Askatasuna, Piantedosi alla Camera: “Dinamiche terroristiche”. Meloni: “Non arretriamo su norme, spero in impegno comune” – La diretta

Febbraio 4, 2026 - 12:00
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Askatasuna, Piantedosi alla Camera: “Dinamiche terroristiche”. Meloni: “Non arretriamo su norme, spero in impegno comune” – La diretta

Comunicazioni alla Camera del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi dopo gli scontri avvenuti a Torino sabato 31 gennaio. Nel capoluogo piemontese, in seguito al corteo organizzato in solidarietà del centro sociale Askatasuna, è partita una guerriglia tra manifestanti e forze dell’ordine. Il governo Meloni e le opposizioni hanno condannato l’accaduto e l’esecutivo spinge ancor di più per un nuovo pacchetto sicurezza.

Tra le norme più a cuore ci sono la stretta sui coltelli, la riforma delle polizie locali, il fermo preventivo delle persone sospette, lo sgombero di tutte le case occupate, il rafforzamento del teser, l’incremento dei militari impegnati nell’operazione strade sicure e la cauzione da chiedere a chi organizza manifestazioni. Eppure sono tante le perplessità, anche tra la maggioranza, in merito ad alcuni provvedimenti.

Informativa di Piantedosi in Parlamento – La diretta di oggi 3 febbraio
Inizio diretta: 03/02/26 14:00
Fine diretta: 03/02/26 17:00
Schlein: "Da Piantedosi grave strumentalizzazione, governo irresponsabile"

“Trovo gravissima la strumentalizzazione che è stata fatta da parte della destra e oggi anche dal ministro Piantedosi contro le opposizioni e contro i giudici per quello che è accaduto” a Torino. Così la segretaria del Pd Elly Schlein intervistata a Di Martedì su La7.”Abbiamo assistito a una dimostrazione dell’irresponsabilità di chi fa passare appunto migliaia di manifestanti, tutti come violenti, la sinistra come violenta, guardi noi abbiamo immediatamente condannato, ma abbiamo anche chiesto, io ho chiamato la Presidente del Consiglio per questo, di non strumentalizzare perché davanti a fatti gravi come questi, alla violenza politica, le istituzioni devono unire, non devono dividere come stanno facendo”.”Anche oggi hanno voluto decidere che domani si voterà in Senato su Torino, le opposizioni hanno chiesto allora che si votasse anche sulla Sicilia, sulla Calabria e la Sardegna colpite dal ciclone Henry e hanno detto di no, mi scusi, ma allora c’è una sicurezza di serie A e una sicurezza di serie B? Non è sicurezza anche quella delle 2000 persone che a Niscemi sono fuori dalle loro case e non hanno una risposta da parte del Governo?” aggiunge. 

Meloni: "Non arretriamo su norme più efficaci, spero impegno comune"

“Io penso che non si possa arretrare, penso che noi dobbiamo, e stiamo lavorando anche su questo, garantire con norme ancora più efficaci che queste cose non accadano. Ma penso che sia anche un problema di humus culturale. Penso che su questo serva chiarezza da parte di tutti e serva un impegno comune, che è quello che io ho proposto anche nel dibattito che ci sarà in Parlamento con il Ministro Piantedosi a tutti i partiti, anche dell’opposizione. Ho ascoltato la segretaria del Partito Democratico che diceva che le istituzioni devono essere unite. Speriamo”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella puntata di Farwest, il programma di approfondimento condotto da Salvo Sottile, che andrà in onda questa sera in prima serata su Rai3. La premier ha ricevuto questa mattina una delegazione della trasmissione per stringere la mano ed esprimere solidarietà all’inviata Bianca Leonardi, aggredita insieme alla troupe da un gruppo di antagonisti durante il corteo per Askatasuna di sabato scorso a Torino. 

