NASA, studente usa l’intelligenza artificiale e scopre 1,5 milioni di oggetti celesti
Uno studente americano utilizza l’intelligenza artificiale sui dati della missione NEOWISE e individua 1,5 milioni di nuovi oggetti celesti.
Scoperti 1,5 milioni di nuovi oggetti cosmici grazie all’IA,
studente premiato dalla NASA
Un giovane studente statunitense, Matteo Paz, ha ottenuto il riconoscimento ufficiale della NASA dopo aver realizzato una scoperta scientifica di grande rilievo: l’individuazione di circa 1,5 milioni di oggetti celesti finora non catalogati, grazie all’applicazione dell’intelligenza artificiale ai dati spaziali.
Analisi avanzata dei dati della missione NEOWISE
Il risultato è stato ottenuto analizzando l’enorme archivio di informazioni raccolte da NEOWISE, missione spaziale della NASA dedicata all’osservazione dell’Universo nell’infrarosso. Il telescopio ha monitorato per anni il cielo, producendo una mole di dati tale da rendere difficile l’identificazione manuale di segnali deboli o nascosti.
Matteo Paz ha sviluppato un algoritmo basato su machine learning, capace di individuare variazioni luminose e pattern ricorrenti che indicano la presenza di oggetti cosmici come stelle variabili, galassie lontane e possibili corpi substellari, precedentemente invisibili ai metodi di analisi tradizionali.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale nella scoperta
Il sistema di intelligenza artificiale utilizzato è stato addestrato su dataset astronomici già noti, permettendo al modello di riconoscere anomalie e segnali nascosti all’interno dei dati infrarossi. Questo approccio ha consentito di ampliare in modo significativo il numero di oggetti identificabili, superando i limiti delle tecniche classiche.
Secondo gli esperti, l’uso dell’IA rappresenta oggi uno strumento fondamentale per l’astronomia moderna, soprattutto in un’epoca caratterizzata da big data spaziali provenienti da missioni orbitali e telescopi avanzati.
Il riconoscimento della NASA
L’importanza del lavoro non è passata inosservata: il direttore della NASA ha elogiato pubblicamente il giovane ricercatore per l’approccio innovativo e per il contributo scientifico offerto alla comunità astronomica. La scoperta potrebbe infatti avere ricadute rilevanti nello studio dell’evoluzione stellare e della struttura dell’Universo.
Un esempio del futuro della ricerca spaziale
Il caso di Matteo Paz dimostra come la combinazione tra competenze informatiche, intelligenza artificiale e dati spaziali possa aprire nuove frontiere nella ricerca scientifica. Sempre più spesso, algoritmi intelligenti affiancano gli astronomi nell’esplorazione del cosmo, accelerando scoperte che fino a pochi anni fa avrebbero richiesto decenni.
L’impiego dell’IA nell’analisi dei dati NEOWISE potrebbe ora essere esteso ad altre missioni, contribuendo a mappare porzioni dell’Universo ancora sconosciute e a migliorare la comprensione dei fenomeni cosmici.
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