinta maggiore, ma spero che vivremo nell’utenticità comunque”.

E mentre le Olimpiadi proseguono, tra medaglie e cronometri, Livigno mostra un’altra faccia della montagna: quella in cui la neve non si limita a essere scenario, ma diventa racconto rivolto al mondo.

“Grazie all’arte e alla mia passione – ha raccontato l’artista – ho potuto girare il mondo e visitare degli angoli speciali: sono stata a Harbin, in Cina, il posto più grande al mondo per opere fatte di neve e ghiaccio, in Russia, e anche lì ho partecipato a dei festival e tra l’altro ho anche vinto”.

Simbolo della capacità di un territorio di trasformare le proprie condizioni climatiche in opportunità artistica e di promozione internazionale.

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