Il decreto Milleproroghe testerà la fiducia della Camera, ma senza rigassificatore di Piombino

Il voto di fiducia alla Camera per la conversione in legge del decreto Milleproroghe è fissata in Aula per lunedì 23, ma non ci sarà l’emendamento proposto dal deputato Roberto Pella (Forza Italia) che puntava alla continuità operativa del rigassificatore di Piombino – che non dovrebbe rimanere nel porto cittadino oltre l’estate – fino all’ufficializzazione del rinnovo della permanenza o, in alternativa, della rilocalizzazione.
«È stato sventato il tentativo della destra di inserire nel decreto Milleproroghe un emendamento che avrebbe aperto alla permanenza della nave rigassificatrice nel porto di Piombino. Un vero e proprio colpo di mano che mirava a forzare le regole senza confronto istituzionale e senza rispetto per la comunità locale – dichiarano in una nota congiunta i deputati del Partito Democratico Emiliano Fossi, Simona Bonafè, Marco Simiani e il consigliere regionale Pd Alessandro Franchi – Il Governo Meloni aveva garantito che Piombino non sarebbe stata lasciata sola: con questo tentativo ha invece dimostrato di voler imporre una decisione calata dall’alto. L’emendamento non è stato approvato soltanto grazie al pressing costante e alle denunce puntuali del Partito Democratico e di tutte le forze di opposizione, oltre che per l’evidente dilettantismo con cui la maggioranza ha gestito i lavori di Commissione. La Regione Toscana aveva fissato un limite chiaro di tre anni, legato a un sacrificio straordinario chiesto alla città in una fase di emergenza energetica. Il tentativo della maggioranza di superare quell’intesa senza accordi e senza compensazioni adeguate è stato fermato grazie all’azione ferma e responsabile dell’opposizione. Resta grave aver provato fino all’ultimo a cambiare le carte in tavola. Ancora più incomprensibile il silenzio del sindaco di Piombino si questi giorni, che avrebbe dovuto difendere con forza la posizione della città».
La nave rigassificatrice Italis Lng, ex Golar Tundra, avrebbe dovuto essere ormeggiata solo in via temporanea dopo essere stata acquistata da Snam su indicazione del Governo per 350 mln di dollari. Snam ha chiesto una proroga oltre la deadline del 2026, per un’infrastruttura che non andrebbe spostata altrove ma rivenduta, in parallelo a un’espansione della potenza rinnovabile installata – che invece sta rallentando – in modo da liberarci progressivamente dalla dipendenza da Gnl che oggi arriva soprattutto dagli Usa di Trump.
«Snam, ha presentato una proposta di proroga della concessione – ha dichiarato nei giorni scorsi il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, anche nella veste di commissario straordinario – ma prima di parlare di questo sarebbe opportuno fissare un incontro con governo e Snam stessa per parlare degli impegni disattesi». Ovvero i dieci punti, legati alle concessioni e mitigazioni, contenuti nel memorandum allegato alla delibera di giunta con la quale è stata data attuazione all’ordinanza commissariale che ha autorizzato l’ormeggio della nave.
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