La Russa: "Deluso da capigruppo, serviva condivisione"

“E’ una delle rarissime volte in cui sono deluso della riunione dei presidenti di gruppo perché l’importanza della vicenda era tale da spingere tutti verso un calendario condiviso al cento per cento”. Così il presidente del Senato Ignazio La Russa al termine della riunione dei capigruppo.”Devo ringraziare alcuni capigruppo della opposizione che hanno tentato di fare una proposta unificante e cioè di trasformare in comunicazioni anche l’informativa del ministro Nello Musumeci cioè di fare due comunicazioni – aggiunge -. Purtroppo questa proposta non ha avuto l’accordo generale e quindi si è rimasti col calendario già votato di informativa di Nello Musumeci, noi non abbiamo mai deciso che questa fosse un’informativa, l’ha deciso la Camera autonomamente”. “Noi per la prima volta oggi abbiamo affrontato questo tema e io mi sono trovato la legittima richiesta dei gruppi di maggioranza di volere un documento – prosegue – Devo dire che è stata mia premura cercare di rendere il documento assolutamente condivisibile cioè fondato esclusivamente su principi generali, quali quello della solidarietà alle forze dell’ordine e la necessità di rafforzarne efficienza, capacità sia in termini normativo che economico. Purtroppo non c’è stata la possibilità neanche su questo documento di trovare i presupposti per dire sì quantomeno alla comunicazione di tutto”. 

Si lavora per risoluzione unitaria opposizioni

“Penso che lavoreremo per tentare di avere una risoluzione unitaria. Ovviamente il tentativo che dobbiamo fare tutti è questo”. Lo fa sapere il capogruppo M5S al Senato Stefano Patuanelli al termine della riunione dei capigruppo. “Noi abbiamo fatto delle proposte – aggiunge – e siamo più che disposti a lavorare con tutte le forze di opposizione per un testo unitario”. 

Domani pomeriggio comunicazioni Piantedosi al Senato

Domani pomeriggio al Senato si terranno le comunicazioni del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sugli scontri alla manifestazione di Torino. È quanto emerge dalla conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama.

Piantedosi: "Non ho attaccato opposizioni ma raccontato fatti"

“Ho fatto un racconto dei fatti, sono fatti. Non mi sarei permesso…ho fatto un racconto dei fatti, basta vedere quello che è stato detto”. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, parlando con i cronisti in Transatlantico dopo l’informativa sui fatti di Torino, risponde a chi gli chiede di un attacco alle opposizioni.

Lega: "No tutela ideologie violente, troppi 'Condanniamo ma'"

“Dopo le agghiaccianti immagini di sabato sera a Torino ribadiamo tutta la nostra solidarietà alle forze dell’ordine. Ribadiamo il nostro riconoscimento per meriti straordinari agli agenti feriti. Sappiamo bene che però non basta la solidarietà a parole. I fatti di sabato non si eliminano solo condannando, ma sappiamo anche che le proposte leggi che stiamo facendo non nascono per indignazione di quanto avvenuto sabato”. Così in Aula Riccardo Molinari della Lega, dopo l’informativa del ministro Piantedosi sui fatti di Torino. “Sono mesi che la Lega lavora su queste proposte e lavora per implementare normative sulla sicurezza. Abbiamo cominciato con il rinnovo del contratto, con 1 miliardo e mezzo investito, abbiamo raddoppiato la cifra per la tutela degli agenti, inserito bodycam, permesso l’uso del taser agli agenti di polizia locale, introdotto il reato di rivolta carceraria, previsto aggravanti per chi commette reati violenti contro le forze dell’ordine e gli operatori sanitari. Le nuove norme altro non fanno che implementare quanto già stato fatto. Quando però noi avanziamo proposte, si parlava di deriva autoritaria, venivamo accusati di voler trasformare il Paese in uno Stato di polizia. Ma noi così vogliamo garantire la sicurezza anche dei manifestanti pacifici. In questi giorni ho letto troppi ‘Condanniamo ma’. Questo clima è la copertura morale che garantisce ad alcuni soggetti che vanno in piazza a manifestare che saranno sempre giustificati. Torino nella sua storia è stata tante cose. Oggi è nota come capitale della violenza. E questo non capita per caso ma perché nei decenni c’è stata una copertura. Pensiamo agli ultimi 20 anni, alle violenze no tav, giustificate da partiti che siedono in Parlamento. Parliamo di Askatasuna. Non penso fosse necessario arrivare a vedere un poliziotto preso a martellate per terra per capire che c’era un problema. Faccio autocritica: è necessario che anche dalla parte nostra ci sia il coraggio di tagliare ogni tipo di rapporto con chi, con parole, azioni, simbologie, si riconnette a ideologie violente e sconfitte dalla storia del passato, che non possono avere luogo e che non possono creare un clima di leale collaborazione, che è quello che serve oggi per dare sicurezza al Paese”, conclude. 

