Vanuatu, arcipelago primordiale del Pacifico tra vulcani attivi, culture ancestrali e isole che sfuggono al tempo

Gen 5, 2026 - 00:00
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Vanuatu, arcipelago primordiale del Pacifico tra vulcani attivi, culture ancestrali e isole che sfuggono al tempo

Vanuatu emerge dal Pacifico come una costellazione frastagliata di terre verdi e nere, affiorate lungo una linea che taglia l’oceano da settentrione a meridione. Un totale di 83 isole che formano uno Stato giovane nella sua identità istituzionale, mentre la profondità del tempo permea villaggi, coste e alture. Prima ancora che mappe e confini europei prendessero forma, canoe oceaniche guidate da navigatori Lapita solcarono queste acque, approdando su spiagge remote e lasciando ceramiche, utensili e tracce insediative che orientano archeologi e studiosi pure adesso.

L’arcipelago, infatti, occupa una posizione cruciale tra Australia, Nuova Caledonia, Fiji e Isole Salomone, crocevia naturale di correnti marine, rotte ancestrali e scambi culturali. Le isole sorgono lungo una frattura della crosta terrestre, scenario di spinte tettoniche continue che alimentano crateri attivi, altipiani fertili e rilievi improvvisi. Da tale relazione nascono i sistemi kastom, strutture sociali e spirituali che regolano la vita collettiva attraverso rituali, danze, gerarchie e narrazioni mitiche.

L’assenza di una trasformazione urbana invasiva, tra le altre cose, ha preservato insediamenti costruiti con legno, foglie intrecciate e fibre vegetali, oltre a una produzione artistica intensa fatta di sculture, maschere e simboli cerimoniali. Scopriamo insieme quali sono le sue isole più belle.

Efate

Il primo contatto con l’arcipelago avviene lungo una baia che per secoli ha funzionato da approdo naturale: quella di Efate. Attorno a questa insenatura si è sviluppata Port Vila, centro politico e amministrativo del Paese e città che concentra infrastrutture, mercati e funzioni statali. Le colline che la circondano derivano da antiche colate basaltiche ormai addolcite dal tempo, mentre la costa disegna curve profonde che spiegano l’interesse coloniale europeo.

Allontanandosi dal perimetro cittadino il territorio cambia registro, al punto che il visitatore si trova al cospetto di campi coltivati a igname e filari di palme da cocco che, a loro volta, sono interrotti da corsi d’acqua che precipitano in sistemi naturali articolati. Meravigliose, per esempio, sono le Cascate di Mele che scorrono tra pareti calcaree avvolte da vegetazione compatta, mentre il bacino dell’Eton Blue Hole, alimentato da sorgenti sotterranee, presenta una tonalità intensa dovuta alla filtrazione carsica. Per quanto riguarda il mare, da non perdere è White Sands Beach, con sabbia chiara, fine e bordata da pandani e acque calme che riflettono il cielo del Pacifico.

Espiritu Santo

Chi arriva e Espiritu Santo si rende subito conto che qui l’orizzonte muta radicalmente: alterna montagne, pianure costiere e foreste intatte. Verso l’interno si innalzano rilievi coperti da vegetazione primaria, culminanti nel Tabwemasana, la vetta più alta del Vanatu. Le pendici ospitano alberi kauri imponenti, mentre il versante orientale digrada in zone pianeggianti utilizzate per l’allevamento bovino, raro nel contesto melanesiano.

Sulla costa orientale si apre una delle spiagge più celebri dell’intero Pacifico meridionale: Champagne Beach. Deve il nome all’effervescenza prodotta dalle sorgenti sottomarine che, in particolari condizioni di marea, rilasciano bolle visibili in superficie.

Champagne Beach, Vanuatu
iStock
La bellissima Champagne Beach

Sott’acqua, invece, risposano reperti bellici come quello della SS President Coolidge, affondata nel 1942.

Tanna

A Tanna la relazione tra terra e comunità assume una forma diretta e continua. Il monte Yasur domina il paesaggio con un’attività quasi costante, percepibile sia visivamente sia acusticamente. Il vulcano rappresenta un riferimento spirituale e culturale, integrato nei racconti e nei rituali locali. Intorno si distribuiscono villaggi kastom che mantengono sistemi sociali tradizionali basati su capi tribali e pratiche ancestrali.

