Legge di Bilancio 2026: la nota sintetica per Comuni e Città Metropolitane

Gen 1, 2026 - 11:37
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Legge di Bilancio 2026: la nota sintetica per Comuni e Città Metropolitane

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La Legge di Bilancio 2026, ormai definitivamente approvata dal Parlamento e divenuta a tutti gli effetti legge dello Stato, introduce un pacchetto articolato di misure che avrà un impatto significativo sulla gestione di Comuni e Città metropolitane.


Gli enti locali si trovano di fronte a un quadro normativo complesso ma ricco di interventi che toccano finanza pubblica, welfare, personale, tributi, investimenti e servizi essenziali.

A offrire una chiave di lettura complessiva è la nota di sintesi elaborata da Anci e Ifel, che analizza le principali disposizioni di interesse per i territori, mettendo in evidenza risorse disponibili, margini di manovra e criticità ancora aperte. Il risultato è una mappa dettagliata di norme che, nel loro insieme, ridisegnano il rapporto tra Stato centrale ed enti locali.

Rigenerazione urbana e patrimonio edilizio: nuove possibilità operative

Uno dei capitoli più rilevanti riguarda la rigenerazione urbana, ambito su cui il legislatore interviene per ampliare le possibilità di intervento. La norma consente, in presenza di specifiche condizioni, di realizzare operazioni di demolizione e ricostruzione anche su immobili oggetto di sanatoria edilizia, superando orientamenti giurisprudenziali che negli ultimi anni avevano fortemente limitato tali trasformazioni.

L’obiettivo è favorire il recupero del tessuto urbano, anche nei centri storici o in aree vincolate, consentendo premi volumetrici, modifiche di destinazione d’uso e adeguamenti architettonici, purché nel rispetto delle leggi regionali e dei titoli abilitativi rilasciati.

Accesso ai servizi sociali: cambiano i criteri patrimoniali

Novità importanti emergono anche sul fronte del welfare locale. La Legge di Bilancio amplia il concetto di patrimonio rilevante per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate erogate dai Comuni. Nel calcolo della situazione economica delle famiglie entrano ora anche attività finanziarie detenute all’estero, criptovalute e trasferimenti di denaro oltre confine.

Si tratta di una modifica destinata a incidere in modo diretto sui criteri di equità nell’erogazione dei servizi, con l’obiettivo dichiarato di rendere più aderente alla realtà la valutazione della capacità economica dei nuclei familiari. L’attuazione operativa è demandata a successivi decreti ministeriali che aggiorneranno il regolamento ISEE.

Entrate locali e riscossione: più flessibilità, ma anche nuovi strumenti

Sul piano delle entrate, la manovra introduce una facoltà significativa per Regioni ed enti locali: la possibilità di adottare forme di definizione agevolata per tributi e entrate patrimoniali di propria competenza. Gli enti potranno ridurre o escludere interessi e sanzioni su crediti difficilmente esigibili, favorendo così il recupero di risorse pregresse e alleggerendo il contenzioso.

Parallelamente, viene rafforzato il sistema di riscossione attraverso l’ingresso di AMCO S.p.A., società pubblica destinata a diventare un punto di riferimento nazionale per il recupero coattivo delle entrate locali. I Comuni potranno scegliere se affidarsi a questo soggetto, ma in caso di livelli di riscossione particolarmente bassi l’utilizzo di AMCO potrebbe diventare obbligatorio.

Famiglie, minori e contrasto alla violenza: risorse strutturali

Ampio spazio è dedicato alle politiche sociali, con interventi che rafforzano il ruolo dei Comuni come presidio di prossimità. Viene stabilizzato il fondo per le attività socioeducative a favore dei minori, garantendo risorse certe per centri estivi e servizi educativi territoriali.

Importante anche il rifinanziamento del reddito di libertà per le donne vittime di violenza, accompagnato da misure che facilitano l’accesso ai servizi indipendentemente dall’ISEE. A ciò si aggiungono fondi dedicati alle scuole per progetti educativi su pari opportunità, rispetto e prevenzione della violenza di genere.

Personale degli enti locali: segnali di apertura sul trattamento economico

Il tema del personale comunale, da anni al centro delle rivendicazioni dell’Anci, trova alcune risposte, seppur parziali. Per il 2026 è prevista la possibilità di applicare una tassazione agevolata al trattamento accessorio dei dipendenti, entro limiti prefissati e per redditi medio-bassi.

Viene inoltre istituito un fondo nazionale per l’armonizzazione dei trattamenti accessori, primo segnale di un intervento diretto dello Stato nel finanziamento del salario accessorio del comparto comunale. Una misura considerata ancora insufficiente rispetto al divario con altri settori della pubblica amministrazione, ma che segna un cambio di approccio.

Bilanci, avanzi e flessibilità finanziaria

Sul versante contabile, la Legge di Bilancio introduce maggiori margini di flessibilità per gli enti locali, soprattutto in relazione all’utilizzo degli avanzi di amministrazione e alla gestione del Fondo crediti di dubbia esigibilità. Gli enti che dimostrano un miglioramento della capacità di riscossione potranno beneficiare di criteri di calcolo più favorevoli, liberando risorse per i servizi.

Vengono inoltre riviste le regole sul fondo pluriennale vincolato, con l’intento di evitare che ritardi procedurali blocchino investimenti già finanziati, soprattutto nei lavori pubblici di importo medio-piccolo.

Investimenti, appalti e PNRR: regole più omogenee

Un altro asse strategico riguarda gli investimenti territoriali. La manovra prevede l’introduzione di un prezzario nazionale dei lavori pubblici, destinato a diventare uno strumento di riferimento per garantire maggiore uniformità e sostenibilità economica negli appalti.

In parallelo, risultano prorogate e rafforzate le misure di revisione dei prezzi per i contratti colpiti dall’aumento dei costi, tutelando la realizzazione delle opere e riducendo il rischio di contenziosi.

Modifiche mirate al Codice dei contratti pubblici mirano inoltre a favorire il rispetto dei tempi del PNRR, premiando l’accelerazione degli interventi.

Livelli essenziali delle prestazioni: un percorso ancora in evoluzione

Infine, la Legge di Bilancio affronta il tema delicato dei Livelli essenziali delle prestazioni (LEP), in particolare nei servizi sociali e nell’assistenza agli studenti con disabilità. Vengono definite nuove dotazioni minime di personale specializzato e avviato un sistema di monitoraggio nazionale.

Si tratta di un passaggio cruciale nel percorso di attuazione del federalismo, che tuttavia solleva interrogativi sulla reale sostenibilità finanziaria e sulla capacità di garantire standard omogenei in territori caratterizzati da profonde differenze strutturali.

Una manovra densa di opportunità, ma non priva di nodi

Nel complesso, la Legge di Bilancio 2026 offre agli enti locali un quadro normativo articolato, con nuove risorse, maggiore autonomia gestionale e strumenti innovativi, ma anche con vincoli e sfide operative rilevanti. Molto dipenderà dall’attuazione concreta delle norme e dal dialogo tra Stato, Regioni e autonomie locali.

Per Comuni e Città metropolitane, la partita si giocherà nei prossimi mesi: trasformare le disposizioni della manovra in servizi efficaci, investimenti reali e maggiore equità per i cittadini sarà il vero banco di prova della finanza locale nel triennio a venire.

Legge di Bilancio 2026: la nota sintetica per Comuni e Città Metropolitane

Qui il documento completo.

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