Bonelli (Avs): "Stiamo ancora aspettando sgombero CasaPound"

“Caro Piantedosi, lei da ministro degli interni doveva tutelare i manifestanti pacifici. Non ci venga a parlare di rispristino della legalità, lei che sgombera i centri sociali, mentre noi diciamo che nel Paese c’è un problema serio perchè mancano spazi sociali e le periferie sono un deserto. Voglio ricordarle che ancora aspettiamo lo sgombero del centro sociale di CasaPound”. Così Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, in Aula per l’informativa di Piantedosi dopo i fatti di Torino. 

M5S a Piantedosi: "Usate violenza anarchica per vostri comodi, fa schifo"

“Fa schifo, Ministro, usare la violenza anarchica per i vostri comodi… Io non ci sto, noi non ci stiamo”. Così la deputata M5S Chiara Appendino parlando in Aula, dopo l’informativa del ministro Matteo Piantedosi. “Accogliete le nostre proposte, ripristiniamo la procedibilità d’ufficio per scippi e borseggi – aggiunge -, aumentiamo gli stipendi organici delle forze dell’ordine, mettiamo più soldi nel fondo per le spese legali degli agenti, affinché possano difendersi in un processo giustamente legittimamente e serenamente. Eliminiamo la norma Nordio che permette agli indagati di dileguarsi, finanziamo i patti con i comuni, la sicurezza integrata. Se avete il coraggio, Ministro, di votare queste norme, noi ci siamo. Per lo sciacallaggio politico, guardate altrove, noi non ci siamo”. 

Piantedosi: "Violenza organizzata contro lo Stato, no silenzi o ambiguità"
Torino

“Quanto avvenuto a Torino dimostra in modo chiaro che siamo ormai di fronte a episodi di violenza organizzata contro lo Stato, contro le Forze dell’ordine, rispetto ai quali non ci possono essere ipocrisie, silenzi o ambiguità, ma solo una ferma condanna”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel corso della sua informativa alla Camera sui fatti di Torino. 

Piantedosi: "Serve unanime condanna delle violenze da tutte le forze politiche"

“Anche nei momenti più difficili della nostra storia repubblicana le istituzioni e tutte le forze politiche hanno avuto la maturità e la capacità di attingere ad una riserva di saggezza e di equilibrio nell’interesse generale dei cittadini, anche in presenza di forti contrapposizioni ideologiche e di rilevanti tensioni sociali. Non è mai venuto meno l’obiettivo di scongiurare l’uso della violenza come mezzo di risoluzione dei conflitti sociali per evitare il rischio di forme di deviazione del confronto politico dal suo naturale alveo democratico”.

“E sarebbe grave se qualcuno derogasse da questa linea di fermezza contro la violenza politica, soltanto perché alla guida del Paese c’è un Governo di Centro-Destra.Pertanto, credo che l’unanime condanna alle aggressioni e alle violenze viste a Torino rappresenti un indispensabile segnale di responsabilità e di moderazione, senza il quale si rischia solo di inasprire il confronto e offrire il pretesto a chi vuole alimentare lo scontro”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel corso della sua informativa alla Camera sui fatti di Torino.

“L’auspicio è, dunque, che tutte le forze politiche presenti in Parlamento riescano a trovare una sostanziale convergenza e condividere posizioni comuni per respingere, senza ipocrisie o infingimenti, ogni tentazione di blandire o giustificare queste espressioni eversive e antidemocratiche, sostenendo le Forze di Polizia attraverso l’individuazione di ulteriori misure di tutela da ogni violenza e forma di aggressione”, conclude. 

Piantedosi: "Forze di polizia non chiedono immunità ma non sono bersagli mobili"
Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi

“In uno Stato costituzionale di diritto come l’Italia, le Forze di polizia sono un baluardo della democrazia e della libertà. Esse non chiedono immunità, ma non devono essere bersagli mobili della delinquenza e devono anche poter operare senza essere gravate da una costante e sistematica presunzione di colpevolezza”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel corso della sua informativa alla Camera sui fatti di Torino. 

Piantedosi: "Chi sfila con gli antagonisti offre loro impunità"

“I disordini di sabato confermano il vero volto degli antagonisti ospiti dei centri sociali occupati abusivamente, talvolta anche grazie a coperture politiche ben identificabili. Credo che chi sfila a fianco di questi delinquenti finisce per offrire loro una prospettiva di impunità”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel corso della sua informativa alla Camera sui fatti di Torino. “E credo che faccia altrettanto chi, più in generale, si avventura in riflessioni sociologiche sulla necessità di garantirne di fatto l’agibilità politica, assicurando loro anche spazi di proprietà pubblica sul ritenuto presupposto dell’asserita utilità sociale delle loro attività”, conclude. 

