Askatasuna, appello di Meloni all’opposizione. Piantedosi: “Con il pacchetto sicurezza sarebbe andata diversamente”
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il Governo ribadiscono il pieno sostegno alle forze dell’ordine e, in questa delicata fase – anche alla luce delle dichiarazioni della segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein – intendono rivolgere all’opposizione un appello a una stretta collaborazione istituzionale”. E’ quanto si legge nella nota diffusa da palazzo Chigi al termine della riunione presieduta dalla premier “per fare il punto sui recenti gravi episodi di violenza contro le forze dell’ordine e sui provvedimenti da adottare a garanzia della sicurezza dei cittadini e dell’ordine pubblico”. Al vertice hanno preso parte i vicepresidenti del Consiglio Antonio Tajani (in collegamento da Palermo) e Matteo Salvini, i ministri Matteo Piantedosi (Interno), Guido Crosetto (Difesa) e Carlo Nordio (Giustizia), i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, nonché il capo della Polizia Vittorio Pisani, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Salvatore Luongo e il comandante generale della Guardia di Finanza Andrea De Gennaro.
Piantedosi: “Matrice eversiva, con il pacchetto sicurezza sarebbe andata diversamente”
“Finalità e metodi di quel corteo hanno una evidente matrice eversiva e, quindi, potenzialmente terroristica, che va affrontata con strumenti adeguati”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nel corso di una intervista a La Stampa, a proposito degli incidenti avvenuti a Torino durante la manifestazione a sostegno del centro sociale Askatasuna. “L’efficacia del dispositivo di sicurezza – dice – è testimoniata dall’identificazione di circa 800 persone, di cui più di 50 straniere, nelle ore antecedenti lo svolgimento della manifestazione”.
Secondo Piantedosi se fosse già stato approvato il l nuovo pacchetto sicurezza di cui si sta discutendo la situazione sarebbe andata diversamente. “Probabilmente si: il filtro preventivo avrebbe potuto essere rafforzato dalla possibilità di praticare il fermo di polizia per almeno 12 ore, misura che abbiamo previsto tra le norme da approvare. È rivolta proprio a bloccare preventivamente soggetti di cui già si conoscono intenzioni e attitudini”. Dice.
C’è chi la vede come una norma eccessiva, da Stato di polizia. “Qualcosa del genere esiste già in alcuni ordinamenti europei senza che nessuno gridi all’attentato alla democrazia”, dichiara. Meloni fa appello alla magistratura, affinché non si risolva tutto con un nulla di fatto, come in passato. “Per ottenere risultati occorre ovviamente anche il concorso di un sistema giudiziario che finalmente prenda atto che in simili circostanze non si pratica la libera manifestazione del pensiero, ma tentativi organizzati di sovvertire l’ordine democratico, portando la devastazione nelle nostre città”, ribadisce Piantedosi.
Nuovi provvedimenti in Cdm questa settimana
“I temi della sicurezza sono al centro delle preoccupazioni degli italiani e del Parlamento, che se ne occuperà sia nelle comunicazioni che farà il ministro dell’Interno Piantedosi già domani, e poi nei provvedimenti che il governo sta mettendo a punto e che esaminerà il Consiglio dei Ministri previsto questa settimana”. Lo ha annunciato il capogruppo al Senato di FI, Maurizio Gasparri, lasciando palazzo Chigi dopo la riunione convocata dalla premier Giorgia Meloni per fare il punto sulle nuove del decreto sicurezza dopo gli scontri avvenuti durante la manifestazione per il centro sociale Askatasuna. “C’è un’emergenza e i fatti di Torino hanno dimostrato che c’è un’organizzazione, che già c’era in realtà ma che ha manifestato la sua virulenza quasi diventando un fatto di terrorismo di fronte al quale il paese, per richiesta diffusa di tutti i cittadini e condanna che noi riteniamo sia sincera di tutte le forze politiche, induce a delle iniziative ulteriori nel solco della nostra tradizione giuridica, nel rispetto dei principi costituzionali, ma con l’obiettivo di un’azione sempre più efficace”, ha concluso il senatore.
