Arriva la proroga per la responsabilità erariale di dipendenti e amministratori?

Febbraio 20, 2026 - 09:33
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Arriva la proroga per la responsabilità erariale di dipendenti e amministratori?

lentepubblica.it

Il 2026 si apre con una positiva e inaspettata per migliaia di dipendenti e dirigenti della Pubblica Amministrazione: arriva infatti, anche un po’ a sorpresa (ma comunque anche in attesa della sua conferma definitiva) la proroga per le nuove regole sulla responsabilità erariale.


In sede di conversione in legge del Decreto Milleproroghe, è stato inserito un emendamento per posticipare al 1° gennaio 2027 l’obbligo di stipulare una polizza assicurativa per la cd. “colpa grave”. Questo slittamento di 12 mesi sospende una riforma che rischiava di trasformarsi in una vera e propria tassa sulla funzione pubblica, obbligando chiunque maneggi risorse dello Stato a proteggere il proprio patrimonio personale attingendo direttamente ai propri risparmi, senza possibilità di rimborso da parte dell’ente di appartenenza.

I motivi della proroga

Il rinvio dell’obbligo introdotto dalla Legge 1/2026 nasce da una difficoltà strutturale nel conciliare le nuove responsabilità con i vecchi divieti. Da un lato, lo Stato pretende che il dipendente stipuli una polizza assicurativa al fine di garantire la propria solvibilità in caso di danno erariale; dall’altro, la Legge 244 del 2007 vieta categoricamente alle amministrazioni pubbliche di farsi carico del costo di queste polizze.

Per i funzionari amministrativi che gestiscono spese correnti o mansioni di economato, l’impatto sul portafoglio potrebbe essere relativamente contenuto, con premi annuali che il mercato oggi stima tra i 200 e i 600 euro. Tuttavia, non appena si sale nella scala gerarchica della responsabilità, le cifre crescono proporzionalmente. Un Responsabile Unico del Progetto (RUP) impegnato nelle gare d’appalto o nella gestione dei complessi fondi legati al PNRR dovrebbe affrontare un esborso tra i 600 e i 1200 euro l’anno.

Il picco massimo però riguarda le figure apicali del settore scolastico. Un Dirigente Scolastico o un DSGA, chiamati a firmare atti che influenzano bilanci di istituti comprensivi sempre più vasti, potrebbero trovarsi davanti a preventivi che oscillano tra gli 800 e i 2000 euro annui.

I confini legali

Oltre all’aspetto puramente economico, la riforma ridefinisce i confini legali entro cui si muove il dipendente pubblico. Per cercare di limitare la paralisi amministrativa dovuta alla paura del processo, la legge ha circoscritto la nozione di colpa grave alla violazione manifesta delle norme o al travisamento dei fatti, escludendo la responsabilità per errori commessi seguendo orientamenti dei giudici o pareri ufficiali. Si tratta di un tentativo di dare maggiore serenità a chi decide di firmare, ma che viene in parte bilanciato dal litisconsorzio necessario della compagnia assicurativa in ogni processo dinanzi alla Corte dei Conti. In questo scenario, l’assicuratore diventa parte integrante del giudizio. Questo significa che la difesa del dipendente non sarà più un affare esclusivamente interno al rapporto tra cittadino e Stato, ma vedrà la partecipazione attiva di soggetti privati interessati a limitare il proprio esborso economico.

Lo spostamento del rischio

Il vero problema è lo spostamento del rischio. Se storicamente l’errore del funzionario risultava “assorbito” dall’organizzazione, oggi assistiamo a una soggettivizzazione della responsabilità. Imporre una polizza obbligatoria a carico del dipendente, vietando per legge il rimborso del premio da parte dell’amministrazione, crea una disparità economica insostenibile, una vera e propria tassa sulla responsabilità.

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