Pd: "Da Piantedosi solo strumentalizzazione e propaganda"

“Voi usate ogni occasione per strumentalizzare le persone per bene che esercitano il proprio diritto democratico” di manifestare. Così il deputato Pd Matteo Mauri che in Aula, dopo l’informativa del ministro Matteo Piantedosi, attacca il governo per aver, sui fatti di Torino, “fatto propaganda, e strumentalizzato un fatto gravissimo”.”Voi criminalizzate non solamente chi c’era, voi avete criminalizzato anche intere forze politiche, avete provato con parole di un vostro ministro a criminalizzare, l’ho sentito con le mie orecchie, l’intera sinistra. Voi state provando a criminalizzare milioni di persone che si riconoscono in valori forti che sono alla base della nostra Repubblica. Questo voi provate a fare e questo è assolutamente inaccettabile”.

Piantedosi: "Scontri richiamano dinamiche squadristiche e terroristiche"

“Un dato che emerge dal lavoro preventivo delle nostre Forze di polizia è che disordini, violenze, danneggiamenti e devastazioni sono, al di là delle motivazioni contingenti di volta in volta annunciate, il vero obiettivo perseguito in molte occasioni. In altre parole, siamo di fronte a una strategia che mira a innalzare il livello dello scontro con le istituzioni e che, attraverso i disordini e la violenza, punta a compattare la galassia anarco-antagonista e a galvanizzarne gli aderenti. È possibile dire che stiamo registrando un innalzamento del livello dello scontro che, per certi versi e pur con delle varianti, richiama dinamiche squadristiche e terroristiche che hanno caratterizzato alcune fasi del nostro passato”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel corso della sua informativa alla Camera sui fatti di Torino.

Piantedosi: "I fatti di Torino sollecitano riflessioni sulle dinamiche con gli antagonisti"

“Quanto accaduto a Torino sollecita alcune riflessioni di carattere generale sul tema dell’ordine pubblico e della sicurezza e sull’evoluzione delle dinamiche dei gruppi di antagonisti presenti nel nostro Paese. Credo sia evidente che le nostre Forze di polizia garantiscono il diritto costituzionale di manifestare liberamente e lo fanno sempre con grande professionalità ed equilibrio, anche quando è a rischio la loro stessa incolumità”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel corso della sua informativa alla Camera sui fatti di Torino. 

Piantedosi: "Aggressioni agli agenti vanno punite con strumenti efficaci"

“Con il governo in carica le manifestazioni di piazza sono aumentate significativamente per numero e partecipazione, sicuramente anche in ragione del difficile contesto internazionale che stiamo vivendo. Ciò nonostante, qualcuno si è, da qualche tempo, persino avventurato nel sostenere che, con il Governo Meloni, si sia realizzata una stretta sull’esercizio della libertà di manifestare. È vero esattamente il contrario. Rispetto a questo aumento di manifestazioni, cosa ben diversa è registrare la crescente propensione ad aggredire i poliziotti e devastare le città, come purtroppo accade sempre più di frequente negli ultimi tempi. Azioni queste che sicuramente vanno punite con sanzioni e strumenti efficaci”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel corso della sua informativa alla Camera sui fatti di Torino.

Piantedosi: "Grande lavoro, evitati danni ben più gravi"

“Il Ministero dell’Interno aveva disposto l’invio di una rilevante aliquota di rinforzo – circa 1.000 unità dei Reparti delle Forze di Polizia – e, nello stesso tempo, sono state disposte attente misure di controllo del territorio e monitoraggio delle stazioni ferroviarie, dell’aeroporto, dei caselli autostradali e dei valichi di frontiera proprio per intercettare, con il supporto delle attività informative delle Autorità di Polizia dei luoghi di partenza, l’arrivo di soggetti noti per precedenti specifici.Questo grande lavoro svolto ha evitato che si verificassero danni ben più gravi che erano nei programmi dei manifestanti, riducendo, altresì, il fronte degli aggressori violenti”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel corso della sua informativa alla Camera sui fatti di Torino.

Piantedosi: "Identificate circa 800 persone prima del corteo"
ICE

“L’efficacia del dispositivo organizzato dalla Questura di Torino è testimoniata dall’identificazione di circa 800 persone, di cui più di 50 straniere, nelle ore antecedenti lo svolgimento della manifestazione, e dall’emissione di 30 fogli di via, 10 avvisi orali e 7 divieti di accesso alle aree urbane, il Dacur. Questo è quanto ha consentito l’applicazione della normativa vigente”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel corso della sua informativa alla Camera sui fatti di Torino. 

