ALBERTO TRENTINI ospite a CHE TEMPO CHE FA: “Le condizioni di prigionia erano molto dure”

Febbraio 1, 2026 - 23:30
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ALBERTO TRENTINI ospite a CHE TEMPO CHE FA: “Le condizioni di prigionia erano molto dure”
“In una situazione come questa si prova, più che stupore, disperazione, perché non sai per cosa verrai scambiato, quando verrai scambiato, se la trattativa funzionerà…Ci illudevamo che anche se eravamo pedine di scambio, sarebbero stati scambi veloci, ma erano tutte illusioni nostre, che ci creavamo da soli”, ha esordito Alberto Trentini, ospite sul Nove a Che Tempo Che Fa.
ALBERTO TRENTINI SULLA SUA CELLA
“La cella Rodeo 1 – ma ne ho cambiate molte – erano tutte due metri per quattro con una turca che faceva anche da doccia, eravamo in due in cella. I cambi di cella non erano mai giustificati, come nessun’altra azione del resto: venivano, ti dicevano di vestirti, di prendere le tue poche cose e ti cambiavano di cella. Le condizioni di prigionia erano molto molto dure. Avevamo l’acqua per farci la doccia e per la latrina due volte al giorno, a orari sempre differenti. Non c’era nessuna opportunità di svago, pochissimi libri. Mi avevano sequestrato gli occhiali quindi ero in difficoltà”.
ALBERTO TRENTINI SUI SUOI PENSIERI DURANTE LA DETENZIONE
“Come tante altre cose la detenzione per me ha avuto una prima fase molto dura di disorientamento, fino a quando ho potuto fare la prima telefonata a casa dopo sei mesi, che è durata cinque minuti, ma ho capito che i miei genitori stavano bene o “benino”, come dicono loro. Prima di questo i miei pensieri non erano molto lucidi, pensavo continuamente a come uscire.. Questa trattativa, quell’altra trattativa..I cento giorni di Trump…Ci inventavamo teorie, che in realtà non si sono mai verificate. Dopo questa prima telefonata mi sono un attimo tranquillizzato, ho preso un po’ il controllo delle mie idee, complici gli scacchi, anche che avevamo sviluppato un sistema di informazione tra detenuti. Riguardo alle condizioni dei miei genitori e in generale dell’Italia nei primi sei mesi non sapevo assolutamente niente”.
ALBERTO TRENTINI E L’ESPERIENZA CON LA MACCHINA DELLA VERITÁ
“Mi hanno trasportato in una bella casa di Caracas dove sono stato delle ore in attesa, poi mi hanno portato in una stanza molto calda, dove il funzionario mi ha spiegato il funzionamento, mi ha cominciato a fare delle domande insistendo molto sul terrorismo, sullo spionaggio, sul fatto che sono laureato in storia ha provato a dirmi che il servizio militare in italia è obbligatorio quindi sicuramente lo avevo fatto, io gli ho spiegato che non è più obbligatorio… Abbiamo avuto un dialogo a volte cordiale a volte meno e poi è iniziata questa sessione con la macchina della verità. Sono 12 domande, tre gruppi da quattro, tre sono domande che ti possono incriminare tipo: “sei venuto in Venezuela per rovesciare il regime?” e poi c’è una domanda alla quale devi mentire e lo concordi con l’intervistatore, per esempio: “Hai mai litigato con tuo padre?” e io dovevo dire “No”. Io gli ho chiesto se poteva farmi domande meno ovvie..E in sostanza faceva di tutto per farmi sbagliare, e poi era molto caldo, sudavo, hai dei sensori ai polpastrelli e sul collo…Poi borbottavano tra loro facendosi sentire per innervosirmi. Quello che facevano era giustificare ai miei occhi o a quelli del sistema la mia detenzione”.
ALBERTO TRENTINI SULLE PUNIZIONI PER GLI SCIOPERI DELLA FAME
“Ci sono persone che sono state punite anche duramente per aver fatto scioperi della fame. Era proprio una loro fissazione. Chi è stato mandato al famoso quarto piso, cioè al quarto piano dove c’erano delle celle simili alle nostre ma venivi obbligato a entrarci nudo, ammanettato e rimanere lì per giorni a dormire per terra. Questa era la punizione più frequente. Altrimenti molte persone sono state intubate, nel senso che sono state nutrite forzatamente attraverso l’esofago. Chi ho visto uscire da questo trattamento l’ho visto traumatizzato, non era la stessa persona almeno per i primi giorni. Molto molto duro”.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia