Agea forma i primi 40 volontari per il Servizio civile agricolo
Roma, 10 feb. (askanews) – Parte il servizio civile agricolo. Alla presenza del ministro Francesco Lollobrigida, questa mattina presso l’Auditorium Giuseppe Avolio, il patronato Inac (Istituto nazionale assistenza cittadini), CIA-Agricoltori Italiani e Agea hanno presentato il progetto “Facilitazione per l’Agricoltura Sostenibile” inserito nella cornice del servizio civile agricolo.
Agea è partner formativo di questo percorso che garantisce a 40 giovani dai 18 ai 28 anni la possibilità di acquisire competenze trasversali in ambito agricolo e agroalimentare, incentivando prioritariamente l’aspetto dell’innovazione tecnologica nel settore primario. Il progetto, in questa prima fase sperimentale, garantisce una capillare articolazione territoriale: le regioni coinvolte sono Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Lombardia, Molise, Sardegna, Sicilia, Toscana e Veneto.
Il percorso formativo si articola in 12 mesi e prevede 32 ore di formazione generale e 72 ore di formazione specifica su sicurezza sul lavoro, agricoltura di precisione, norme a sostegno dell’imprenditoria giovanile e, specificamente di competenza di Agea, studio della Carta Nazionale dell’uso del Suolo e dei sistemi di monitoraggio satellitare (AMS), dello stato delle colture, dei bisogni idrici e dei nutrienti del terreno. Il volontariato è retribuito e l’impegno richiesto è di 25 ore settimanali.
Il servizio civile agricolo è un investimento sulle competenze dei giovani finalizzato anche all’accompagnamento nella costruzione del proprio futuro lavorativo. Valorizzando l’esperienza maturata nel Servizio Civile, infatti, si è evidenziato come i giovani selezionati non saranno semplici volontari ma veri e propri “facilitatori digitali”, in grado di ridurre il gap digitale nelle zone montane e rurali e, si legge nelle specifiche del bando, di promuovere “la biodiversità e l’agricoltura sociale”.
Per il ministro Lollobrigida “il servizio civile agricolo offre ai giovani l’opportunità di conoscere da vicino il mondo dell’agricoltura e di valorizzarne le competenze. Sono ragazzi straordinari, fondamentali per rendere le aziende più innovative, più efficienti e più competitive. Iniziative come questa dimostrano che investire sul ricambio generazionale significa costruire un futuro solido per il settore agricolo. Non si tratta di manodopera a basso costo, ma di un investimento che deve garantire ai giovani reddito, competenze e prospettive”.
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