“Già esistono molte norme, se sarà necessario introdurne ulteriori o migliorare quelle che ci sono poi saranno valutazioni che farà il Consiglio dei Ministri e che poi saranno comunque sottoposte al vaglio del Parlamento”, ha quindi aggiunto Gasparri spiegando di aver partecipato alla riunione visto l’impossibilità di Antonio Tajani di essere presente a palazzo Chigi. Il segretario di FI, ha spiegato, “si sta spostando da Palermo a Cagliari, e non poteva annullare queste visite altrimenti si sarebbe detto che non era sensibile alle zone colpite dal maltempo. Quindi ha partecipato e seguito” in collegamento, “è intervenuto e ha detto la sua, poi con gli interlocutori politici io ho seguito in continuità e in rappresentanza”.
Sulla presenza nella sede del governo dei vertici delle forze dell’ordine, ha quindi replicato: “Io mi sono confrontato con esponenti politici. Immagino ci saranno altre riunioni in vista della preparazione del Consiglio dei ministri. Io mi confronto con colleghi politici”. Riguardo poi al fermo preventivo, ha spiegato il capogruppo, “se ne è discusso però un tema da approfondire e che approfondirà il governo tenendo conto dei principi giuridici che vigono nel nostro paese. Già adesso un tifoso che non può andare allo stadio viene chiamato a firmare all’ora della partita per avere la garanzia che all’ora della partita stia in un commissariato e non allo stadio. Non è un fermo ma molte volte in Italia ci si dimentica di norme che sono in vigore. L’obiettivo è quello di impedire concentrazioni di persone, come contrastare questi fenomeni sarà un compito che sarà approfondito dal governo e dal Parlamento, che è il luogo dove poi si varano i provvedimenti”.
Boccia (Pd): “Violenze inaccettabili, condanna senza esitazione”
Le immagini di guerriglia urbana a Torino sono “inaccettabili” e vanno condannate “senza esitazioni e senza ambiguità”. Lo afferma il capogruppo del Pd al Senato Francesco Boccia in una intervista al Messaggero in cui ribadisce la netta condanna del Partito democratico per le violenze contro forze dell’ordine, giornalisti e città, sottolineando che tali atti “non hanno nulla a che vedere con il dissenso democratico”. Boccia respinge l’idea che la condanna della violenza possa diventare terreno di scontro politico: “È un dovere democratico, non un fatto occasionale”. In questo quadro richiama l’iniziativa della segretaria Elly Schlein, che ha contattato direttamente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni per chiedere unità istituzionale sui temi della sicurezza, ribadendo però che difesa delle forze dell’ordine e tutela dei diritti fondamentali, a partire dal diritto di manifestare, devono procedere insieme.
Il capogruppo dem respinge con forza le accuse provenienti dalla destra di una presunta “copertura politica” dei violenti da parte del centrosinistra, definendole “false e irresponsabili” e accusando il governo e la maggioranza di costruire una narrazione pericolosa che utilizza episodi criminali per delegittimare il dissenso e l’opposizione. Particolarmente dure le parole nei confronti delle dichiarazioni dell’esponente di FdI Mollicone, giudicate un tentativo di trasformare una vicenda di ordine pubblico in una “clava politica”. Boccia sottolinea inoltre come a Torino la stragrande maggioranza dei partecipanti alla manifestazione fosse pacifica e denuncia una gestione a “due pesi e due misure” da parte della destra, che mostrerebbe severità verso le proteste sociali ma tolleranza verso realtà come CasaPound o gruppi neofascisti. “Criminalizzare una manifestazione o una comunità politica – avverte – non è compatibile con uno Stato di diritto”.
Boccia (Pd): “No alle scorciatoie autoritarie”
Sul decreto sicurezza annunciato dal governo, Boccia esprime una netta contrarietà, in particolare rispetto all’ipotesi di fermo preventivo dei manifestanti, definita una “scorciatoia autoritaria” che utilizza la violenza di pochi per restringere i diritti di tutti. Stesso giudizio sull’idea di un obbligo di cauzione per manifestare, che secondo il Pd trasformerebbe un diritto costituzionale in un privilegio riservato a chi può permetterselo, introducendo una discriminazione economica. Quanto alle politiche alternative, il capogruppo dem indica come priorità maggiori investimenti per le forze dell’ordine, più formazione, mezzi adeguati e tutele giuridiche per chi opera nel rispetto delle regole, insieme a politiche sociali capaci di ridurre le tensioni. Per evitare il ripetersi di episodi come quelli di Torino, Boccia indica la necessità di isolare i violenti, rafforzare prevenzione e intelligence, dialogare con i territori e abbassare il livello di conflitto sociale. Infine, rispondendo alle critiche del ministro dell’Interno Piantedosi, Boccia rivendica che il Pd si occupa da sempre di sicurezza, ma senza ridurla alla sola repressione, e mette in guardia contro una deriva che “usa la paura come collante politico”. “Sicurezza e diritti – conclude – si rafforzano a vicenda. Noi saremo sempre dalla parte della Costituzione, delle forze dell’ordine e della democrazia”.
