Omicidio colposo all’ex direttrice del Cpr di Torino
Per la morte di Moussa Balde, avvenuta nel Centro per rimpatri di Torino (70 persone chiuse in gabbie in condizioni indecenti) è stata condannata per omicidio colposo la allora direttrice del Cpr, Annalisa Spataro.
L’avvocato Gianluca Vitale, difensore della famiglia del ragazzo che ha ottenuto anche il diritto ad essere risarcita civilmente, ha commentato: “La sentenza deve essere un monito per chiunque voglia gestire Cpr, luoghi che non dovrebbero esistere. Si deve sapere che si può essere chiamato a rispondere, anche penalmente, di ciò che lì succede. Il tribunale ha riconosciuto la responsabilità dell’ente gestore del centro nella morte di Balde. Purtroppo, è rimasto al di fuori di questo processo la responsabilità dello Stato nella gestione del Cpr e in tutto ciò che lì succedeva, perché non c’era nessun controllo reale da parte della prefettura”.
“Il vero responsabile della morte di Moussa è lo Stato – aveva detto Thierno Balde, fratello della vittima, dopo la prima udienza – il sistema dei Cpr è ingiusto, mio fratello era arrivato in Italia per aiutare la nostra famiglia. Non aveva fatto niente di male, voleva solo migliorare la sua e la nostra vita. Nessuno l’ha aiutato quando soffriva”.
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