La costa orientale presenta spiagge scure e aree geotermiche attive, con sorgenti calde che emergono direttamente lungo il litorale. Le abitazioni utilizzano materiali vegetali e seguono logiche rituali nella disposizione degli spazi. Nonostante una certa esposizione mediatica internazionale, l’isola conserva una struttura sociale autonoma, regolata da consuetudini tramandate oralmente.

Ambrym

Il suolo scuro anticipa il carattere di Ambrym, ovvero un’isola plasmata da un’intensa attività vulcanica. Due sistemi principali, Benbow e Marum, occupano l’altopiano centrale, entrambi caratterizzati da crateri multipli e laghi di lava persistenti. L’interno appare aspro, segnato da ceneri consolidate e vegetazione adattata a condizioni estreme.

L’energia del sottosuolo si riflette nelle pratiche culturali. Ambrym è infatti conosciuta per le danze Rom, cerimonie che prevedono maschere lignee monumentali e costumi in fibre naturali che sono cariche di significato simbolico. Le coste, prive di grandi spiagge chiare, offrono fondali marini ricchi e poco frequentati, mentre le strutture ricettive restano essenziali.

Malekula

La complessità culturale raggiunge uno dei suoi vertici a Malekula che è un’isola dalla forma inconfondibile (vista dall’alto appare come la sagoma di un cane). Qui comunità differenti occupano territori specifici, ciascuna con lingua, tradizioni e strutture rituali proprie. Il nord è storicamente legato ai Big Nambas, mentre la fascia orientale presenta villaggi costieri affacciati su acque calme e spiagge ombreggiate da palme.

La produzione artistica si esprime attraverso sculture funerarie, maschere e oggetti cerimoniali in legno, spesso legati a riti di passaggio. A sud, l’arcipelago delle Maskelynes è la culla di praterie di erba marina che costituiscono un habitat ideale per i dugonghi, presenza rara e simbolica della biodiversità marina di Vanuatu. Sul versante orientale, invece, si trova Aop Beach, una lunga distesa di sabbia chiara incorniciata da palme da cocco e lambita da acque che presentano tonalità turchesi e un moto moderato, adatto alle attività di pesca tradizionale.

Pentecost

Un profilo montuoso attraversato da vallate profonde definisce il paesaggio di Pentecost. Da queste parti prende forma uno dei rituali più noti dell’Oceania, il naghol, legato al ciclo agricolo dell’igname. Torri di legno vengono costruite stagionalmente e utilizzate per lanci rituali con liane naturali legate alle caviglie, gesto che sancisce coraggio, maturità e appartenenza.

Il calendario culturale risulta denso di cerimonie dedicate alla fertilità, alla pioggia e alla coesione sociale. Le comunità mantengono un’organizzazione tradizionale forte, con un rapporto diretto tra pratiche agricole, credenze spirituali e struttura sociale.

Gaua

Infine Gaua, che emerge nel settore settentrionale dell’arcipelago e che si distingue per la presenza di un vasto lago interno: il Letas. Tale bacino occupa la caldera di un antico vulcano e alimenta la Cascata Siri, che si riversa verso la costa attraverso una gola lavica. L’ambiente appare isolato e scarsamente antropizzato, con foreste umide e sentieri utilizzati da generazioni.

Gaua custodisce monoliti litici utilizzati per danze rituali e assemblee comunitarie, testimonianza di pratiche cerimoniali antiche. L’isolamento geografico ha favorito la conservazione di una biodiversità elevata e di sistemi culturali poco alterati da influenze esterne.

Come arrivare

L’accesso internazionale a Vanuatu avviene principalmente tramite l’aeroporto Bauerfield di Port Vila, sull’isola di Efate. Collegamenti aerei regionali partono da Australia, Nuova Caledonia, Fiji e Isole Salomone, spesso con scali intermedi. Altri scali rilevanti si trovano a Luganville, su Espiritu Santo, e sull’isola di Tanna.

I trasferimenti interni privilegiano il trasporto aereo leggero, vista la dispersione geografica dell’arcipelago. A disposizione dei visitatori ci sono anche imbarcazioni che collegano alcune isole principali, sebbene le traversate risultino lunghe e soggette alle condizioni marine. In sostanza, raggiungere Vanuatu richiede pianificazione e tempo, ma sono proprio questi gli elementi che contribuiscono a preservarne l’autenticità e l’eccezionale integrità culturale.

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Redazione Redazione Eventi e News