Per i marchi Usa è scattata l’ora dell’Europa: +14% le aperture nel 2025 con l’activewear in testa

Febbraio 4, 2026 - 23:30
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Per i marchi Usa è scattata l’ora dell’Europa: +14% le aperture nel 2025 con l’activewear in testa
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L’Europa si conferma un mercato sempre più strategico per i retailer statunitensi. Secondo un’analisi condotta da Savills, nonostante i brand europei mantengano la leadership degli opening retail nel continente con il 56% delle aperture sul territorio, i marchi americani rappresentano oggi la principale componente degli ingressi internazionali, vantando il 25% delle nuove aperture complessive del 2025, in crescita significativa rispetto al 14% registrato nel 2024. Un trend che, come riportato dalla società immobiliare britannica, riguarda in particolare il segmento fashion, seguito dal food & beverage, e che evidenzia un cambio di passo nell’approccio dei brand Usa verso il mercato europeo.

Questa accelerazione, secondo il report, è sostenuta da una combinazione di fattori macroeconomici e geopolitici. Le tensioni commerciali e il rallentamento della fiducia dei consumatori sul mercato interno statunitense hanno infatti spinto molte aziende americane ad anticipare e rafforzare le proprie strategie di sviluppo in Europa. A ciò si aggiunge l’accordo commerciale Ue-Usa siglato a luglio 2025 (che ha fissato un tetto del 15% per i dazi su molti prodotti) che ha contribuito a migliorare il sentiment degli operatori, creando quindi le condizioni ideali per un’ulteriore intensificazione degli investimenti nel corso del 2026. “Il ritorno di capitali sul retail europeo non è un fenomeno episodico, ma il risultato di fondamentali solidi: una maggiore selettività da parte degli investitori, performance operative robuste e dinamiche occupier in miglioramento, insieme a un differenziale di pricing oggi più chiaro rispetto ad altre asset class. La combinazione di un profilo rischio-rendimento competitivo e di una domanda in espansione sta riportando il settore al centro delle strategie istituzionali, soprattutto nei mercati capaci di offrire crescita reale dei canoni e un equilibrio più definito tra rischio e valore”, spiega Marco Montosi, Head of Investment di Savills.

In questo contesto, a trainare gli investimenti del fashion retail sono soprattutto Francia, Italia e Spagna che continuano a guidare l’attività cross-border, confermando la centralità del comparto moda in questi mercati.  “La moda rappresenta il principale motore del retail dei brand made in Usa, con una presenza sempre più visibile nelle main street europee”, illustra a Pambianconews Francesca Cattagni Head of retail agency di Savills, evidenziando come, soprattutto nel 2025, il segmento activewear abbia continuato a individuare nel retail europeo un acceleratore di visibilità e credibilità.

Tuttavia, anche se nell’ultimo anno i nuovi opening sul territorio sono stati quasi appannaggio esclusivo dei brand activewear, quanto ai sottosegmenti del fashion il quadro delle nuove aperture appare in realtà trasversale. “Tutti i sottosegmenti della moda dimostrano un interesse costante. I picchi di un certo tipo di aperture variano in base ai trend di mercato, ai modelli di consumo e alle differenze generazionali”, prosegue l’esperta. L’Europa è dunque un territorio fortemente attrattivo tanto per i brand di activewear, quanto per quelli premium e luxury per i quali la scelta della location e la qualità dell’esperienza in-store risultano determinanti.

Tra le aperture più rappresentative degli ultimi mesi figurano marchi come Arc’teryx che, dopo il debutto a Londra e Berlino nel 2024, lo scorso aprile è sbarcato anche in Italia con il suo primo store a Milano. Lululemon, come si legge in un comunicato ufficiale dell’azienda emanato a dicembre 2025, dopo il debutto in Italia, Danimarca e Belgio nel 2025, punta per il 2026 a nuovi ingressi in cinque mercati europei: Grecia, Austria, Polonia, Ungheria e Romania. Sulla stessa scia Alo Yoga che, pur mantenendo una presenza ancora frammentata nel Vecchio Continente, dopo il debutto europeo nel 2023 nel Regno Unito è oggi presente anche ad Amsterdam, Dublino, Londra, Parigi e Roma, dove ha inaugurato il suo primo store italiano in via del Babuino.

“Le aperture non seguono più una logica frammentata, ma si inseriscono in piani di espansione strutturati e attentamente pianificati sulla base dei differenti territori e dei profili di consumo. La solidità della domanda nelle principali città italiane, unita alla crescente ricerca di format retail distintivi ed esperienziali, mantiene elevata l’attenzione sul mercato e alimenta la competizione per l’individuazione delle migliori location. I brand, siano essi new comers o già consolidati, mostrano un interesse costante verso lo sviluppo fisico, che oggi assume un ruolo pienamente strategico”, conclude infine l’esperta.

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Redazione Redazione Eventi e News