Perché Chanel, che ha solo collezioni donna, veste Jacob Elordi

Febbraio 10, 2026 - 13:30
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Perché Chanel, che ha solo collezioni donna, veste Jacob Elordi

Chi l’avrebbe mai detto che, per vendere abiti alle donne, le maison avrebbero iniziato a farli indossare agli uomini. Eppure oggi funziona così. Quando Jacob Elordi calca un red carpet in Chanel, con silhouette pensate per il guardaroba femminile, non c’è scandalo né provocazione: c’è la nascita di un nuovo desiderio.

Jacob Elordi genderfluid: con la giacca da donna di Chanel

Un cortocircuito visivo che ribalta vecchie certezze e apre nuove fantasie. Per anni l’idea che un uomo in abiti da donna potesse risultare seducente, soprattutto agli occhi femminili, sembrava impensabile. Oggi è esattamente il contrario. E la moda, come spesso accade, è stata la prima a capirlo.

Perché Jacob Elordi indossa Chanel

Nessun lancio ufficiale, nessuna capsule uomo: solo immagini che hanno iniziato a circolare: commentate, salvate, condivise. Solo due giorni fa, Jacob Elordi ha indossato una camicia che arriva direttamente dalla passerella primavera estate 2026 di Chanel: solo che in sfilata appare oversize, abbinata a lunghe gonne a balze o a pencil skirt, mentre lui la porta con il suo nome ricamato in rosso e la indossa sopra un paio di jeans.

In occasione del photocall di Cime tempestose del 28 gennaio, a Los Angeles, l’attore aveva già catalizzato l’attenzione indossando una giacca corta della stessa collezione firmata dal direttore creativo Matthieu Blazy. Lana marrone pied-de-poule, polsini bianchi a contrasto, bottoni dorati: una sintesi precisa dell’heritage della maison riletta in chiave contemporanea. Così contemporanea da ignorare del tutto l’etichetta che recita “per lei”, abbinandola a una t-shirt scura, jeans bianchi dal taglio essenziale e stringate pulite. Una scelta insolita, ma apparsa immediatamente coerente, credibile, in linea tanto con il personaggio quanto con il suo stile. Emntre il giorno precedente, ospite al Jimmy Kimmel Live, Elordi aveva puntato su una camicia rosa, sempre Chanel donna, indossata con jeans morbidi e mocassini chiari.

L’iconica (e chiacchierata) giacca di Chanel indossata da Jacob Elordi. (Photo by David Jon/Getty Images to Warner Bros. Pictures)

Da Bad Bunny a Timothée Chalamet: il womenswear per Lui

Elordi è però solo l’ultimo attore a cavalcare una tendenza che da mesi (o forse già anni) diverte i celebrity stylist. Prima di lui, ai Grammy Awards del 2026, Bad Bunny ha fatto storia con uno smoking di Schiaparelli ispirato a un modello couture donna della collezione Primavera/Estate 2023 e adattato con una chiusura a  corsetto sul retro. Prima ancora, Timothée Chalamet aveva già fatto discutere agli Oscar 2022, indossando una giacca della collezione donna di Louis Vuitton nera con paillettes e portata senza camicia, delineando i nuovi confini del guardaroba maschile.

Bad Bunny ai GRAMMY Awards 2026 in Schiaparelli. (Photo by Brianna Bryson/WireImage)

In quegli anni, scelte simili avevano una forte componente identitaria: servivano a costruire personaggi, a comunicare apertura, fluidità, posizionamento culturale. Oggi, però, il mirino sembra essersi spostato. Quando Elordi indossa Chanel (Maison che non possiede collezioni da uomo) il messaggio non riguarda tanto lui, quanto ciò che sta indossando. Non è un’operazione di immagine personale, ma una strategia che usa il corpo maschile per rendere il womenswear più desiderabile, più versatile, più libero da categorie rigide. Ed è qui che il discorso cambia davvero.

La mascolinità che vende

Il cambio di passo è evidente anche nelle scelte ufficiali della Maison. Chanel lo ha dimostrato con la scelta di A$AP Rocky come volto per la promozione della sfilata newyorkese Métiers d’Art, dove ha assistito in prima fila con un look rigorosamente Chanel womenswear. Ma il terreno per queste chiacchierate strategie era già pronto nel 2024, quando il fenomeno degli “uomini babygirl aveva portato sotto i riflettori una nuova idea di mascolinità: emotiva, sensibile, lontana da guardaroba carichi di sex appeal e molto vicina all’immaginario femminile. In quella fase rientravano figure come Timothée Chalamet, che per anni ha incarnato questa estetica (salvo poi abbandonarla nel 2025, durante la promozione di Marty Supreme, con uno stile completamente diverso), ma anche Jacob Elordi, con le sue borsette Bottega Veneta o Paul Mescal, capace di rendere desiderabili shorts, maglie aderenti e cardigan.

chanel borse uomo ASAP Rocky Copyright CHANEL

A$AP Rocky in Chanel. Copyright CHANEL

Finché quegli stessi ragazzi, così apprezzati per una mascolinità fluida e apparentemente spontanea, non sono stati etichettati nel 2025 come “maschi performativi”: uomini che adottano linguaggi, atteggiamenti e anche codici estetici percepiti come sensibili e affini al gusto femminile, proprio perché sanno quanto siano seduttivi. È qui che il cortocircuito diventa evidente. Quei corpi, così efficaci nel piacere alle donne, diventano la vetrina perfetta per i brand. Far indossare a questi uomini abiti pensati per il guardaroba femminile serve a renderli più desiderabili, più versatili, più vicini a chi poi li comprerà davvero. Funzionerà?

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Redazione Redazione Eventi e News