Decapitata e smembrata, fermato 30enne senza fissa dimora: “Si conoscevano, uccisa con crudeltà”
È un senza fissa dimora l’uomo fermato, sospettato dell’omicidio della donna di 44 anni ritrovata ieri smembrata, decapitata in un casolare nel parco urbano nell’ex area Cnr di Scandicci. Sarebbe stata uccisa in maniera “particolarmente crudele”, hanno spiegato i Carabinieri di Firenze che indagano sull’omicidio e sul ritrovamento. Secondo quanto emerso finora il sospettato e la vittima si conoscevano, sarebbero stati visti insieme. In corso le analisi tecniche e scientifiche degli esperti su un machete e un coltello ritrovati e sequestrati, il pitbull ritrovato vicino al cadavere è stato affidato agli accalappiacani. Le indagini accerteranno anche se la donna è stata uccisa nel luogo del ritrovamento o se il cadavere sia stato spostato.
Non è chiaro da quanto tempo la donna vivesse a Scandicci, ancora da stabilire la data e l’ora del decesso. 44 anni, senza fissa dimora, di nazionalità tedesca. E infatti il consolato della Germania a Firenze è stato contattato per provare a risalire ai parenti della vittima. Sul corpo ritrovato nel casolare, anche i segni di un tentativo di distruzione. Sarà eseguita l’autopsia sul cadavere. Sul posto erano intervenuti il magistrato di turno della Procura di Firenze, Alessandra Falcone, con i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Firenze e della compagnia di Scandicci.
L’uomo ha 30 anni, originario del Marocco, irregolare in Italia. Si trova in ospedale in questo momento, al Torregalli dopo un Tso al quale era stato sottoposto lo scorso 18 febbraio dopo aver dato in escandescenze proprio nel parco dov’è stato trovato il cadavere. Avrebbe abitato abusivamente proprio nel cascinale dove è stato ritrovato il cadavere della donna. Ha precedenti per droga ed è sottoposto all’obbligo di firma in attesa di un processo. Secondo quanto spiegato dal colonnello Luigi De Simone, comandante provinciale dei Carabinieri di Firenze, citato da ANSA, “convergono elementi indiziari” fra cui reperti “che sono stati trovati come la possibile arma del delitto, alcuni indumenti su cui sono in corso accertamenti per le tracce ematiche ma anche altri approfondimenti”.
Il comandante ha aggiunto che la direzione delle indagini ha trovato riscontro con l’escussione di alcuni testimoni, l’analisi delle immagini della videosorveglianza e alcuni reperti sul luogo del delitto. “Ci sono convergenze indiziarie ma bisogna attendere le valutazioni dei magistrati. De Simone ha aggiunto che il 30enne “era stato arrestato dai carabinieri e attualmente è sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per fatti di droga”, che “era controllato dai Carabinieri” ed “era stato segnalato per escandescenze dai residenti”. Prima dell’omicidio e del ritrovamento del cadavere era stato anche “bloccato a torso nudo e portato in ospedale e trattenuto per un trattamento sanitario obbligatorio. I residenti lo avevano segnalato perché si aggirava con un pitbull anche abbastanza aggressivo”. Per mettere l’animale in sicurezza sono intervenuti gli accalappiacani.
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