Gasparri: “Da Schlein mi aspetto ampia condivisione”
“La segretaria del Pd Schlein ha chiesto di non strumentalizzare i fatti di Torino? Noi ribaltiamo il concetto e invitiamo tutti a collaborare al contrasto a fenomeni di violenza. Siccome tutti li condannano a parole ci aspettiamo un’ampia condivisione di norme tese a rafforzare l’ordine pubblico, la sicurezza dei cittadini e anche delle forze dell’ordine perché è inutile andare a trovare in ospedale feriti e negare poi delle misure di tutela”. Così il capogruppo al Senato di FI, Maurizio Gasparri, lasciando palazzo Chigi dopo la riunione convocata dalla premier Giorgia Meloni per fare il punto sulle nuove del decreto sicurezza dopo gli scontri avvenuti durante la manifestazione per il centro sociale Askatasuna. “Ci aspettiamo da Schlein e dagli altri un’ampia e forte condivisione, già dalle discussioni che faremo nelle prossime ore che riguarderanno le informazioni su quanto è avvenuto. I provvedimenti poi li discuteremo quando saranno stati varati quando il governo sarà pronto per proporli al Parlamento”, ha aggiunto. “Dobbiamo ancora decidere le modalità di riunioni del Parlamento” sui fatti di Torino, “se è un’informativa o comunicazioni con voti. Io penso che si debba votare e fare una mozione, un atto di indirizzo. E mi auguro che ci sia l’unanimità visto che tutti condannano la violenza e chiedono maggiore fermezza dello Stato”, ha concluso Gasparri sottolineando che “l’importante è stare dalla parte della legge e dell’ordine, senza ambiguità”.
Cucchi (Avs): “Meloni chieda scusa, incapace proteggere manifestanti”
“Ieri abbiamo tutti condannato la violenza che ha insanguinato le strade di Torino. Ho visto che Giorgia Meloni ci ha messo poche ore a raggiungere l’argento rimasto ferito. Ha fatto bene a esprimere la propria solidarietà, e ci mancherebbe altro. Ci rimane però qualche domanda da farle, e con lei anche al resto del governo. Premier Meloni, ha espresso solidarietà anche al signore della seconda foto, abbandonato nelle condizioni che vedete dopo essere stato manganellato?”. Lo scrive sui social la senatrice di Avs Ilaria Cucchi. “E poi, se possibile ancora più importante, ha per caso trovato il coraggio di chiedere scusa a tutti, agenti, giornalisti, cittadini, per quello che è successo? – aggiunge – Perché sembra che ce ne siamo dimenticati, ma al governo ora c’è chi fa propaganda 24 ore al giorno e sette giorni su sette sulla sicurezza, sostenendo che viviamo in un Paese in cui finalmente la legge viene fatta rispettare dopo anni e anni di illegalità. Meloni, Salvini, Piantedosi. Quelli che ora si lamentano dei disordini che si sono scatenati, sono proprio gli stessi che avrebbero dovuto fare di tutto per scongiurarli. Invece niente, nessuna assunzione di responsabilità. La destra approva un nuovo pacchetto sicurezza ogni sei mesi. E allora come è possibile che una manifestazione pacifica si trasformi negli scontri che abbiamo visto ininterrottamente sui loro profili social nelle ultime 24 ore? Ecco, approfittiamo dei nostri canali social per fare un’operazione-verità. Vogliamo ricordare a tutti quelli che si sono dimenticati di parlarne che la manifestazione è stata soprattutto quella che vedete nella terza foto. Decine di criminali sono stati strumentalizzati per farci dimenticare le migliaia di ragazzi e ragazze perbene che hanno rivendicato le loro ragioni come si dovrebbe fare in una democrazia. Pacificamente e liberamente, per le strade di una città. Quelle che il governo sembra incapace di proteggere per più di un’ora”, conclude Cucchi.
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