Dl Ucraina, Tajani: "Fiducia? Nessuna richiesta da parte nostra"
“Il governo e la maggioranza vanno avanti per la loro strada, chi vuole sostenere il governo ben venga. Questo non significa nulla. Hanno sempre votato a favore e continueranno a farlo. Non c’è stata nessuna richiesta e nessun obbligo da parte nostra”. Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani, rispondendo alle domande sul voto del gruppo dei ‘vannacciani’ sul Dl Ucraina, a margine dell’incontro con il Movimento Cristiano dei Lavoratori a Roma.
“Se cercano il dialogo con il centrodestra? È stata una microscissione, deve essere la Lega a decidere, la parola finale spetta a loro. Da un punto di vista culturale, ideologico e valoriale Forza Italia non ha molti punti di contatto con questa nuova formazione”, aggiunge ancora il vicepremier, secondo cui “noi siamo popolari europei”, ricordando quello che “diceva sempre Berlusconi”, e cioè che “Forza Italia è un partito inizialmente cristiano, poi liberale, riformista, garantista, europeista e atlantista”. In questo senso, “rivendichiamo la nostra appartenenza al popolarismo europeo, che poi questa nostra presenza è utile anche al nostro paese”, come dimostrerebbe il rapporto con la Germania, “sempre stato tenuto saldo da quelli che erano i rapporti con la DC, e grazie a Dio oggi c’è Forza Italia, e noi continuiamo a lavorare in questa direzione per rinsaldare questo legame che c’è a livello istituzionale e di partiti”.
Al ministro viene quindi chiesto se preferirebbe in coalizione Carlo Calenda o Roberto Vannacci, data anche la simpatia più volte espressa da quest’ultimo nei confronti del partito tedesco AFD: “Non credo che Calenda voglia entrare nella coalizione, ma credo voglia rinforzare la sua posizione distinta e distante dalla sinistra. A livello amministrativo si possono fare accordi, che ha già dimostrato di avere voti come lista”, ricordando che un “conto sono le preferenze di un partito, un conto sono i voti che prendi come partito”. “Le scissioni non sono mai portatrici di buone cose – insiste Tajani – perché un conto è il consenso che si ha dentro un partito, un conto è quello fuori dallo stesso”. “Io non faccio polemica con nessuno”, conclude allora il leader di Forza Italia, “ricordo solo quali sono i miei valori, che sono assolutamente distanti da quelli di AFD”.
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