I dazi americani pesano sul 2025 dell’occhialeria italiana (-3,9%)
Nel 2025 le esportazioni complessive dell’occhialeria italiana, comprensiva di montature, occhiali da sole e lenti, hanno visto un calo del 3,9% rispetto all’esercizio precedente, attestandosi a poco più di 5 miliardi di euro. I dati sono stati condivisi ieri durante la conferenza stampa di presentazione dell’imminente edizione di Mido 2026, in calendario a Rho Fiera Milano da sabato 31 gennaio a lunedì 2 febbraio.
L’export degli occhiali da sole ha fatto segnare una variazione tendenziale negativa del 5,5% fermandosi a circa 3,3 miliardi di euro. Le esportazioni di montature hanno segnato, invece, una flessione più contenuta, dello 0,9%, arretrando a 1,6 miliardi di euro. L’export è un settore cruciale per il settore, assorbendo sempre circa il 90% della produzione; ad incidere è stato l’andamento negativo del mercato statunitense.
In America la quota delle esportazioni dell’occhialeria italiana nel 2025 ha assorbito circa il 23% dell’intero export di comparto. Il preconsuntivo mostra un notevole calo pari al -25,5% rispetto al 2024. La dinamica è stata trainata dalla performance molto negativa delle esportazioni in America del Nord sia degli occhiali da sole che delle montature, nonostante il positivo andamento dell’export in Centro e Sud America (+1,5 per cento). Gli Stati Uniti sono storicamente il primo mercato estero ma con una riduzione nella quota dell’export che si ferma a poco più del 15% (lo scorso anno era al 22 per cento).
Molto pesante è stato il risultato delle esportazioni in valore di montature e occhiali da sole che hanno registrato un calo del 34 per cento. L’export di occhiali da sole è diminuito del 36,2%, mentre quello di montature del 28,4% rispetto al 2024. Questo andamento, ha sottolineato Lorraine Berton, presidente di Anfao e Mido, è riconducibile in modo prevalente al tema dei dazi alle importazioni. Nella prima parte dell’anno, in previsione dell’introduzione delle misure tariffarie, si è in parte registrato un effetto di accumulo degli acquisti da parte degli importatori, che hanno anticipato le forniture prima dell’entrata in vigore dei dazi. Successivamente, con l’effettiva applicazione delle misure e il conseguente aumento dell’incertezza sui costi e sulle condizioni di accesso al mercato, le esportazioni italiane verso gli Stati Uniti hanno mostrato un progressivo e marcato peggioramento, incidendo in modo rilevante sul risultato complessivo dell’anno.
Fortunatamente l’Europa ha confermato performance positive in numerosi mercati chiave (Francia, Germania, Spagna, Regno Unito) e un buon allargamento a paesi più consolidati (Olanda, Portogallo e Belgio) ed emergenti per il settore (Polonia, Svezia, Ungheria, Croazia). In blocco questi paesi hanno assorbito nel 2025 oltre il 50% delle esportazioni dell’occhialeria italiana. In Francia il preconsuntivo dell’export ha registrato un aumento del 4,5%, in Germania la crescita è stata dell’8,7%, in Spagna, per il secondo anno consecutivo, c’è stata un’accelerazione del 12,1 per cento. Nel Regno Unito la crescita è stata del 4,7%, la tendenza è la medesima in Olanda (+15%), Portogallo (+13,1%), Belgio (+8,7%), Polonia (+16,2%), Svezia (+7,8%), Ungheria (+17,4%) e Croazia (+11,7 per cento).
In Asia la quota dell’export italiano ha raggiunto i livelli pre-Covid (16,6 per cento). Tuttavia, la variazione tendenziale dell’export è stata del -3,8%, penalizzata dalle esportazioni di occhiali da sole (-6,1%) rispetto all’export di montature (+3,2% in valore). Africa e Oceania risultano come sempre poco significative con cali in valore del 10,9% e 20,4% rispettivamente).
Anche l’andamento delle esportazioni in altri Paesi è stato positivo, in Messico c’è stato un incremento double digit (+10,7%), in Cina del 20,6%, bene anche Turchia (+7,7%) e Israele (+17,9 per cento). Fa eccezione il Brasile a quota -13,8%, la potenzialità dell’area resta comunque confermata e andrà rivalutata soprattutto alla luce dell’accordo Ue-Mercosur e della sua implementazione effettiva.
“Il 2025 è stato un anno difficile ma positivo – ha dichiarato durante il Q&A Berton – perché poteva essere una catastrofe, abbiamo vissuto mesi complicati. Non è stata una questione di cambio di mercato ma di follia politica che ci ha visto impreparati. Confrontandoci con i dazi americani le nostre aziende hanno messo in discussione, bisogna dirlo chiaramente, i propri margini, ripensando i business plan. Ci sono stati momenti difficili ma, malgrado questo, i nostri distributori e i clienti americani ci sono venuti in contro”. Difficile fare previsioni per il 2026, “siamo ancora in mezzo a degli tsunami che non riusciamo a comprendere bene ma sono convintissima che, passata la primavera, avremo anche delle grandi sorprese perché alla fine è la gente che decide e farà le scelte giuste. Tutto si riprenderà tornando alla “normalità”‘, ha spiegato la presidente con cauto ottimismo.
