A Giannutri le api “contano”
Un nuovo metodo gentile per contare le api e salvare gli impollinatori è stato sperimentato nell’isola di Giannutri da un team di ricercatori delle Università di Pisa e Firenze
Contare le api non è solo una curiosità scientifica: oggi è una necessità urgente. Gli impollinatori stanno diminuendo in tutto il mondo e senza numeri affidabili – su quante api ci sono davvero, dove, e come cambiano nel tempo – è difficile proteggere la biodiversità con strumenti davvero efficaci.
È proprio da questa urgenza che nasce Contare l’incontabile, lo studio delle Università di Pisa e Firenze che ha validato per la prima volta un metodo innovativo per stimare l’abbondanza degli impollinatori senza catturarli, senza marcarli e senza stressarli.
La ricerca è stata condotta sull’isola di Giannutri e pubblicata sulla rivista Insect Conservation and Diversity della Royal Entomological Society. Una piccola isola, tre specie di api, un obiettivo grande: misurare il declino per fermarlo.
Perché oggi è fondamentale contare le api (e farlo bene)
Il declino degli impollinatori è diventato uno dei segnali più chiari della crisi della biodiversità. Api, bombi e altri insetti impollinatori non sono solo sentinelle ecologiche: sono anche ingranaggi invisibili del nostro sistema alimentare e della resilienza degli ecosistemi naturali.
Eppure, c’è un problema che spesso resta sullo sfondo: contare le api è difficile. Sono piccole, veloci, numerosissime, e spesso vivono in ambienti complessi dove la visibilità cambia di metro in metro.
Finora, molte metodologie si sono basate su cattura e marcatura di grandi quantità di individui: procedure lunghe, impegnative e non sempre compatibili con l’obiettivo primario della conservazione.
La svolta: un metodo non invasivo per stimare l’abbondanza assoluta
Il team di Pisa e Firenze ha sperimentato e validato un protocollo che permette di stimare quante api ci sono realmente in un’area, senza ricorrere alla cattura.
Il metodo si basa su un approccio relativamente semplice nella teoria, ma complesso da rendere robusto per gli insetti. Tant’è che i ricercatori hanno dapprima percorso in lungo e largo l’isola disegnando dei percorsi prestabiliti (transect) sull’isola.
Quindi si sono effettuati campionamenti a vista e poi si si contano gli insetti osservati stimando anche la loro distanza rispetto all’osservatore Questa combinazione consente di costruire stime quantitative solide, calibrate sulle condizioni del campo.
Come spiega Alessandro Cini, professore associato al Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa e autore dello studio: “è un metodo promettente e non invasivo per stimare l’abbondanza degli animali, ma è stato usato soprattutto su specie di vertebrati di grandi dimensioni e ben visibili, solo raramente su insetti piccoli come in questo caso“.
Giannutri: il laboratorio naturale perfetto per validare il metodo
Il lavoro si è svolto sull’isola di Giannutri, un ambiente ideale per testare un sistema di monitoraggio di precisione per gli impollinatori.
Qui i ricercatori hanno studiato sia l’Anthophora dispar, un’ape solitaria, ma anche il Bombus terrestris, il bombo terrestre e le api mellifere allevate (Apis mellifera).
Due delle popolazioni monitorate sono indicate come in forte declino e, proprio per questo, la possibilità di misurare trend reali e variazioni stagionali assume un valore strategico.
Ha partecipato allo studio lato Università di Pisa Alessandro Cini e Marco Penco. Per l’Università di Firenze sono scesi in campo Claudia Bruschini, Olga Barghigiani, Adele Bordoni, Lorenzo Pasquali, Vania Salvati, Leonardo Dapporto.
L'articolo A Giannutri le api “contano” è stato pubblicato su GreenPlanner Magazine.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0




