Dalla Cina a Beverly Hills, Anta Sports sfida i giganti dello sportswear. Aperto il primo flagship negli Stati Uniti
Anta Sports tenta la scalata nel mercato americano. Il colosso cinese dello sportswear, ormai terzo player dello sportswear globale per capitalizzazione, ha aperto il suo primo negozio diretto a marchio Anta in Nord America, a Beverly Hills. Una svolta storica, come sottolineato da un comunicato dell’azienda, che segna un distacco dalla tradizionale strategia basata sul modello wholesale negli Stati Uniti. Una vera e propria scommessa, considerando che il mercato americano è da sempre dominato dal giganti come Nike e Adidas.
Inaugurato ufficialmente il 13 febbraio, il nuovo store non nasconde le ambizioni del gruppo: uno spazio di circa 3mila metri quadrati e la transizione di Anta verso quello che l’azienda definisce il modello brand + retail, concepito per rafforzare l’indipendenza del marchio. L’obiettivo a lungo termine è chiaro: “Il flagship di Beverly Hills rappresenta la prima presenza retail permanente di Anta negli Stati Uniti e fungerà da base per l’espansione futura del marchio, le partnership con gli atleti (già consolidate con star Nba come Kyrie Irving e Klay Thompson, ndr) e l’engagement con i consumatori su tutto il territorio nazionale”, spiega l’azienda in una nota.
Progettato per essere più di una semplice destinazione retail, il negozio è concepito come un centro comunitario e culturale, con programmi futuri che includeranno club di corsa, attivazioni guidate da atleti e iniziative che celebrano l’intersezione tra l’eredità cinese americana, lo sport e l’innovazione nelle performance. L’apertura si inserisce in un importante percorso di espansione globale, con Anta che vanta oltre 12mila negozi in tutta la Cina, consolidando ulteriormente la portata, la credibilità e l’impegno a lungo termine nel mercato statunitense. “Aprire il nostro primo flagship negli Stati Uniti a Beverly Hills è un momento decisivo per Anta”, ha dichiarato Samuel Tsui, CEO di Anta Brand. “Questo negozio rappresenta il nostro impegno nel mercato statunitense e la nostra convinzione che sport, cultura e innovazione nelle performance appartengano ai palcoscenici più importanti del mondo. Beverly Hills è la sede perfetta per questa visione.”
Il recente successo del gruppo al di fuori del continente asiatico – sicuramente nel continente europeo – è stato alimentato anche alle performance di marchi come Salomon e Arc’teryx (che a Milano si sono già espansi sul piano retail con più punti vendita), che hanno registrato una crescita esplosiva negli ultimi anni, diventando popolari anche tra una clientela distante dal core business di Anta. Secondo i dati di DeepMarketInsight, Anta Sports è oggi il terzo gruppo per capitalizzazione nel settore dello sportswear, con 32,66 miliardi di dollari (circa 30,37 miliardi di euro) di valore di mercato.
A metà del 2025, il settore globale dell’abbigliamento sportivo era comunque dominato da Nike (107,03 miliardi di dollari di capitalizzazione) e Adidas (43,42 miliardi), seguiti da Lululemon (27,5 miliardi) e Asics (17,3 miliardi). Nonostante ciò, la forza crescente di Anta è evidente anche dai risultati dei primi sei mesi del 2025, con il gruppo che ha registrato un fatturato di 38,5 miliardi di yuan (circa 5 miliardi di euro) e una crescita del 14,3%, superando le stime degli analisti, che prevedevano un fatturato di 38,1 miliardi di yuan. Come indicato nel report finanziario, si tratta del dodicesimo anno consecutivo di crescita per il gruppo, consolidando la sua leadership nel mercato cinese. Qui, ancora più marcata era chiaramente la spinta dei brand di casa (Arc’teryx, Salomon, Wilson), con ricavi in crescita del 23% nel primo trimestre 2025. Entrando nel dettaglio, il marchio Anta ha generato 16,95 miliardi di yuan, con un incremento del 5,4%, un risultato superiore alla media del settore.
A favorire la sua ascesa non ci sarà ora solo la crescita dei suoi brand, ma anche l’ambiziosa acquisizione di una quota del 29,06% di Puma, che ha ulteriormente rafforzato la sua posizione competitiva a livello globale. Anche su questo terreno la sfida, complice il calo continuo delle vendite del gruppo tedesco, resta importante, eppure l’accordo – il cui valore dovrebbe aggirarsi attorno agli 1,5 miliardi di euro dovrebbe – aiutare Puma ad aumentare le vendite nel redditizio mercato cinese continentale, mentre Anta espande la propria strategia multimarca. “Lavorando con Puma, non vediamo l’ora di imparare gli uni dagli altri e di collaborare per sfruttare appieno il potenziale del marchio. Questo accelererà ulteriormente la globalizzazione di Anta Sports e contribuirà a guidare il prossimo capitolo di crescita per i mercati sportivi globali, inclusa la Cina, creando valore duraturo per i consumatori e gli azionisti di entrambe le aziende in tutto il mondo”, era stato il commento di Ding Shizhong, presidente di Anta Sports.
Ora, al colosso asiatico spetta il compito di risollevare le sorti di Puma, il cui business è da tempo in difficoltà (nel terzo trimestre dell’anno, il player ha archiviato ricavi pari a 1,9 miliardi di euro, in calo del 15,3% a cambi correnti), ma nel frattempo l’intenzione di dare una ‘spallata’ a Nike e Adidas – futuri possibili competitor – sembra più che chiara.
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