L’occhialeria italiana ha esportato nel 2025 106 milioni di paia di occhiali, quantità in leggero calo rispetto al 2024 (-3 per cento). Del totale di paia di occhiali esportati, 63 milioni sono di occhiali da sole (il 60% circa) e 43 milioni di montature da vista (il 40 per cento). La battuta d’arresto dell’export ha coinvolto anche le importazioni che sono diminuite nel 2025 di 2 punti percentuali rispetto al 2024 a 1,77 miliardi di euro.
Guardando al Belpaese, secondo i dati NIQ GfK relativi al canale specializzato, il mercato italiano dell’ottica (sell-out) ha raggiunto un valore di circa 3,1 miliardi di euro, con una crescita del 2,0% a valore nel periodo gennaio–ottobre 2025 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. All’interno del mercato, il comparto delle lenti oftalmiche si conferma centrale, rappresentando oltre il 50% del valore complessivo del canale.
Sulla base degli ultimi dati a disposizione risalenti allo scorso ottobre 2025, il preconsuntivo rileva una produzione dell’occhialeria italiana di 5,64 miliardi di euro, stabile rispetto al 2024. In leggera flessione il saldo totale dei produttori che si attesa a 798 aziende a livello nazionale, a -2% rispetto al 2024. Sul fronte occupazionale si registra una flessione dovuta in primo luogo alla mancata stabilizzazione dei contratti a termine: gli addetti (comprese le forme di contratto flessibili) sono 22.837, il 4,4% in meno rispetto al 2024.
Il clima di fiducia prudente ha trovato una conferma anche nelle attese per Mido 2026, che si prepara ad accogliere circa 1.200 espositori. “Mido si conferma ancora una volta come la piattaforma internazionale di riferimento per il settore, non solo per il business, ma anche per la lettura dei trend e delle trasformazioni in atto. Il clima che accompagna l’edizione 2026 è improntato a positività e fiducia, elementi fondamentali per sostenere la crescita e affrontare con consapevolezza le sfide dei prossimi anni”, ha dichiarato Berton.
Segmentando gli espositori, ci saranno 270 italiani e 930 stranieri, provenienti da circa 50 paesi, tra cui, oltre all’Europa con Francia, Germania, Spagna, Uk, anche Usa, Canada, India, Australia, Giappone, Hong Kong, per citarne solo alcuni, 140 new entries rispetto allo scorso anno, 8 aree espositive e 7 padiglioni, più di 20 tra workshop e incontri al The Vision Stage, tre ambiti premi, dallo storico Best Store Award al nuovo Cse Corporate Award, oltre 40mila visitatori e 400 giornalisti attesi da tutto il mondo. Anche quest’anno la presenza di tanti buyer, professionisti e giornalisti provenienti dai mercati esteri più rilevanti per il settore è resa possibile anche grazie al supporto di Agenzia Ice che ha contribuito a portare a Mido oltre 200 delegati da 56 paesi.
Mido vedrà un rinnovamento della Fashion Square del padiglione 1, lo spazio in cui i grandi player e le realtà emergenti Fashion & Luxury svelano le nuove collezioni e definiscono lo stile della stagione. Nei Padiglioni 2 e 4, l’Area Design ospiterà nuovi espositori e un’inedita installazione dedicata a Date, il salone dell’eyewear indipendente in programma a Napoli dal 12 al 14 settembre 2026, mentre al Padiglione 6, nella piazza, sarà allestita la citata mostra ‘The Lens of Time’, che farà tappa anche a Roma in autunno a Palazzo Piacentini, presso il Ministero delle Imprese e del made in Italy. Infine, il nuovo premio Che Corporate Award, che nasce dall’esperienza dello Stand Up For Green e che riconosce non un singolo prodotto ma l’azienda espositrice più virtuosa in ambito Esg. Saranno numerose le conferenze e i workshop che si svolgeranno al The Vision Stage al Padiglione 1, che toccheranno temi centrali per l’industria.
Svolgendosi a pochi giorni dall’inaugurazione dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina, Mido ha elaborato e messo a disposizione di visitatori ed espositori strumenti e servizi pensati per agevolare l’organizzazione del soggiorno a Milano. Tra questi, un tool di prenotazione online sviluppato in collaborazione con MiCodmc, agenzia ufficiale per l’ospitalità.
L’edizione 2026 di Mido inizierà ufficialmente alle 10.30 alla Fashion Square con la cerimonia inaugurale che vedrà la partecipazione di Lorraine Berton, di Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, Elena Buscemi, presidente del consiglio comunale di Milano, e Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano. È inoltre prevista la partecipazione del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana e di Matteo Zoppas, presidente di Ice.
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