Nuovo colpo di scena: dopo le dimissioni lampo di Dario Vitale, Versace chiama Pieter Mulier. Storia di uno stilista che non voleva lavorare nella moda.
La notizia delle dimissioni lampo di Dario Vitale – direttore creativo per pochi mesi, il tempo di una sola collezione – aveva lasciato tutti a bocca aperta. Adesso, Versace ha di nuovo sorpreso tutti con la nomina di Pieter Mulier, già stilista della Maison Alaïa.
Il cambio al vertice di Versace
L’indiscrezione del possibile passaggio di Pieter Mulier era stata anticipata dalla testata WWD, ma mancava l’ufficialità. Il nome, in realtà, circolava già dall’uscita di Vitale, avvenuta all’inizio di dicembre.
L’ipotesi aveva perfettamente senso dal punto di vista strategico: il brand della Medusa sta attraversando una fase di trasformazione e di rilancio dopo l’acquisizione da parte del Gruppo Prada.
Il designer belga Pieter Mulier è stato per due decenni il braccio destro di Raf Simons, attuale co-direttore creativo di Prada insieme alla fondatrice Miuccia. Un nome, quindi, già “collaudato”: lavorando per Versace, Mulier tornerebbe a collaborare indirettamente con la cerchia stretta di Prada.

Lo stilista Pieter Mulier al CFDA, Council of Fashion Designers of America. (Photo by CHARLY TRIBALLEAU/AFP via Getty Images)
Chi è Pieter Mulier
Oltre alla convenienza strategica, pesa l’indubbio talento di Mulier, il designer che ha segnato il rinascimento di Alaïa. Sotto la sua direzione, il brand di proprietà del gruppo Richemont è diventato un marchio molto desiderato, ampiamente presente sui red carpet e (soprattutto) commercialmente solido.
Studente di architettura prima di passare alla moda, ha sfruttato la sua formazione per infondere alla moda una certa precisione tecnica, un fascino scultoreo e una fine conoscenza dei materiali. Pieter Mulier, 45 anni, ha lavorato negli anni da Jil Sander, Dior e Calvin Klein prima di passare ad Alaïa.
E pensare che non aveva mai studiato moda in senso accademico: è stato scoperto infatti da Raf Simons, che gli offrì uno stage colpito dalla sua visione creativa. L’unico stilista di cui avesse sentito parlare fino a quel momento, affermò nelle interviste, era Dries Van Noten. Raf Simons ci aveva visto giusto: che gli abbia anche offerto questa nuova, fondamentale occasione in casa Versace?
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