Amazon, nuova accusa di frode fiscale: perquisiti 7 dirigenti
La guardia di finanza di Monza ha eseguito oggi una serie di perquisizioni nei confronti di Amazon e di alcuni suoi manager, in una nuova inchiesta della Procura di Milano per una presunta frode fiscale da centinaia di milioni di euro sul colosso statunitense della logistica. Il pm Elio Ramondini ipotizza l’esistenza di una stabile organizzazione occulta in Italia di Amazon dal 2019 e fino al luglio 2024, data in cui la multinazionale fondata da Jeff Bezos ha annunciato che tutti i servizi di vendita e logistica (più altri come lo stoccaggio, spedizioni), offerti dalla società di diritto lussemburghese Amazon Services Europe sarl, titolare del marchio Amazon.it, sarebbero passati in blocco a un’altra società lussemburghese (Amazon EU sarl) e stati fatturati “dalla filiale del paese” in cui si trova l’attività dei venditori applicando “il regime fiscale di quel paese”. Sette dirigenti di Amazon, non indagati, e gli uffici della società di revisione KPMG (non indagata), sono stati perquisiti dai militari delle fiamme gialle alla ricerca di computer, hard disk e dispositivi informatici su cui sono archiviate le email del personale, licenziato e riassunto a cavallo di quella decisione di quasi 2 anni fa, proprio per dimostrare la stabile presenza in Italia prima dell’1 agosto.
L’inchiesta sulla logistica delle merci della multinazionale
Lo stesso pm Ramondini è il titolare dell’inchiesta che ha riguardato l’intero modello di business su cui si regge la logistica delle merci della multinazionale fondata nel 1999, per verificare se la circolazione dei beni, in particolare cinesi, fosse conforme ai regimi fiscali e doganali vigenti, e sull’iva delle vendite a distanza elettroniche dentro la Ue che si è chiusa a dicembre con una transazione da oltre mezzo miliardo di euro con il fisco italiano. Amazon Italia Transport invece è finita indagata dai pubblici ministeri Paolo Storari e Valentina Mondovì nel luglio 2024 per una frode fiscale sull’utilizzo di fatture false per schermare somministrazioni di manodopera nel settore dei corrieri che ha portato al sequestro preventivo d’urgenza da 121 milioni di euro. Indagine che si è conclusa con il versamento di circa 180 milioni di euro e l’adeguamento dei modelli organizzativi e dell’algoritmo che governava il ciclo di lavoro delle imprese subappaltanti. Sempre per una presunta “stabile organizzazione occulta” in Italia, nel 2017 Amazon ha transato con 100 milioni di euro per chiudere un contenzioso Ires sul periodo 2009-2014.
Amazon: “Sorpresi e preoccupati da azioni sproporzionate Procura”
“Amazon paga tutte le tasse dovute in Italia ed è uno dei primi 50 contribuenti del Paese. Siamo tra i maggiori investitori stranieri in Italia, con oltre 25 miliardi di euro investiti negli ultimi 15 anni e oltre 19.000 dipendenti a tempo indeterminato. Il 18 marzo 2025 abbiamo presentato una istanza di cooperazione e collaborazione rafforzata all’Agenzia delle Entrate, chiedendo una conferma formale sul corretto inquadramento fiscale delle nostre attività, le stesse che sono oggetto dell’azione odierna della Procura. L’istanza è stata dichiarata ammissibile il 15 maggio 2025 e il relativo procedimento è attualmente in corso. Durante questo periodo, abbiamo continuato a pagare tutte le imposte richieste”. Lo dichiara Amazon in merito alle perquisizioni eseguite oggi dalla Guardia di finanza di Monza nei confronti della società e di alcuni suoi manager, nell’ambito di una nuova inchiesta della Procura di Milano per una presunta frode fiscale da centinaia di milioni di euro sul colosso statunitense della logistica. “È quindi sorprendente e profondamente preoccupante che, mentre siamo attivamente impegnati in questo dialogo trasparente con le autorità fiscali italiane per ottenere chiarezza su questioni tecniche complesse, la nostra azienda e i nostri dipendenti continuino a essere oggetto di azioni aggressive e del tutto sproporzionate da parte della Procura. Contesti normativi imprevedibili, sanzioni sproporzionate e procedimenti legali prolungati incidono sull’attrattività dell’Italia come destinazione di investimento”, sottolinea Amazon.
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