La procura di Torino apre un fascicolo contro ignoti per devastazione

Devastazione. Èl’ipotesi di reato con cui la procura della Repubblica di Torino ha aperto un fascicolo d’indagine, per ora contro ignoti, dopo gli scontri avvenuti sabato 31 gennaio dopo la manifestazione a favore di Askatasuna. In una prima informativa della Digos del capoluogo piemontese, invece, vengono riportati i nomi di 24 presunti partecipanti agli scontri ma non all’aggressione del poliziotto di 29 anni in servizio al reparto mobile di Padova. 

Piantedosi: "108 feriti tra le forze dell'ordine, 27 i fermati"

“Il bilancio degli incidenti è di 108 feriti tra gli operatori delle Forze dell’ordine, di cui 96 della Polizia di Stato, 5 dei Carabinieri e 7 della Guardia di Finanza. All’esito di una primissima attività d’indagine, subito avviata e tuttora in corso, sono state sottoposte a fermo 27 persone, 24 delle quali denunciate per resistenza a pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico, porto di armi improprie, travisamento e inottemperanza ai provvedimenti dell’autorità”.

“Tre persone sono state tratte in arresto per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Tra di esse anche un ventiduenne che, dall’analisi dei filmati acquisiti, risulta aver partecipato all’aggressione dell’agente di polizia e alla sottrazione al medesimo dello scudo e della maschera antigas, motivo per il quale il giovane è stato anche denunciato per rapina in concorso. Ai denunciati è stato, altresì, sequestrato materiale usato negli scontri come chiavi inglesi, coltelli, sassi, e indumenti per il travisamento”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel corso della sua informativa alla Camera sui fatti di Torino. 

Piantedosi: "Evento era una resa dei conti con lo Stato democratico"

“L’iniziativa di sabato era stata preceduta e preannunciata, lo scorso 17 gennaio, da una ‘assemblea nazionale’ indetta da Askatasuna presso l’Università di Torino, a cui avevano partecipato circa 750 persone, fra le quali numerosi attivisti delle diverse anime dell’antagonismo nazionale, aderenti al sindacalismo di base, al movimento NO TAV e ai gruppi ambientalisti, rappresentanti della CGIL, del partito ‘Alleanza Verdi e Sinistra’ e della locale comunità islamica”.

“In quella circostanza, nel rilanciare l’appuntamento per la ‘manifestazione nazionale’ in solidarietà ad Askatasuna, programmata per il successivo 31 gennaio a Torino, è stato sottolineato – cito testualmente – che il corteo avrebbe costituito ‘una resa dei conti con lo Stato democratico’, in quanto ‘lo sgombero di Askatasuna alza l’asticella dello scontro’. Il 31 gennaio era stato definito ‘uno spartiacque, come una guerra di liberazione nazionale, nella prospettiva di un fronte allargato comprensivo della comunità araba e musulmana, diventate compagne di lotta’”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel corso della sua informativa alla Camera sui fatti di Torino. 

Piantedosi: "Askatasuna sgomberato dopo 30 anni di illegalità e violenze"

“Come sapete, lo scorso sabato si è svolta a Torino una manifestazione di carattere nazionale, promossa dagli esponenti dell’antagonismo locale per esprimere solidarietà al centro sociale Askatasuna. È appena il caso di sottolineare che il centro sociale, dopo essersi caratterizzato per 30 anni di illegalità e di violenze perpetrate in tutta Italia, il 18 dicembre scorso è stato finalmente sgomberato, ponendo fine all’occupazione abusiva di un immobile di proprietà pubblica troppo a lungo tollerata”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel corso della sua informativa alla Camera sui fatti di Torino. 

Piantedosi: "Solidarietà agli agenti feriti negli scontri, applausi in aula"

“Consentitemi di esprimere, anche in questa sede, a nome mio e di tutto il Governo, la solidarietà agli agenti rimasti feriti negli scontri di sabato scorso a Torino e, attraverso loro, a tutti gli appartenenti alle Forze di polizia impegnati nel difficilissimo compito di tutela dell’ordine pubblico”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel corso della sua informativa alla Camera sui fatti di Torino. L’Aula ha applaudito lungamente alle parole del ministro.

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Redazione Redazione Eventi e News