Il Pio Albergo Trivulzio di Milano ha il suo Giardino Alzheimer
Un Giardino Alzheimer per il Pio Albergo Trivulzio di Milano, polo geriatrico con un nucleo Alzheimer di 125 posti: inaugurato lo scorso 19 gennaio, si tratta di un healing garden (giardino terapeutico) di circa 1.500 mq, creato per favorire il benessere psico-fisico delle persone anziane con decadimento cognitivo.
Il Giardino è stato fortemente voluto dalla Fondazione Amici del Trivulzio, Martinitt e Stelline, che ne ha sostenuto tutti i costi di realizzazione e che ha promosso una collaborazione fra gli Uffici tecnico-sanitari del Pio Albergo Trivulzio e il Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano, che ha sviluppato tutta la progettazione – con un approccio basato su evidenze scientifiche – e ha coordinato la fase esecutiva dei lavori.
Si tratta di uno spazio verde protetto all’aperto, dove gli Ospiti del Trivulzio, affetti da Alzheimer, insieme ai loro familiari e agli operatori sanitari, potranno sperimentare gli effetti benefici del contatto con la natura, anche grazie ad attività come ortoterapia, pet therapy e musicoterapia. Un’area innovativa, di cura non farmacologica, un’immersione nel verde, nei suoi colori e nei suoi profumi, creando un’atmosfera accogliente e familiare, dove ritrovarsi con i propri cari e passeggiare in libertà.
“La Fondazione Amici del Trivulzio, Martinitt e Stelline, da dieci anni, opera al fianco delle tre storiche Istituzioni milanesi”, ha sottolineato il suo presidente, Marco Zanobio, «promuovendo progetti e iniziative per migliorare la vita degli ospiti del Trivulzio e per favorire l’integrazione sul territorio dei ragazzi e delle ragazze delle Comunità Martinitt e Stelline, con quel rinnovato spirito meneghino dedicato alla cura delle persone più fragili. In questo contesto rientra a pieno titolo il Giardino Alzheimer”. Un Giardino come un luogo vivo, in tutte le stagioni, “pensato”, ha detto ancora il presidente, “per accogliere, far incontrare le persone e restituire centralità alla relazione: sì un Giardino Alzheimer ma soprattutto mi piace chiamarlo Il Giardino degli abbracci, nato perché Milano, tramite la Fondazione, ha voluto simbolicamente abbracciare con generoso affetto i suoi Vecchi e il suo Trivulzio”.
Il prof. Giulio Senes, del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano, docente esperto di healing gardens e di pianificazione e architettura del paesaggio, nonché presidente della European Greenways Association e dell’Associazione Italiana Healing Gardens, ha illustrato ai presenti il percorso che ha portato alla progettazione del Giardino, evidenziando come “il progetto dimostri che la collaborazione pubblico-privato può funzionare e che diversi soggetti pubblici (Università e PAT, nel caso specifico) possono lavorare insieme per un obiettivo comune: il bene delle persone che vivono il territorio milanese. È un gesto concreto e attento con cui vogliamo “prenderci cura” dei più fragili e delle loro famiglie. Rappresenta anche un importante esempio della “terza missione” dell’Università, cioè di “trasferimento” dei risultati delle attività scientifiche nella realtà civile, nel nostro caso le attività di ricerca del gruppo che si occupa di Architettura del Paesaggio alla Statale di Milano (da me coordinato). Il progetto, infatti, ha, da una parte, adottato l’approccio “Evidence-Based Design” e il metodo basato sulle evidenze scientifiche che abbiamo sviluppato e affinato negli ultimi vent’anni, e, dall’altra, è stato di tipo “partecipato”, in quanto ha visto il coinvolgimento di tutte le componenti interessate al progetto attraverso questionari e focus groups con staff e familiari degli Ospiti. La portata e il valore del progetto sono stati riconosciuti anche dagli organizzatori della 35th Alzheimer Europe Conference, che hanno “accettato” che lo presentassimo nell’occasione, nonché dagli organizzatori del “Cityscape Award” cha hanno premiato il progetto lo scorso luglio in Triennale”.
Il Giardino Alzheimer come terapia
Giancarlo Cordani, direttore socio-sanitario dell’Istituto milanese, dopo aver rimarcato la valenza terapeutica, umana e sociale del progetto, ha rilevato che “Il Giardino diventa parte integrante del percorso di cura dell’anziano con un nuovo spazio terapeutico dotato di percorsi ad anello, aree fiorite, sedute e strumenti musicali da esterno, pensato per favorire il benessere degli ospiti, offrendo nuove opportunità di stimolazione sensoriale e relazione”.
Attraverso l’organizzazione di attività di giardinaggio e orticoltura, con approccio terapeutico, sarà possibile incrementare a livello esperienziale il contatto con la natura e come parte della terapia riabilitativa (sia cognitiva sia fino-motoria), stimolando la parte residua della memoria e aumentando così il benessere dell’ospite e rallentando il decadimento cognitivo dell’anziano. Sempre grazie a stimolazioni sensoriali, il Giardino Alzheimer è studiato altresì per ridurre l’aggressività e i problemi comportamentali, nonché l’utilizzo di farmaci, con la possibilità di misurare dal punto di vista scientifico i benefici del verde sul paziente, sui familiari e sul personale addetto al reparto.
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