TgAmbiente 10 febbraio: dal caldo record agli incendi, fino alla manifattura green. Le fragilità sistemiche dell’Europa che cambia
Un quadro articolato che intreccia percezione sociale del rischio climatico, fenomeni estremi sempre più frequenti, transizione industriale e salute, restituendo l’immagine di una società europea esposta, consapevole ma ancora strutturalmente impreparata
Dalla crescente preoccupazione dei cittadini europei per il caldo estremo e gli eventi climatici, fino agli incendi record dell’estate 2025 nella penisola iberica, passando per le proposte di riconversione green dell’industria italiana e per l’aumento delle patologie oncologiche negli animali da compagnia, emerge un filo conduttore comune.
L’impatto sistemico dei cambiamenti ambientali e delle scelte produttive sulla qualità della vita, sull’economia e sulla salute. I dati e le analisi disponibili delineano un contesto che richiede risposte strutturate, preventive e integrate.
Il TgAmbiente – realizzato in collaborazione con Dire.it – racconta, ogni settimana, le notizie politiche in tema di consumi, alimentazione, agroalimentare, clima, rifiuti, energia rinnovabile, nucleare, aree protette, mobilità sostenibile, infrastrutture, grandi opere, ricerca scientifica, biodiversità e inquinamento.
Iscriviti al nostro canale Youtube, non perderti più le news video di GreenPlanner!
Le notizie del #TgAmbiente 10 febbraio 2026
Nel TgAmbiente del 10 febbraio 2026, pubblicato ogni settimana, sul nostro magazine online e sul nostro canale Youtube, l’informazione ambientale di qualità.
Clima, gli europei sono surriscaldati e impreparati
Il cambiamento climatico non è più percepito come un rischio astratto, ma come una realtà quotidiana che incide direttamente sulle condizioni di vita.
A confermarlo è un’indagine condotta a livello europeo e analizzata nel rapporto Surriscaldati e sottopreparati, pubblicato dall’Agenzia europea dell’ambiente insieme alla Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro.
Quattro cittadini su cinque dichiarano di aver già sperimentato almeno un impatto climatico significativo negli ultimi cinque anni, tra ondate di calore, incendi boschivi, alluvioni, scarsità idrica o aumento di vettori come zanzare e zecche.
La preoccupazione per il futuro appare elevata: circa la metà degli intervistati si dice molto o abbastanza allarmata dall’aumento delle temperature estreme e dal rischio incendi.
A fronte di questa consapevolezza, la capacità di adattamento risulta però limitata. Un intervistato su cinque non ha adottato alcuna misura domestica di protezione, come sistemi di ombreggiatura, ventilazione, raccolta dell’acqua piovana o coperture assicurative.
Ancora più significativo è il dato economico: oltre il 38% della popolazione europea afferma di non potersi permettere di mantenere l’abitazione adeguatamente fresca durante l’estate, evidenziando una dimensione sociale della vulnerabilità climatica.
Incendi estremi dell’estate 2025 nella penisola iberica: ecco i fattori scatenanti
L’estate 2025 ha rappresentato un punto di svolta nella storia recente degli incendi europei. Nel nord-ovest della penisola iberica si è registrato un record storico di superficie bruciata, ricostruito da uno studio internazionale che ha coinvolto, per l’Italia, il Consiglio Nazionale delle Ricerche attraverso l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima e l’Istituto di Geoscienze e Georisorse.
Gli incendi si sono sviluppati in concomitanza con un’ondata di calore eccezionale durata 16 giorni consecutivi, in un contesto di vegetazione particolarmente predisposta alla combustione.
I numeri restituiscono la portata dell’evento: un’area pari a circa il 2% del territorio europeo ha concentrato oltre il 50% della superficie totale percorsa dal fuoco nel continente fino alla fine di agosto, con circa 541.000 ettari bruciati su un totale di un milione.
Tuttavia, la ricerca sottolinea come le sole condizioni meteorologiche estreme non siano sufficienti a spiegare l’entità degli incendi, richiamando il ruolo di fattori strutturali quali la gestione del territorio, l’abbandono delle aree rurali e l’accumulo di biomassa.
Legambiente: 30 proposte per rilanciare la manifattura italiana
Nel contesto della transizione ecologica, la riconversione del sistema produttivo assume un ruolo centrale. Con il Libro bianco sulla riconversione green dell’industria italiana, Legambiente propone 30 interventi articolati su otto settori chiave e sei pilastri strategici per rafforzare competitività e sostenibilità della manifattura nazionale.
Energia, bioeconomia, economia circolare, risorse idriche e agroecologia sono al centro di un percorso che punta a superare ritardi normativi, lentezze autorizzative e costi energetici elevati.
Decarbonizzazione, innovazione, legalità, nuova occupazione green e inclusione sociale rappresentano i capisaldi di una strategia che mira a coniugare tradizione industriale e nuove traiettorie tecnologiche.
Secondo l’associazione ambientalista, solo colmando i vuoti regolatori e rafforzando i controlli ambientali sarà possibile liberare il potenziale di un settore ancora frenato da criticità strutturali.
Il cancro colpisce 1 cane su 4, troppe diagnosi tardive
Gli effetti dell’ambiente e dello stile di vita si riflettono anche sulla salute animale. Il cancro è oggi una delle principali malattie croniche negli animali da compagnia, con una stima che indica un cane adulto su quattro colpito nel corso della vita, percentuale che sale a circa il 50% oltre i dieci anni di età.
Nonostante l’elevata incidenza, molte diagnosi avvengono in fase avanzata, spesso perché i segnali iniziali vengono confusi con il normale invecchiamento.
Fattori ambientali come l’esposizione prolungata al sole, soprattutto per animali dal pelo chiaro, l’obesità, la sedentarietà e il contatto con agenti chimici o inquinanti contribuiscono ad aumentare il rischio oncologico.
Un quadro che richiama l’importanza della prevenzione e di una maggiore attenzione al contesto ambientale condiviso tra esseri umani e animali.
L'articolo TgAmbiente 10 febbraio: dal caldo record agli incendi, fino alla manifattura green. Le fragilità sistemiche dell’Europa che cambia è stato pubblicato su GreenPlanner Magazine.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0




